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Ennesimo suicidio di un padre privato del figlio dalla Magistratura

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CODICI denuncia: è questa la bigenitorialità che i giudici italiani vogliono garantire?
 
Giudici senza coraggio,  perché spezzare il legame tra un genitore e un figlio?
 
Purtroppo è successo ciò che noi di CODICI denunciamo da tempo ma che viene ignorato perché non è di moda parlarne. Con grande rispetto delle vittime, ma l’informazione modaiola segue solo i casi di femminicidio ignorando il dramma dei genitori separati e dei loro figli orfani di Stato.
 “Non chiederei poi molto…vedere il mio cucciolo”. Questo scriveva il 28 febbraio scorso sulla sua pagina facebook il padre che si è suicidato ieri in Provincia di Pisa ed ha tentato di trascinare con sé il figlio di 9 anni per la disperazione di non poterlo vedere, educare e crescere in modo partecipato e condiviso.
Persiste in Italia una ipocrisia dei giudici sull’interesse dei figli: non sono in grado di emettere sentenze che tutelino, in primo luogo il benessere dei figli di stare con entrambi i genitori, in secondo luogo, aspetto certamente non trascurabile, il benessere dei genitori. Pare possibile che un padre debba farsi come in questo tragico caso avvenuto ieri, centinaia di chilometri per vedere il proprio figlio un paio di ore nel weekend.
Basta con l’assurda convinzione dei giudici italiani, perché attenzione bene, è una nostra precipua prerogativa, che se il figlio passa quattro giorni con la madre e quattro con il padre in una logica di continuità, allora il figlio viene destabilizzato.
I bambini vengono considerati dei vasi di coccio, solo e soltanto quando i giudici li ritengano tali, senza tenere in alcuna considerazione il volere dei padri, in un’ottica cattolica e matriarcale oramai anacronistica e inopportuna.
I giudici italiani lascino che i padri prendano parte alla vita dei loro figli in maniera paritaria rispetto alle madri, questo insensato sbilanciamento sta producendo un decadimento ed una degenerazione dei rapporti, innanzitutto uomo-donna, successivamente nelle reazioni che gli uomini possono avere davanti ad una negazione immotivata di un diritto inalienabile quale quello alla bigenitorialità.
I giudici senza coraggio, temono di cambiare lo status quo e per questo emettono sentenze stereotipate, per la paura di fare da apripista ad una società equilibrata, fondata su una famiglia degna di questo nome. I rapporti tra due adulti posso interrompersi per svariati motivi, ma mai si spezzerà il legame tra un genitore ed un figlio.
Il principio di bigenitorialità continua ad essere abrogato dai giudici, tra l’altro più volte sanzionati dalla Corte di Giustizia Europea, sintomo che nel nostro Paese vi sia una distorsione rispetto agli altri Paesi europei.
Quale è quindi il futuro che si prospetta per le famiglie italiane che incorrono in una separazione, forse che gli uomini vengano portati all’esasperazione ed in questo modo commettano scelleratezze uccidendo la propria moglie che minaccia di portare loro via i figli, o il loro suicidio.
Codici da anni si occupa di bi genitorialità e per questo rimane a disposizione dei padri che necessitano di una assistenza o supporto attraverso la Campagna “Voglio papà” e nell’ambito di quest’ultima, anche con la Campagna “La via europea alla giustizia dei padri”, attraverso la quale ci auspichiamo possa cambiare l’orientamento dei giudici italiani, dato che il principio di bigenitorialità è sancito come principio normativo vincolante introdotto dalla legge nazionale, europea ed internazionale, ma eluso da questi ultimi.
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Consumatori

Finanziamenti condizionati a polizze assicurative, avviate istruttorie per presunte pratiche commerciale scorrette su Agos, Findometic e Cardif

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L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, anche a seguito di una segnalazione dell’IVASS, ha avviato due distinti procedimenti istruttori per presunte pratiche commerciali scorrette nei confronti:
•    della società finanziaria Agos Ducato S.p.A. e della compagnia di assicurazione, operante nel Ramo Vita, Cardif Assurance Vie s.a.;
•    dell’istituto di credito Findomestic Banca S.p.A. e della compagnia di assicurazione, operante nel Ramo Danni, Cardif Assurances Risques Divers s.a..

Oggetto degli approfondimenti sono due autonome condotte poste in essere rispettivamente dalle citate società erogatrici dei finanziamenti e dalle predette compagnie di assicurazione.

Secondo l’ipotesi istruttoria, Agos Ducato S.p.A. e Findomestic Banca S.p.A. avrebbero condizionato, di fatto, la concessione a favore dei consumatori di prestiti personali alla sottoscrizione da parte degli stessi di polizze assicurative prive di connessione con il finanziamento, realizzando in tal modo una “pratica legante” tra i prodotti bancari e assicurativi, in violazione degli artt. 24 e 25, comma 1, lett. a), del Codice del Consumo. Tali condotte sarebbero idonee a limitare considerevolmente la libertà di scelta dei consumatori in relazione ai prodotti di finanziamento in questione, nella misura in cui le imprese prospettano ai consumatori – intenzionati a richiedere prestiti – di poter accedere a questi ultimi solo sottoscrivendo le menzionate polizze assicurative, che nulla hanno a che vedere con il finanziamento, attuando un abbinamento forzoso tra le due tipologie di prodotti.

