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Entro 5 minuti dal collegamento internet, la lavatrice viene attaccata

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L’ultimo rapporto NETSCOUT threat intelligence diffonde i nuovi dati relativi alle vulnerabilità IoT, agli attori degli attacchi legati a organizzazioni statali, oltre all’aumento della frequenza e delle dimensioni degli attacchi DDoS

Milano, 4 Marzo 2019NETSCOUT SYSTEMS, INC., (NASDAQ: NTCT), azienda leader nella fornitura di servizi di sicurezza, analisi aziendale e service assurance, rende noto l’ultimo Rapporto sul panorama delle minacce, che presenta informazioni di threat intelligence su scala globale e illustra l’analisi realizzata dalla propria sezione che si occupa di ricerche sulla sicurezza. Analizzando i dati relativi alla seconda metà del 2018, il rapporto esamina le tendenze e le attività più recenti, come i gruppi legati alle organizzazioni statali che sferrano Advanced Persistent Threat, le vulnerabilità IoT, le operazioni di crimeware e le campagne di attacchi di tipo DDoS.

Le conclusioni che abbiamo potuto trarre a livello mondiale evidenziano che il panorama delle minacce nella seconda metà del 2018 può essere equiparato ad attacchi agli steroidi”, ha affermato Hardik Modi, senior director di NETSCOUT per la threat intelligence. “A fronte dell’aumento della frequenza e delle dimensioni degli attacchi DDoS, del volume delle attività di hacking legate alle organizzazioni statali oltre che della velocità delle minacce IoT, oggi non è più possibile ignorare le continue minacce digitali rappresentate da pirati informatici in grado di sfruttare le interdipendenze che pervadono il nostro mondo ormai diffusamente connesso”.

Nel corso degli ultimi sei mesi, grazie alla threat intelligence di NETSCOUT è emerso che gli aggressori accorpano le tattiche già esistenti, ne sviluppano rapidamente di nuove e adottano tecniche commerciali efficaci riuscendo ad accelerare enormemente il tasso di crescita degli attacchi. Di seguito sono illustrati i principali risultati del rapporto:

Il conto alla rovescia degli attacchi all’IoT

  • Obiettivi immancabili del malware DDoS, i dispositivi IoT vengono attaccati entro cinque minuti dal collegamento e diventano oggetto di attacchi specifici nel giro di 24 ore.
  • In numerosi dispositivi, la sicurezza dell’IoT è minima se non inesistente; di conseguenza, questo settore è sempre più pericoloso e vulnerabile, in particolare dal momento che un numero sempre maggiore di prodotti, dai dispositivi medici alle autovetture, ha accesso all’IoT.

L’“attacco TerrorBit”

  • a dimostrazione del costante interesse da parte dei criminali informatici per questo vettore offensivo e della maturità degli strumenti a disposizione nella gamma media di attacchi.
  • Nella seconda metà del 2018 le dimensioni massime degli attacchi DDoS mondiali sono aumentate del 19 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, in seguito alle campagne strategiche lanciate dai cyber-criminali che hanno compromesso e colpito un’ampia gamma di dispositivi, accomunati soltanto dal fatto di essere connessi ad Internet. Inoltre, ha fatto la propria comparsa il “carpet bombing”, una nuova variante del più diffuso attacco DDoS di tipo flood o a riflessione, che impone tecniche di rilevamento diverse.

Novità negli attacchi legati a organizzazioni statali

  • Nel periodo compreso tra il secondo semestre del 2017 e il secondo semestre del 2018 gli attacchi DDoS rivolti alle istituzioni internazionali, come ad esempio le Nazioni Unite, il Fondo Monetario Internazionale e il Dipartimento di Stato americano, sono cresciuti quasi del 200 per cento.
  • Nell’ultimo anno il volume delle attività dei gruppi APT legati a organizzazioni statali ha registrato un incremento, così come il numero degli obiettivi. Di conseguenza, ora NETSCOUT monitora le attività di almeno 35 gruppi in numerosi paesi, quali Iran, Cina, Russia e Corea del Nord.
  • Questo gruppi si avvalgono di tecniche nuove che fondono strumenti su misura al crimeware delle merci, come nel caso della campagna STOLEN PENCIL, al fine di ampliare la portata e le conseguenze delle proprie attività.

