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Eni presenta indagine Ipsos: secondo le Associazioni dei consumatori migliorano i rapporti tra le aziende e i consumatori

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I risultati dello studio sono stati illustrati oggi presso la sede di Eni a Roma alla presenza di istituzioni e rappresentanti delle Associazioni

Roma, 4 giugno 2019 – Le Associazioni dei consumatori considerano la sostenibilità ambientale e sociale e lo sviluppo tecnologico come temi emergenti e ricorrenti sui quali si concentra maggiormente il proprio dibattito; ritengono che i consumatori italiani siano sempre più consapevoli dei propri diritti, anche se in modo non ancora paragonabile alla media europea; giudicano le aziende più pronte a relazionarsi positivamente con loro e con i consumatori, anche se non tutte fanno abbastanza. Sono queste alcune delle tendenze che emergono dalla ricerca “Consumatori, associazioni e aziende: l’evoluzione dello scenario italiano” voluto da Eni, realizzato da Ipsos e presentato oggi presso la sede Eni di Palazzo Mattei a Roma.

L’indagine, realizzata tramite 130 interviste tra qualitative e quantitative ai responsabili delle Associazioni dei consumatori a livello nazionale e regionale, ha delineato anche considerazioni positive su un quadro normativo europeo più tutelante, ma negative su una minore centralità di consumatori e Associazioni nell’agenda politica nazionale, nonché su un sistema associazionistico non del tutto adeguato ai tempi.

Complessivamente, le Associazioni dei consumatori auspicano un clima di più stretta collaborazione con le Istituzioni e tra loro, anche alla luce del ruolo sempre più informativo ed educativo, oltre che di tutela, che esse sentono di dover ricoprire. Anche le aziende sono chiamate a sostenere l’azione delle Associazioni dei consumatori per garantire maggior tutela e consapevolezza ai consumatori e, in questo senso, gli indicatori di qualità dell’azione delle aziende che dallo studio appaiono più rilevanti sono: la qualità dell’offerta, la sottoscrizione di accordi, arbitrati e protocolli per favorire la risoluzione delle controversie, l’efficienza del customer-care, una reale attenzione alla sostenibilità ambientale e la responsabilità sociale. A livello di dinamiche settoriali, vengono considerati più evoluti dal punto di vista del rapporto con i consumatori il settore energetico e telefonico.

Il focus sul settore energetico ha evidenziato che il trend di maggiore interesse per i rappresentanti delle Associazioni dei consumatori nazionali è quello relativo al passaggio al mercato libero, cui però seguono altri temi, tutti legati alla sostenibilità: la mobilità sostenibile, giudicata come un tema molto concreto e che coinvolge un po’ tutti gli attori del settore; la transazione energetica, un processo considerato promettente ma che è ancora agli inizi; e l’economia circolare, vista come una vera rivoluzione, ma oggi perlopiù ancora aspirazionale. Gli intervistati giudicano abbastanza buono l’impegno delle aziende energetiche su questi temi, anche se queste, secondo il loro parere, potrebbero fare ancora di più.

Per quanto riguarda in particolare il passaggio al mercato libero, mentre dai rappresentanti delle Associazioni nazionali viene visto come un’opportunità, quelli regionali lo considerano un evento negativo: sono tutti d’accordo poi nel giudicare mal gestito il passaggio a tale regime.

I rappresentanti nazionali e regionali delle Associazioni dei consumatori considerano infine la poca chiarezza e trasparenza della bolletta una criticità irrisolta del passato, e vedono come nuova emergenza il proliferare di tanti piccoli operatori. Sia nel comparto oil, che nel gas e nell’energia elettrica, poi, le relazioni tra aziende e consumatori sono giudicate migliori rispetto al passato ma non sono ancora ritenute diffusamente soddisfacenti, soprattutto a livello di rappresentanti delle associazioni locali.

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ANTITRUST SOSPENDE l’attività di vendita dei prodotti non disponibili www.tigershop.it e www.tecnotradeshop.it.

