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Eni & associazioni consumatori alla piattaforma Garibaldi C di Ravenna

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RAVENNA – I Presidenti e Responsabili Nazionali Energia di 15 Associazioni dei Consumatori hanno visitato oggi il Distretto Centro Settentrionale diEni a Ravenna (DICS), nell’ambito del programma di attività promosse da Eni per consolidare una relazione basata sulla trasparenza e sul dialogo con tutte le voci del mondo consumeristico italiano.

Eni è presente a Ravenna fin dal 1952, anno della prima scoperta on shore di gas, e questa lunga tradizione ha favorito la nascita e lo sviluppo di un distretto di eccellenza Oil&Gas, che vanta un indotto diretto e indiretto di oltre 7.000 persone. Proprio per la presenza storica di Eni nel territorio, Ravenna è stata scelta come tappa fondamentale, non solo per entrare nel dettaglio delle attività operative ma anche per coinvolgere le Associazioni sui temi e principi della cultura Eni: sicurezza, sostenibilità ambientale e ricerca tecnologica.

Nel corso dell’incontro sono state presentate le eccellenti performance HSE (Salute, Sicurezza e Ambiente) di Eni, che nel 2015 hanno registrato un indice di frequenza degli infortuni per milione di ore lavorate pari allo 0,25, con una riduzione del 40% rispetto al 2014 e in ulteriore miglioramento del 10% nel primo trimestre 2016. Un risultato tra i migliori del comparto Oil&Gas, e significativamente inferiore all’indice di frequenza infortuni della media dell’industria italiana e europea (che riporta valori pari al 10).

I rappresentanti delle Associazioni dei Consumatori hanno avuto l’opportunità di visitare una delle piattaforme offshore di Eni al largo della costa ravennate, la Garibaldi C, da cui si produce gas naturale, tra le fonti di energia più pulite attualmente accessibili. Oggi la produzione di gas del DICS è di circa 60 mila barili di olio equivalente al giorno, che rappresenta il 7% della produzione energetica nazionale. Gli impianti offshore di Eni nel Mare Adriatico operano da sempre nel pieno rispetto delle leggi e delle prescrizioni vigenti. Basti pensare che le piattaforme entrano in esercizio a seguito di un processo che prevede almeno 26 fra autorizzazioni e nulla osta da parte di Ministeri e loro organi tecnici, ARPA/ISPRA e Regioni, nell’ambito di un iter trasparente e pubblico.

Le operazioni delle piattaforme sono soggette a continui controlli e ispezioni da parte delle autorità di vigilanza e della Capitaneria di Porto sulla qualità delle acque, sulla qualità dell’ambiente marino e sulle emissioni in atmosfera, che confermano come le attività offshore siano condotte nel massimo rispetto della sostenibilità ambientale. Le piattaforme, infatti, sono delle vere e proprie scogliere artificiali, intorno alle quali si è anche sviluppato un fiorente mercato delle cooperative di pescatori che puliscono le gambe degli impianti, sui quali crescono spontaneamente le cozze e, sulla base di specifiche autorizzazioni, le commercializzano.

Un ulteriore esempio della sostenibilità dell’attività di estrazione degli idrocarburi è l’Oasi Marina Piattaforma Paguro. Si tratta del relitto di una piattaforma metanifera che per la prima volta in Italia è stato riconosciuto come sito di interesse comunitario (IT4070026) dalla regione Emilia-Romagna nel 2010. Infine, molto interesse ha suscitato il programma, recentemente lanciato da Eni, per l’identificazione di possibili soluzioni di riutilizzo e riqualifica degli impianti offshore, in modo particolare per la riconversione delle strutture esistenti in centri di produzione di energie rinnovabili.

E’, infatti, allo studio la possibilità di installare sulle piattaforme impianti eolici, sia per generazione interna (autoconsumo) sia eventualmente per esportazione a terra. Inoltre, al processo di riconversione si affiancherà un rinnovato impegno nella ricerca, che porterà alla creazione di poli tecnologici per la sperimentazione delle tecnologie più avanzate. Un esempio è lo studio per la creazione di una piattaforma sperimentale offshore che vedrà l’implementazione simultanea di nuove tecnologie di generazione elettrica derivante dalle maree, dal moto ondoso, dalle correnti marine e dai gradienti di salinità e temperatura.

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Consumatori

MUTUI PRIMA CASA- Appello ADICONSUM al Governo: rifinanziare presto

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Appello di Adiconsum al Ministro dell’Economia, Giovanni Tria:
rifinanziare al più presto il Fondo Consap per l’acquisto della prima casa.
Nessun onere a carico dello Stato per il rifinanziamento

15 gennaio 2019 – Sulla nostra pagina facebook continuano ad arrivare numerose richieste di consumatori in merito al rifinanziamento del Fondo Consap per l’acquisto della prima casa, lamentando anche il fatto che, a dispetto delle esigue risorse rimaste ma comunque ancora presenti, alcuni istituti di credito stanno declinando le domande di accensione dei mutui con questa modalità già da alcuni mesi – dichiara Carlo De Masi, Presidente di Adiconsum nazionale.

