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Esclusiva consumerismo.it – cibi contaminati, intervista a Stefano Montanari

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Dopo le polemiche sull’attendibilità della lista dei cibi contaminati da micro e nanoparticelle che circola sulla rete, abbiamo contattato il dott. Stefano Montanari per avere un’informazione veritiera sull’argomento. Grazie alla collaborazione dell’esperto, emerge una situazione preoccupante per i consumatori, soggetti sempre meno tutelati dalle Istituzioni. Ecco l’intervista integrale al dottor Montanari.

CHE EFFETTO PROVOCANO LE MICRO E NANOPARTICELLE SULL’ORGANISMO UMANO?
“Sull’argomento ho scritto decine di articoli, ho scritto diversi libri e ci ho tenuto più o meno 900 tra conferenze e seminari. Molto in breve, queste polveri entrano nell’organismo principalmente per inalazione, visto che galleggiano comodamente in aria per tempi lunghissimi, e per ingestione di cibi contaminati. Le malattie che provocano sono parecchie e mia moglie ed io, che di quei meccanismi siamo stati gli scopritori oltre 15 anni fa, le chiamammo “nanopatologie”. Nano non significa che le malattie sono piccole ma che derivano da micro- e nanoparticelle e che non siano piccole lo dimostra il fatto che tra loro ci stanno tante forme di cancro, ictus, infarto, trombo-embolia polmonare, aborti, malformazioni fetali, diverse malattie neurologiche e di natura neuroendocrina, e addirittura patologie che chi non è del mestiere non sospetterebbe. Tra queste, ad esempio, una particolare forma di diabete.”

DAL SUO BLOG ( www.stefanomontanari.net) E DAL SITO (www.nanodiagnostics.it) SIAMO INFORMATI CHE GLI ESAMI SVOLTI ANNI FÀ SUGLI ALIMENTI FURONO A CAMPIONE. HA MAI RICEVUTO QUALCHE CHIARIMENTO DA PARTE DELLE ISTITUZIONI, INTESE SIA COME REGOLATORI DEL MERCATO CHE COME TUTELA DELLA SICUREZZA ALIMENTARE?
“Bisogna premettere il perché facemmo quelle indagini. Volevamo semplicemente scattare una sorta di fotografia istantanea di che cosa si può trovare un giorno in un supermercato. Dunque, non, come qualcuno sciaguratamente ha fatto credere, una condanna di questo o di quel prodotto, ma una radiografia di una giornata qualunque di chi va a fare la spesa. Aggiungo che, stante l’incostanza assoluta delle materie prime, non è affatto detto che ciò che abbiamo trovato in una confezione, ad esempio, di biscotti, si trovi anche nello stesso prodotto acquistato altrove. Insomma, se in un biscotto abbiamo trovato, tanto per fare un esempio, delle particelle di Titanio o di Tungsteno, questo non significa che il Titanio o il Tungsteno ci siano in tutte le scatole. E questo, peraltro riportato a chiare lettere in testa alle analisi pubblicate su www.nanodiagnostics.it ma ignorato apparentemente da tutti, è fondamentale per capire. Quanto alle reazioni, ne abbiamo avute fin troppe, per anni, e ancora ne abbiamo, sempre da chi non aveva capito niente dell’indagine e continua a non capire, e questo per la distorsione fatta anni fa da Beppe Grillo quando andò a pescare nel nostro sito, superficialmente come suo solito e senza rendersi conto di che cosa stesse leggendo. Nessuna delle aziende coinvolte protestò, e questo semplicemente perché le nostre analisi erano chiarissime nei loro limiti e nei loro intenti. Chi doveva reagire, almeno a nostro parere, erano le istituzioni che sono pagate per eseguire controlli. Fu per attirare la loro attenzione che facemmo quelle prove, per attirare la loro attenzione su di un problema tanto grave quanto ignorato, ma da loro il silenzio totale. Va detto, a completamento, che le particelle non sono normate e, pur essendo indiscutibile la loro patogenicità, per la legge non esistono. Dunque, si può tranquillamente morire sapendo che è tutto a norma di legge.”

ALCUNI ALIMENTI BIOLOGICI ESAMINATI A CAMPIONE MOSTRANO LA PRESENZA DELLE MICRO NANOPARTICELLE. UN CONSUMATORE CHE SCEGLIE BIOLOGICO ( quindi tracciabilità del prodotto,qualità,ecc.) PUÒ NON ESSERE SICURO SULLA “INTEGRITÀ” DEL PRODOTTO?
“Come ho detto, per la legge le particelle non esistono. Nel tempo più di un’impresa produttrice e distributrice di prodotti biologici è venuta nel mio laboratorio per avere da me, per quello che può contare, una “benedizione”. Invariabilmente, quando ho fatto notare che, perché io possa approvare un prodotto lo devo analizzare, queste aziende si sono dileguate. In fondo, perché quegl’industriali dovrebbero tirarsi la zappa sui piedi spendendo quattrini per rivelare presenze di cui nessuno, clienti e controllori indifferentemente, chiede ragione? Sono io il primo a dire che un prodotto biologico è comunque migliore o, magari più realisticamente, meno peggiore di uno che biologico non è, ma, se dovessi valutarli dal punto di vista della presenza di particelle patogene nel loro contenuto, temo che avrei qualche imbarazzo.”

