Codici intervista Sarah Guizzardi, Dirigente Sanitario Ministero Salute

L’allarme frutti di bosco contaminati dal virus dell’ Epatite A è stato lanciato nel gennaio 2013, quando si è assistito nelle regioni del centro e del nord Italia ad un importante incremento del numero di casi di epatite. L’attivazione del Ministero della Salute è stata immediata, con l’implementazione di una task force per individuare le possibili fonti di contaminazione.

Ma come è avvenuta la contaminazione? Quali sono i rischi per la salute? quali responsabilità di sono nella vicenda? Alle domande del Codici  risponde Sarah Guizzardi, Dirigente Sanitario Ministero Salute.

“Una segnalazione del problema relativo all’epatite A ci è venuta da un sistema di notifica volontaria chiamata “Seieva”, coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità: quando all’inizio del 2013 si è visto un aumento progressivo rispetto ala media normale dei casi ci siamo riuniti per capire le cause e trovare le misure di controllo.

I prodotti provengono tutti da paesi dell’Est Europa. I paesi europei che hanno notificato casi di malattia provocate dallo stesso virus, oltre all’Italia, sono l’Irlanda, l’Olanda e la Francia.

Ci sono dati che ci fanno ipotizzare che la contaminazione possa essere avvenuta durante la coltivazione oppure nelle fasi di manipolazioni immediatamente  successive. Ci muoviamo sempre nel campo delle ipotesi, ma le più consistenti sono una contaminazione attraverso le acque di irrigazione, o attraverso il personale che ha manipolato questo prodotto , durante la raccolta o nelle fasi di cernita immediatamente successive. Una persona infatti, anche se asintomatica, può trasportare il virus sul prodotto alimentare attraverso le sue mani.

Anche nella fase del congelamento dobbiamo applicare lo stesso criterio: non possiamo escludere che ci siano state delle scorrete prassi igieniche, ma ci sembra l’ipotesi meno consistente.

I produttori hanno la responsabilità di applicare l’autocontrollo, ioè  mettere in atto tutte quelle misure che consentono di ridurre al minimo i rischi per il consumatore. L’autocontrollo deve comprendere anche il pericolo dell’epatite A, quindi attraverso le prassi igieniche, come ad esempio la disinfezione delle linee o i test sulle materie prime in ingresso, i produttori controllano il rischio. Poi c’è una seconda fase dei controlli ufficiali che è in campo alle aziende sanitarie locali.

Al momento non ci sono indicazioni su specifiche responsabilità. È in un filiera così complessa che è molto difficile stabilire dove è avvenuta la contaminazione. Dobbiamo tenere presente che il rischio zero non esiste, ma i produttori hanno la responsabilità di applicare tutte le misure per minimizzare il rischio.

Oggi il numero dei casi è in decremento, ma il caso non è ancora stato chiuso”.

Codici ricorda che sono stati ritirati alcuni lotti delle seguenti ditte: Food, Green Ice spa, Erica spa, Picard, Buitoni Nestlè, Romania.

I consumatori sono invitati a seguire le indicazioni del Ministero, che consiglia di consumare i prodotti solo dopo una breve cottura di almeno due minuti a temperatura di ebollizione.

Per il servizio completo “Frutti di bosco contaminati al virus dell’Epatite A. Intervista a Sarah Guizzardi, Dirigente Sanitario Ministero Salute” è possibile cliccare qui oppure collegarsi al sito www.spazioconsumatori.tv.

Roma 11 novembre 2013