30,405,11 euro. E’ l’importo totale della fattura che un cittadino romano si è visto recapitare il 22 dicembre 2015. Ad inviarla è stata Eni s.p.a., richiedendo il pagamento per la presunta fornitura di corrente elettrica a seguito dell’effettuazione di un conguaglio relativo ad un periodo di tre anni.
Immaginate lo sgomento dell’uomo e della sua famiglia nel leggere tale cifra. Per correttezza chiariamo che si tratta di un’utenza non domestica con potenza 30 kW ma, dai calcoli che abbiamo effettuato considerando i valori e le potenze in gioco, un conguaglio di questa natura non avrebbe dovuto superare i 5000 euro.
Soprattutto se, come in questo caso, colui che si è trovato dinanzi questa amara sorpresa ha sempre effettuato regolarmente tutti i pagamenti ed è, inoltre, titolare di un altro contatore nel medesimo immobile di quello oggetto di conguaglio, i cui pagamenti sono parimenti regolari. Immediatamente, la fattura è stata ritualmente contestata: non era stata effettuata, infatti, l’autolettura, pur essendoci un contatore elettronico autogestito, sostituito dalla proprietaria Acea. Eni s.p.a., però, non solo non degna di un minimo riscontro il consumatore che chiede spiegazioni, ma invia un sollecito relativo alla fattura in questione. Dopo un’ulteriore raccomandata in cui si chiedeva l’emissione di una nuova fattura che rispecchiasse gli effettivi consumi, Eni risponde in maniera molto generica e, in modo del tutto illegittimo, in agosto, appone i sigilli al contatore.
Questo non è di certo un caso isolato. Fatture di conguaglio spropositate, mancate letture dei contatori, distacchi delle utenze ingiustificati, reclami degli utenti non considerati sono all’ordine del giorno. Non si tiene conto come si dovrebbe dell’autolettura dei contatori, si moltiplicano le segnalazioni di bollette che presentano importi stratosferici e conguagli di cifre impensabili. Nel mirino ci sono le pratiche di fatturazione, le maxi-bollette, le risposte inadeguate ai reclami e gli ostacoli frapposti alla restituzione dei rimborsi. Nonostante le sanzioni dell’Antitrust nei confronti dei colossi dell’energia che, con pratiche commerciali scorrette, gravano enormemente sui consumatori, i casi che giungono al nostro sportello sono numerosi. Il caso segnalatoci da questo consumatore è solo la punta dell’iceberg: la situazione rimane critica e non appresta a modificarsi. A pagare sono sempre i consumatori, vittime di tali ingiustizie.