Commercializzazione del crimeware

  • Il sottobosco dei cyber-criminali funziona alla stregua di aziende legittime, sfruttando le comuni prassi commerciali del modello a filiali per generare rapidamente profitti. L’aumento delle dimensioni degli attacchi riflette la costante monetizzazione del panorama delle minacce.
  • Campagne come DanaBot hanno segnato una maggiore efficienza nella distribuzione e tagliato i costi della manodopera basandosi su un modello di affiliazione per imporre velocemente la propria presenza su scala mondiale, con 12 diversi affiliati che prendevano di mira istituti finanziari in numerosi paesi. 
  • Ad ogni modo, è in aumento anche la collaborazione nella lotta ai crimini, come mostrato dalle recenti attività con il team ASERT e l’FBI (Federal Bureau of Investigation) nel corso delle indagini sul DDoS MedusaHTTP, una botnet di un hacker noto con il nome di stevenkings, che si sono concluse con una serie di capi di imputazione.

Grazie alla telemetria su larga scala, ATLAS fa luce sulle reti dorsali al centro di internet. NETSCOUT raccoglie i dati condivisi da organizzazioni di tutto il mondo, compreso il 90 per cento dei service provider di livello 1, pari a circa un terzo del traffico internet. NETSCOUT mette poi in correlazione questi dati con altri al fine di rendere possibile l’automazione della condivisione dei dati e dell’intelligence, agevolandone l’uso per tutti gli utenti di internet, sia aziendali sia privati, e offrendo loro una prospettiva più ampia al fine di comprendere meglio le minacce cui sono soggetti e di reagire di conseguenza.

Risorse supplementari

  • Visitate il blog ASERT di NETSCOUT per ulteriori informazioni sui diversi aspetti del rapporto e per scaricare il rapporto completo.
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Consumatori

Bollette, forse cancelliamo la riforma delle tariffe

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Finalmente abbiamo un TRIBUNO dei consumatori, il Sen. Gianluigi Paragone

Grazie al post di Rita Dalla Chiesa si è riaperta una speranza!

Vi ricordate la famosa riforma delle bollette voluta dall’ex presidente ARERA GUIDO PIER PAOLO BORTONI che aveva dato origine alla teoria delle famiglie numerose che consumano tanto, e che essendo milioni, dovevano essere sussidiate al posto delle vecchiette sole e dei single squattrinati?

Quella riforma, che esiste da circa 3 anni, vi ha spalmato i costi degli oneri e dei servizi in maniera fissa senza tenere conto del vostro atteggiamento al risparmio, insomma la cosiddetta Riforma Bortoni per le famiglie ricche e numerose era un regalino, ma non certo per i consumatori vulnerabili.

Per chi vuole rivedere la storia basta che torni a leggere il link postati ma sopratutto vedere questo video

Ma ora pensiamo al futuro. Il tema è che questa odiosa riforma, ha sostanzialmente azzerato i comportamenti virtuosi e sopratutto per le seconde case è diventata un bagno di sangue.

Oggi, dopo aver tentato invano di trovare qualche Parlamentare interessato (ne avevo parlato con quasi tutti gli “esperti dell’energia”), è rimasta in vigore senza che nessuno si ponesse il dubbio se dovesse essere cancellata.

Insomma cercavamo qualcuno, a 3 anni di distanza dall’entrata in vigore di quell’ingiustizia sociale che cancellava i comportamenti virtuosi e bucava le tasche di 13 milioni di italiani, sopratutto per le persone che vivono da sole. Qualcuno che si ponesse il dubbio se la RIFORMA TARIFFARIA andava cancellata o meno.

Non si è trovato nessuno che si prendesse l’incarico di imporre all’ARERA la revisione, ma forse oggi abbiamo finalmente il piacere di annunciarvi che qualcuno c’è. Infatti il Senatore Gianluigi Paragone si sta occupando della questione ed ha presentato un atto di sindacato ispettivo (nulla di che ma almeno cominciamo da qualche parte).

Ecco il video di Gianluigi Paragone che annuncia questo.

Ed ecco il testo dell’impegno rivolto al GOVERNO e che speriamo facciano presto, visto che non impatta in alcun modo sulle finanze pubbliche, si tratta solo di cancellare delle misure di regolazione dell’autorità di settore.