Dal canto loro, Cardif Assurance Vie s.a. e Cardif Assurances Risques Divers s.a. avrebbero posto in essere condotte contrarie alla diligenza professionale e idonee a falsare in misura apprezzabile il comportamento del consumatore, in violazione dell’art. 20, comma 2, del Codice del Consumo. Segnatamente, esse, pur essendo venute a conoscenza dell’abbinamento forzoso tra le proprie polizze assicurative e i finanziamenti erogati, rispettivamente, da Agos Ducato S.p.A. e Findomestic Banca S.p.A., avrebbero rifiutato la restituzione richiesta da parte di consumatori in sede di estinzione anticipata dei finanziamenti delle quote parti dei premi delle polizze assicurative de quibus, motivando il rifiuto con l’assenza di connessione tra le due tipologie di prodotti: nel far ciò, le due compagnie non avrebbero attuato nei confronti delle finanziarie alcuna attività di verifica circa gli abbinamenti forzosi e, in via generale, di monitoraggio e controllo circa la modalità di collocamento dei prodotti assicurativi in questione.

Per accertare queste condotte, nella giornata di oggi, 18 aprile 2018, i funzionari dell’Autorità hanno eseguito una serie di ispezioni nelle sedi delle suddette società, con l’ausilio del Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza.

Roma, 18 aprile 2018

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Il packaging alimentare lo paga comunque il consumatore. Frutta e verdura sfusa o imballata?

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La novità dei sacchetti dell’ortofrutta a pagamento ha orientato le abitudini d’acquisto dei consumatori sulla scelta di alimenti confezionati, ma CODICI avverte, anche l’imballaggio si paga.

L’applicazione della normativa europea, che a partire da Gennaio scorso ha fatto sì che i sacchetti dell’ortofrutta siano diventati a pagamento (da 0,1 a 0,3 centesimi), ha influenzato sicuramente alcune abitudini d’acquisto da parte dei consumatori che si sono ritrovati a prediligere frutta e verdura confezionata in vaschette di plastica, polistirolo o cartoncino.

Naturalmente anche questi imballaggi sono a carico dei consumatori, sebbene il costo non venga percepito in maniera diretta, bensì sia inserito nel prezzo finale. Il prodotto confezionato risulta, a conti fatti, addirittura più caro.

Per quanto riguarda l’impatto ambientale, è evidente che l’ortofrutta in vaschette e coperta dal film plastico ha un peso notevole e comporta tempi di smaltimento più lunghi. La cosa migliore sarebbe non tanto quella di concentrarsi sui nuovi sacchetti biodegradabili, che da una recente parere del Consiglio di Stato sembra si potranno portare da casa, ma cercare di migliorare la sostenibilità e ridurre l’impatto ambientale di questi contenitori.

Considerando il problema della sostenibilità del packaging utilizzato per frutta e verdura, è nata la campagna social “Svesti la Frutta” (#svestilafrutta), lanciata dal portale greenMe.it. I promotori si sono chiesti: quanto abbia senso confezionare frutta e verdura, che già per natura grazie alla buccia hanno una loro protezione, e invitano a lottare in maniera attiva (e social) contro l’abuso degli imballaggi in plastica. L’obiettivo è sensibilizzare l’opinione pubblica, i produttori e le catene della grande distribuzione per favorire un’inversione di tendenza che rispetti l’ambiente e limiti gli sprechi, che Codici non può far altro che appoggiare.

 

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Consumatori

#Telemarketing e #Svuotacarrello ecco a cosa dovete fare attenzione

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Anche oggi(11 aprile 2018), con Salvo Sottile e @mimandarai3 abbiamo cercato di orientare i consumatori nel prestare più attenzione a quello che fanno.

➡️#telemarketing : ancora non è esecutiva la nuova legge che permette di inserire anche i numeri di cellulari nel registro delle opposizioni, ma ricordate che per i fissi questo è già possibile. Il link di riferimento è http://www.registrodelleopposizioni.it
Occhi aperti al nuovo ed aggressivo fenomeno del “trading on line” proposto attraverso la solita chiamata ingannevole.

➡️#svuotacarrello : prestare attenzione a quel che si compra significa non badare solo alle quantità ma anche al contenuto. Lo so è difficile, ma leggere le etichette ci insegna molto più di quello che pensiamo di sapere.
Per la spesa alimentare io mi orienterei al rapporto con un venditore di fiducia. Ma mettere subito in chiaro che se tradisci la mia fiducia, ti lascio e lo dico a quante più persone possibile.

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