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Consumatori

ENI. Bolletta arriva con 8 anni di ritardo. Succede a Roma. Come non funziona il duo ENI-ACEA

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Roma, 20.09.2017. Una bolletta elettrica arriva con 8 anni di ritardo. Succede a Roma. La bolletta è in prescrizione (bastano 5 anni) ma l’ENI ne chiede il pagamento.
Vediamo come si svolge questa storia che ha del paradossale.
Un nostro associato si rivolge a noi per una bolletta del 2008-2009, pervenuta a giugno 2017, e, con tutta evidenza, prescritta visto che sono passati più di 5 anni.
Seguiamo la vicenda.
13 giugno. Arriva la bolletta all’utente.
15 giugno. L’utente si rivolge all’Aduc.
16 giugno. Prendiamo contatto con il numero verde che riscontra l’anomalia e invita a far segnalazione all’ENI.
18 giugno. Su nostro suggerimento, l’utente cancella l’addebito automatico del pagamento della bolletta sul suo conto corrente.
21 giugno. Inviamo una lettera all’Eni con la richiesta di annullamento della bolletta per prescrizione.
26 giugno. L’ENI invia una lettera nella quale rileva la cancellazione dell’addebito bancario e chiede il pagamento della bolletta, allegando il bollettino postale.
Si noti la rapidità d’intervento dell’ENI che ignora la nostra richiesta, mentre riscontra, molto rapidamente, la cancellazione dell’addebito bancario e sollecita il pagamento.
21 luglio. L’ENI redige una lettera con la quale comunica che annulla il pagamento della bolletta, scaricando la responsabilità del ritardo sul concessionario del servizio di distribuzione, cioè su  ACEA. La lettera non è mai arrivata, nè all’Aduc né al nostro associato.
21 agosto. A causa della mancata comunicazione dell’ENI, iniziamo la procedura di conciliazione presso il garante pubblico Acquirente Unico.
19 settembre. In collegamento telefonico a tre (Acquirente Unico, ENI e Aduc) l’ENI accerta che la bolletta è prescritta.
Tutti questi passaggi hanno comportato tempo e soldi spesi dall’utente e dall’Aduc.
Urgono alcuni consigli.
Consigli a ENI: attivi una procedura affinché le bollette pazze siano annullate, dopo verifica interna, senza che l’utente si accolli gli oneri della contestazione.
Consigli ad ACEA: risetti il proprio sistema informatico che, tra l’altro, è costato diverse decine di milioni.
Se ENI e ACEA sbagliano, dovrebbero pagarne le conseguenze. Un servizio ha un costo, un disservizio un altro. Come fare è un problema loro, non degli utenti.
Primo Mastrantoni, segretario Aduc
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Consumatori

MUTUI PRIMA CASA- Appello ADICONSUM al Governo: rifinanziare presto

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Appello di Adiconsum al Ministro dell’Economia, Giovanni Tria:
rifinanziare al più presto il Fondo Consap per l’acquisto della prima casa.
Nessun onere a carico dello Stato per il rifinanziamento

15 gennaio 2019 – Sulla nostra pagina facebook continuano ad arrivare numerose richieste di consumatori in merito al rifinanziamento del Fondo Consap per l’acquisto della prima casa, lamentando anche il fatto che, a dispetto delle esigue risorse rimaste ma comunque ancora presenti, alcuni istituti di credito stanno declinando le domande di accensione dei mutui con questa modalità già da alcuni mesi – dichiara Carlo De Masi, Presidente di Adiconsum nazionale.

Lo scorso novembre – prosegue Danilo Galvagni, Vice Presidente di Adiconsum –  ci eravamo attivati lanciando l’allarme sull’imminente esaurimento delle risorse del Fondo Consap, inviando una lettera al Ministro, Giovanni Tria, chiedendo, oltre  ad un intervento urgente di rifinanziamento, anche l’apertura di un Tavolo con tutti gli stakeholder, comprese le Associazioni Consumatori, per omogeneizzare le regole e aumentare le opportunità. Questa lettera, purtroppo, al momento è ancora disattesa.