Legislatura 18 – Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00124 Pubblicato il 14 maggio 2019, nella seduta n. 112

Primo firmatario: PARAGONE 

Il Senato, premesso che: con delibere n. 582 del 2015, n. 782 del 2016, n. 799 del 2016 e n. 899 del 2016 l’ARERA ha riformato con decorrenza 1° gennaio 2018 la tariffa elettrica domestica;

con le bollette dell’energia elettrica, oltre ai servizi di vendita, ai servizi di rete e alle imposte, si pagano, altresì, costi per attività di interesse generale, tra i quali ad esempio il sostegno alle fonti energetiche rinnovabili, denominati “oneri di sistema”, che si traducono in una mera maggiorazione della bolletta ed il cui gettito è destinato alla copertura di costi relativi ad attività di interesse generale per il sistema elettrico previsti in attuazione di disposizioni normative primarie di ARERA (già AEEGSI);

con riferimento alle bollette di fornitura domestica, gli importi richiesti attengono: alle spese per quota energia, composta da una quota fissa e una quota variabile; alle spese per il trasporto dell’energia elettrica e la gestione del contatore, composti da quote fisse (e quote variabili legate ai consumi); alle spese per oneri di sistema, tali intendendosi quelli destinati alla copertura di costi relativi ad attività di interesse generale per il sistema elettrico; alle imposte e all’IVA;

una quota parte di tali oneri si applica indipendentemente dal consumo e dal godimento del servizio;

l’importo di tali voci è conteggiato attraverso criteri non indicati;

applicandosi una rilevante quota parte di tali oneri indipendentemente dal consumo, si traducono in un ingiustificabile aggravio per le famiglie e, più in generale, per tutti quelli che consumano poca energia;

inoltre, l’applicazione di costi fissi, indipendentemente dal consumo, è motivo disincentivante per il consumatore, anche in ordine ad acquisti immobiliari, ove destinati a seconda casa o casa di vacanze;

il settore immobiliare, che ancora sconta la crisi del 2008, è gravato, oltretutto, da un gettito tributario che nel 2018 ha quasi raggiunto la soglia 40 miliardi di euro a causa di tre tipologie di prelievo: patrimoniale (Imu e Tasi), reddituale (cedolare secca sugli affitti abitativi, Irpef, Ires e registro e bollo sulle locazioni) e sui trasferimenti (Iva, registro, ipocatastali e imposte di successione e donazione), impegna il Governo a ricondurre ad equità le spese specificate in premessa, con particolare attenzione agli utenti, che realizzano bassi consumi, applicando a tali consumatori una riduzione proporzionale della quota fissa, mediante apposite interlocuzioni con i venditori e con l’Arera, da avviarsi in tempi brevissimi.

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Consumatori

Come abbattere il costo delle Bollette. Approfondimento del #TG2Italia

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🏚FINCHE’ C’E’ VITA C’E’ BOLLETTA- SIAMO RIMASTI IN BOLLETTA….MA NON SAPPIAMO LEGGERLA

Se pensi alla #casa come una bottiglia e gli fai un buco sotto, avoglia a riempirla sempre, perderà comunque. Come fare quindi a ridurre realmente il costo delle bollette?

📺Super approfondimento di #tg2Italia su Rai2 con:

– Luigi Gabriele di ADICONSUM NAZIONALE 

Gian Battista Baccarini di Fiaip – Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali 

#StefanoSaglia #arera

Temi:

-Mercato libero o tutelato?

-Bonus Casa

-Bonus Ristrutturazione

-Isolamento termico

-Bollette & Truffe

🏠PRIMA LA CASA 🏠

MA PRIMA DI COMPRARLA E /O AFFITARLA, PENSA A COME é FATTA…..

Rivedi l’approfondimento del 13 maggio 2019 condotto da Stefania Zane  ⬇️⬇️⬇️

Tg2
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Consumatori

Marketing (L. Gabriele) a Radio Cusano Campus: “Basta volantini cartacei, usiamo le mail”

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Fonte Radio Cusano

“Chi vuole ricevere informazioni sulle promozioni si faccia mandare una mail, o un messaggio whatsapp. Non siamo più nelle condizioni di sprecare in questo modo. Ho deciso di boicottare tutti quelli che si promuovono tramite volantino, ho deciso di non acquistare prodotti che hanno un packaging invadente. Tanto packaging corrisponde a poca qualità. Dove c’è tanta carta, tanta plastica, tanto spreco, non c’è molto da mangiare all’interno.”

Dall’intervista a Luigi Gabriele, andata in onda stamani a Tutto in Famiglia.

Livia Ventimiglia Annalisa Colavito
#pubblicitàsostenibile #marketing #ambiente
#stop #volantini

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