Ieri si è svolta l’udienza al TAR Sardegna sul ricorso presentato dal CODICI contro Abbanoa , in seguito al comportamento scorretto del distributore idrico, nei confronti degli utenti.

Il TAR Sardegna , eludendo la domanda di giustizia che veniva dai consumatori , con questa motivazione ha rigettato il ricorso: la procura rilasciata dall’associazione Codici è stata “redatta su foglio separato e non unito al ricorso e priva di data”

Una motivazione evidentemente strumentale, capziosa . Una motivazione che non è degna di un paese civile e democratico che dovrebbe garantire a tutti i cittadini di rivolgersi ad un giudice ed avere giustizia.

In poche parole, il Ministero dell’Economia e Finanze, autorizza Abbanoa a riscuotere le morosità con  le cartelle esattoriali, in realtà , sono state rilevate delle incongruità, ossia, nel metodo tariffario di Abbanoa, le probabili morosità, vengono  già inserite in una voce in bolletta, in misura preventiva, ed ecco, che avendo anche la ‘riscossione a mezzo ruolo’, si verifica il fenomeno della ‘locupletazione’, ossia di indebite doppie entrate.

Ma non finisce qui, Abbanoa era già stata sanzionata dall’AGCM per pratiche commerciali scorrette ed aggressive, in quanto, minacciava gli utenti del distacco, non sospendendo l’azione nemmeno in caso di avviata conciliazione bonaria. Molti utenti sono stati costretti a sostenere spese legali cospicue per opporsi anche a piccoli importi perché lì alternativa era quella di soccombere alle loro pretese.

Mai spalmate le morosità ratealmente, come invece prevede il codice del consumo, e mai sono state fatte da Abbanoa opere di efficientazione del servizio idrico!

“In un paese moderno non trova più giustificazione un giudice speciale che protegge la PA dagli insidiosi attacchi dei cittadini che non si sentono sudditi .  Il Degrado della pubblica amministrazione a cui assistiamo è il segnale più evidente di come la giustizia amministrativa non svolga e non ha svolto quel ruolo di garante dell’efficienza e dell’imparzialità della pubblica amministrazione . Non vi è più nessuna ragione  di mantenere in piedi una magistratura che evidentemente soffre l’imparzialità ed è sempre più speciale. “ l’amara considerazione di  Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici