Basta con il conflitto di interessi del doppio incarico

A breve avremo un nuovo governo, l’aria è carica di aspettative, di preoccupazioni e di domande ancora irrisolte. Il momento, insomma, è particolare e delicato, ma è importante, ora, non perdere di vista le questioni che più tormentano gli italiani.

Tra le problematiche odierne, ricordiamo quelle afferenti ad Equitalia, un’agenzia di riscossione da molte parti criticata, soprattutto dai cittadini.  In una società come quella di oggi, infatti, vessata dalla crisi economica-sociale, nella quale anche il lavoro stenta ad andare avanti, i metodi di riscossione di Equitalia non fanno altro che appesantire una situazione di grande drammaticità.

Di seguito, a titolo esemplificativo, ricordiamo solo gli ultimi episodi sintomo di crisi, disperazione e malcontento.

  • 15 febbraio: un ex agente immobiliare, barbone da anni, si uccide gettandosi sotto un treno nel savonese.
  • 13 febbraio: nel padovano un imprenditore 74enne, titolare di una tipografia, si è tolto la vita a causa della crisi.
  • 13 febbraio: un altro imprenditore, sempre nel padovano, ha tentato di farla finita. Anche in questo caso per ragioni economiche.
  • 12 febbraio: cartella Equitalia da 27mln euro ad Asi Agrigento. Contestate evasioni; Irsap, area industriale rischia collasso. L’Irsap, come riporta MilanoFinanza, adesso rischia di dovere ipotecare le sue aree per far fronte al pagamento.
  • 12 febbraio: Equitalia gli pignora casa, si spara nel Pescarese (l’Agenzia smentisce il pignoramento).
  • 11 febbraio: artigiano di Ferrara si suicida dopo una cartella d 80.000 euro.

 

Questi i segni tangibili di una realtà molto drammatica, nella quale sarebbe auspicabile una società di riscossione più sensibile alle esigenze dei cittadini, a volte disperati, e che abbia metodi di riscossione che non prevedano interessi da capogiro, che fanno lievitare le cartelle fino a cifre esorbitanti. Ma le problematiche relative all’agenzia di riscossione si legano anche al conflitto di interessi che ruota intorno ad Attilio Befera: la persistenza di un sistema incoerente, che vede la stessa persona, come Direttore dell’Agenzia delle Entrate, proporre le normative, e come Presidente Equitalia, applicare le stesse disposizioni, è assolutamente inaccettabile.

Sicuramente nelle mani di un solo ruolo dirigenziale sono concentrati poteri indiscutibilmente forti. Non si rischia in questo modo di far crescere un dilagante conflitto di interessi? E’ giusto che le regole inerenti a provvedimenti e simili vengano stabilite all’interno della struttura che le mette in pratica? E infine, non sarebbero auspicabili le dimissioni di Befera da uno dei due ruoli?

“Per questi motivi – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – l’Associazione Codici chiede al nuovo Governo la rimozione di Attilio Befera dalla direzione dell’Agenzia delle Entrate”.

Roma 17 febbraio 2014