L’Agenzia Italiana del Farmaco e il produttore Gilead Sciences hanno raggiunto l’accordo per la rimborsabilità del farmaco Sovaldi per il trattamento dei pazienti affetti da epatite C. Per Adoc è una notizia positive per l’oltre 1 milione di soggetti interessati, ma l’accordo è tardivo rispetto ad altri Paesi dove il farmaco è già entrato in commercio.

“Siamo ovviamente soddisfatti dell’accordo tra Aifa e produttore ma ci domandiamo perché l’Italia debba essere sempre così in ritardo nel combattere malattie estremamente gravi come l’epatite C– dichiara Lamberto Santini, Presidente dell’Adoc – in molti Paesi europei e negli Stati Uniti la nuova cura è già disponibile da tempo, mentre in Italia, uno dei Paesi con il più alto tasso di pazienti affetti da epatite C, circa 1,5 milioni i soggetti interessati, si è atteso più del dovuto. I lunghi tempi di attesi, legati principalmente a fattori economici e di rimborsabilità, sono comunque intollerabili per molti cittadini che si trovano nello stato avanzato della malattia. I forti ritardi del Paese fanno aumentare il rischio di un’uscita dell’Italia da quella cerchia di Paesi più “civili” e attenti alla salute del cittadino. Farmaci introvabili o estremamente costosi, strutture sanitarie in difficoltà, la situazione è delicata e pericolosamente in bilico. Va rivisto, a nostro avviso, il concetto di malato europeo, transnazionale, tendente a una maggiore accessibilità, anche economica, alle cure e ai trattamenti sanitari. I cittadini malati hanno bisogno di risposte celeri e serie.”