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Comunicato stampa del 21/06/2019 di Agcm

Riportiamo integralmente

Antitrust: vendite online, sospesa l’attività di commercializzazione di prodotti non disponibili da parte di due siti 

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, a seguito dell’avvio di due procedimenti istruttori, ha adottato due distinti provvedimenti cautelari nei confronti delle società Tiger Group S.r.l. e Tecnotrade S.r.l.s., attive nella vendita online di prodotti di telefonia, elettronica e informatica, attraverso i siti Internetwww.tigershop.it e www.tecnotradeshop.it
Nello specifico, è stato ordinato alle società di sospendere ogni attività diretta alla vendita di prodotti non disponibili e all’addebito anticipato di corrispettivi per beni che non risultino in giacenza nei magazzini o che non siano comunque pronti per la consegna. 
Le società Tiger Group S.r.l. e Tecnotrade S.r.l.s. dovranno comunicare l’avvenuta esecuzione di quanto disposto nei due distinti provvedimenti di sospensione entro 10 giorni dal loro ricevimento. 
L’intervento si inquadra in una più ampia strategia, già da tempo perseguita dall’Autorità, volta ad assicurare il corretto ed equilibrato sviluppo delle vendite on line anche attraverso l’organica repressione di fenomeni quali la mancata consegna della merce ordinata e regolarmente pagata dai consumatori, gli ostacoli al rimborso delle somme versate e all’esercizio del diritto di recesso, nonché la divulgazione di informazioni false in merito al reale stato degli ordini di acquisto e alle effettive tempistiche di consegna degli stessi. 

Roma, 20 giugno 2019

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Con la scusa dei punti per Pannolini “acchiappavano consensi illecitamente”

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Per poter partecipare ad un programma di raccolta punti
e usufruire così di piccoli vantaggi il cliente non deve
essere obbligato ad esprimere il consenso a ricevere
pubblicità. Il principio è stato ribadito dal Garante
privacy che ha vietato a una nota marca di pannolini
l’ulteriore trattamento per finalità promozionali dei dati
di oltre un milione e mezzo di persone, acquisiti in modo
illecito mediante il form “raccolta punti” del sito della
società. Dagli accertamenti svolti dal Garante in
collaborazione con il Nucleo speciale privacy della
guardia di finanza, a seguito di una segnalazione, è
emerso che solo nei primi due mesi del 2018 la società
ha inviato newsletter promozionali a circa un milione di

indirizzi e-mail raccolti e utilizzati senza un valido
consenso.
Ai clienti interessati alla raccolta punti, infatti, non
veniva data la possibilità, come richiesto dalla normativa,
di esprimere un consenso libero e specifico per le singole
finalità di trattamento che la società intendeva svolgere,
tra le quali vi era appunto l’attività promozionale. Per
poter completare la registrazione e aderire al programma
di fidelizzazione i clienti erano invece obbligati a
rilasciare due consensi generici, uno per la società e uno
per i marchi collegati.
Oltre a disporre il divieto, il Garante ha ingiunto alla
società, qualora intenda svolgere attività promozionali, di
modificare il form di raccolta dati presente sul sito,
affinché gli utenti possano esprimere un consenso libero
e informato per tale finalità.
Per i trattamenti illeciti è stata applicata una sanzione
amministrativa che la società ha già pagato.

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L’Agente di riscossione non dispone degli atti di notifica delle cartelle di pagamento? Il debito può essere annullato

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Il Movimento Difesa del Cittadino dà notizia di un’importante vittoria per i contribuenti vessati da notifiche di atti di intimazione di pagamento, pignoramenti su conti correnti bancari, iscrizioni ipotecarie, fermi amministrativi.

Come segnalato dalla sede di MDC Roma Ovest, e dall’Avv. Dalila Loiacono, il Giudice di Pace di Roma, con la sentenza n. 5665/19 ha affermato che “l’Amministrazione è tenuta a rispettare le cadenze imposte dalla legge, in base alle quali la notificazione della cartella costituisce un adempimento indefettibile. Nella predetta sequenza, quindi, l’omissione della notificazione di un atto presupposto costituisce vizio procedurale che determina la nullità dell’atto consequenziale notificato, nullità che può essere fatta valere dal contribuente con l’impugnazione dell’atto consequenziale.

Divenuti giuridicamente inesistenti gli atti presupposti, l’atto notificato è improduttivo di effetti e, pertanto, va dichiarato inefficace.

La dichiarazione di inefficacia dell’atto impugnato, quindi, estingue il diritto del Concessionario di procedere difettando validi titoli esecutivi”.

In conclusione, l’Avv. Dalila Loiacono dichiara che l’azione esecutiva è soggetta alla corretta e rituale notifica degli atti prodromici. Diversamente, l’Agente della riscossione non può procedere nei confronti del contribuente.

Mdc si augura che la sentenza in parola costituisca un esempio virtuoso di giustizia.

Invitiamo i cittadini in difficoltà a rivolgersi alla sportello SOS Equitalia di MDC Roma Ovest, tel. 06/88642693, e mail romaovest@mdc.it

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