Lo scorso novembre – prosegue Danilo Galvagni, Vice Presidente di Adiconsum –  ci eravamo attivati lanciando l’allarme sull’imminente esaurimento delle risorse del Fondo Consap, inviando una lettera al Ministro, Giovanni Tria, chiedendo, oltre  ad un intervento urgente di rifinanziamento, anche l’apertura di un Tavolo con tutti gli stakeholder, comprese le Associazioni Consumatori, per omogeneizzare le regole e aumentare le opportunità. Questa lettera, purtroppo, al momento è ancora disattesa.

Il Fondo di garanzia Consap – continua Galvagni – ha svolto in questi anni un duplice ruolo: di tutela sociale, da un lato, permettendo l’accesso al credito anche a quelle persone prive di determinati requisiti (si pensi in primis al lavoratore con contratto di lavoro atipico) e di volano nel settore dell’edilizia, dall’altro.

Rivolgiamo, quindi, un appello al Ministro dell’Economia Tria – conclude De Masi – affinché intervenga al più presto per rifinanziare il Fondo, considerato che tale operazione non richiede alcun onere a carico dello Stato.

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Consumatori

Guerra TAXI vs NNC, secondo l’antitrust va liberalizzato il settore

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L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato è stata sentita in audizione informale dinnanzi alla IX Commissione (Trasporti, poste e telecomunicazioni) della Camera dei Deputati in merito al disegno di legge di conversione del decreto-legge 29 dicembre 2018, n. 143 “Disposizioni urgenti in materia di autoservizi pubblici non di linea”. 
Nel corso dell’audizione è stato evidenziato come nel settore della mobilità non di linea si sia sviluppata nei tempi più recenti una domanda molto estesa e diversificata di servizi che tende a non distinguere più tra attività soggette a obblighi di servizio pubblico (taxi) e attività di mercato (NCC) e che, legata ad un concetto di mobilità urbana di tipo intermodale di servizi, fa ampio ricorso ai nuovi strumenti resi possibili dall’innovazione tecnologica.

In questo quadro, qualunque riforma organica della disciplina di settore dovrebbe avere quale obiettivo ultimo il pieno soddisfacimento delle nuove esigenze dei consumatori, affinché gli stessi possano trarre pieno beneficio dalle innovazioni tecnologiche e dai mutamenti intervenuti nelle modalità di offerta dei servizi.

A tale riguardo, l’Autorità ha posto in luce come le modifiche introdotte dal Decreto in via di conversione non appaiano andare nella direzione auspicata. Il mantenimento infatti di vincoli nelle modalità di prenotazione dei servizi e delle restrizioni territoriali all’offerta di servizi NCC, unitamente all’inutilizzabilità delle piattaforme tecnologiche e alla moratoria nel rilascio di nuove autorizzazioni, tenderà a rendere sempre più difficile l’incontro della domanda e dell’offerta, con l’effetto di deprimere il benessere dei consumatori finali in termini di minore ampiezza e qualità dei servizi offerti e di prezzi più elevati.

        Sulla base di tali considerazioni, l’Autorità ha ribadito il proprio favore a un disegno di riforma complessiva della normativa del settore della mobilità non di linea secondo le linee avanzate nelle sue numerose segnalazioni in senso pro-concorrenziale e nel rispetto rigoroso del principio di proporzionalità.

Nelle more di tale processo di riforma, l’Autorità ha sottolineato la necessità di procedere, in sede di conversione, a modificare quelle parti del Decreto idonee a mantenere o addirittura a rafforzare ingiustificate restrizioni concorrenziali nel settore della mobilità non di linea.

In particolare, l’Autorità ha suggerito di: i) eliminare ogni limitazione alle modalità di prenotazione del servizio di NCC; ii) abrogare le norme della legge n. 21/92 che di fatto determinano restrizioni territoriali all’operatività delle imprese NCC; iii) abrogare la norma che introduce una moratoria al rilascio di nuove autorizzazione NCC sino alla realizzazione del registro nazionale.

Roma, 16 gennaio 2019

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Consumatori

CONSOB: verso la nomina di Marcello Minenna. OK dei consumatori

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16 gennaio 2019 – Esprimiamo soddisfazione per le dichiarazioni dei leaders di maggioranza di voler procedere alla copertura della presidenza della Consob, già dal prossimo Consiglio dei Ministri, indicando nella persona di Marcello Minenna, il candidato da nominare.

Consideriamo il prof. Minenna, la sua storia personale e la sua indipendenza dalla politica e dai poteri finanziari, una figura di garanzia per i risparmiatori e per i cittadini tutti, al fine di contrastare le distorsioni e le problematiche che si sono determinate, spesso causate dal potere delle elite finanziarie. 

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