Il Fondo di garanzia Consap – continua Galvagni – ha svolto in questi anni un duplice ruolo: di tutela sociale, da un lato, permettendo l’accesso al credito anche a quelle persone prive di determinati requisiti (si pensi in primis al lavoratore con contratto di lavoro atipico) e di volano nel settore dell’edilizia, dall’altro.

Rivolgiamo, quindi, un appello al Ministro dell’Economia Tria – conclude De Masi – affinché intervenga al più presto per rifinanziare il Fondo, considerato che tale operazione non richiede alcun onere a carico dello Stato.

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Consumatori

Guerra TAXI vs NNC, secondo l’antitrust va liberalizzato il settore

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L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato è stata sentita in audizione informale dinnanzi alla IX Commissione (Trasporti, poste e telecomunicazioni) della Camera dei Deputati in merito al disegno di legge di conversione del decreto-legge 29 dicembre 2018, n. 143 “Disposizioni urgenti in materia di autoservizi pubblici non di linea”. 
Nel corso dell’audizione è stato evidenziato come nel settore della mobilità non di linea si sia sviluppata nei tempi più recenti una domanda molto estesa e diversificata di servizi che tende a non distinguere più tra attività soggette a obblighi di servizio pubblico (taxi) e attività di mercato (NCC) e che, legata ad un concetto di mobilità urbana di tipo intermodale di servizi, fa ampio ricorso ai nuovi strumenti resi possibili dall’innovazione tecnologica.

In questo quadro, qualunque riforma organica della disciplina di settore dovrebbe avere quale obiettivo ultimo il pieno soddisfacimento delle nuove esigenze dei consumatori, affinché gli stessi possano trarre pieno beneficio dalle innovazioni tecnologiche e dai mutamenti intervenuti nelle modalità di offerta dei servizi.

A tale riguardo, l’Autorità ha posto in luce come le modifiche introdotte dal Decreto in via di conversione non appaiano andare nella direzione auspicata. Il mantenimento infatti di vincoli nelle modalità di prenotazione dei servizi e delle restrizioni territoriali all’offerta di servizi NCC, unitamente all’inutilizzabilità delle piattaforme tecnologiche e alla moratoria nel rilascio di nuove autorizzazioni, tenderà a rendere sempre più difficile l’incontro della domanda e dell’offerta, con l’effetto di deprimere il benessere dei consumatori finali in termini di minore ampiezza e qualità dei servizi offerti e di prezzi più elevati.

        Sulla base di tali considerazioni, l’Autorità ha ribadito il proprio favore a un disegno di riforma complessiva della normativa del settore della mobilità non di linea secondo le linee avanzate nelle sue numerose segnalazioni in senso pro-concorrenziale e nel rispetto rigoroso del principio di proporzionalità.

Nelle more di tale processo di riforma, l’Autorità ha sottolineato la necessità di procedere, in sede di conversione, a modificare quelle parti del Decreto idonee a mantenere o addirittura a rafforzare ingiustificate restrizioni concorrenziali nel settore della mobilità non di linea.

In particolare, l’Autorità ha suggerito di: i) eliminare ogni limitazione alle modalità di prenotazione del servizio di NCC; ii) abrogare le norme della legge n. 21/92 che di fatto determinano restrizioni territoriali all’operatività delle imprese NCC; iii) abrogare la norma che introduce una moratoria al rilascio di nuove autorizzazione NCC sino alla realizzazione del registro nazionale.

Roma, 16 gennaio 2019

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Consumatori

CONSOB: verso la nomina di Marcello Minenna. OK dei consumatori

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16 gennaio 2019 – Esprimiamo soddisfazione per le dichiarazioni dei leaders di maggioranza di voler procedere alla copertura della presidenza della Consob, già dal prossimo Consiglio dei Ministri, indicando nella persona di Marcello Minenna, il candidato da nominare.

Consideriamo il prof. Minenna, la sua storia personale e la sua indipendenza dalla politica e dai poteri finanziari, una figura di garanzia per i risparmiatori e per i cittadini tutti, al fine di contrastare le distorsioni e le problematiche che si sono determinate, spesso causate dal potere delle elite finanziarie. 

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