DALLA SUA ESPERIENZA SCIENTIFICA, COSA CONSIGLIA AD UN “CONSUMATORE CRITICO”?
“C’è ben poco di efficace che si possa fare individualmente. La società mantiene a caro prezzo enti di controllo che, obiettivamente, più di tanto non possono fare per una lunga lista di carenze. Tra quelle carenze spicca quella legislativa, figlia, a sua volta, di un’ignoranza preoccupante. Di fatto gli enti tecnici di controllo non solo non sono chiamati ad occuparsi del problema delle polveri nel cibo (e nei farmaci, aggiungo) ma forse non ne sarebbero nemmeno del tutto capaci. Ciò che il “consumatore critico” può fare è acquistare per quanto praticamente possibile prodotti a filiera cortissima di cui può in qualche modo controllare l’origine. Io diffido di prodotti troppo lavorati, di prodotti con etichette poco chiare, di prodotti fuori stagione, di prodotti esotici, ma nemmeno questo mi mette al riparo da sorprese spiacevoli. Già a livello di una materia prima semplicissima come la farina, ad esempio, quella farina che sta alla base di tanti dei prodotti che abbiamo analizzato, questa viene dalle zone più disparate e, di fatto, è incontrollabile. Per avere una buona certezza di pulizia bisognerebbe cercare le polveri almeno in ogni partita in arrivo ma, naturalmente, nessuno lo fa. È così che anche il pane del fornaio all’angolo di casa può contenere inquinanti, dico tanto per fare un esempio, ucraini o canadesi. Il problema fondamentale è l’ignoranza generale riguardane il problema, un’ignoranza che riguarda chi legifera, chi informa e, specialmente, chi costituisce chi subisce le conseguenze della legge e della cattiva informazione: di fatto, tutti. Se chi compra e chi vota fosse meno frettoloso, meno superficiale e più cosciente, una bella fetta del problema si risolverebbe da sola.”

di Matteo Pennacchia

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2018 crescono i clienti domestici nel mercato libero. Soprattutto i 20-40 enni situati al Centro-Nord

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Elettricità: nel 2018 crescono i clienti domestici nel mercato libero
maggiore incidenza tra 20-40enni situati al Centro-Nord
Le anticipazioni del nuovo Monitoraggio retail 2018 presentate oggi a Milano
Milano, 20 febbraio 2019 – Continua a crescere la quota dei clienti che scelgono il mercato libero dell’energia elettrica: a fine anno 2018 le pmi sul mercato libero sono pari al 58% (4,3 milioni di utenze) e le famiglie al 46% (13,5 milioni) con picchi superiori al 50% in Umbria, Emilia Romagna
e Piemonte e un’altissima incidenza nelle fasce d’età dai 20 ai 40 anni. Non si arresta inoltre la crescita del numero delle società di vendita di energia elettrica attive, giunte a quota 554 unità (da 507 del 2017), con 290 società che operano come meri rivenditori. È quanto emerso dai primi risultati del
‘Monitoraggio dei mercati retail 2018’, anticipati oggi durante il convegno organizzato dall’ARERA a Milano “Monitoraggio retail: uno strumento per l’evoluzione del mercato”.
Durante la mattinata sono stati analizzati i dati completi del 2017 e, per la prima volta, sono state illustrate le potenzialità del nuovo monitoraggio, che sarà sottoposto a breve a una consultazione pubblica. Sfruttando il Sistema informativo integrato (SII), consentirà di comprendere con maggiore
efficacia lo sviluppo delle dinamiche concorrenziali e il livello di apertura dei mercati di energia elettrica e gas, nonché il livello di consapevolezza dei clienti, semplificando al tempo stesso gli adempimenti di venditori e distributori.
Con il nuovo monitoraggio sarà possibile inquadrare e descrivere in modo più completo e dettagliato il tipo di clientela, con cluster relativi alle caratteristiche dei clienti stessi (per esempio: età, genere, categorie commerciali o professionali delle utenze non domestiche), la zona geografica di fornitura, con focus regionali, provinciali e comunali, le offerte disponibili sul mercato (grazie alla mappatura del Portale Offerte) e le scelte operate dai clienti, il numero dei venditori, la loro dimensione e
collocazione territoriale. Infine, sarà più facile anche fruire dei nuovi dati prodotti, e della serie storica, perché saranno pubblicati con maggiore frequenza e saranno consultabili da tutti gli stakeholder in modalità open data.
Il Rapporto monitoraggio retail 2017 e il materiale del convegno sono disponibili sul sito.
www.arera.it

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Calcio 2018/19, sanzioni per 7 milioni di euro a SKY per pubblicità ingannevole e pratica aggressiva

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COMUNICATO STAMPA


L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha chiuso l’istruttoria avviata nei confronti di SKY Italia, accertando due violazioni del Codice del Consumo e irrogando alla società sanzioni per complessivi 7 milioni di euro.

L’Autorità ha rilevato che SKY non ha fornito informazioni chiare e immediate sul contenuto del pacchetto Calcio per la stagione 2018/19, lasciando intendere ai potenziali nuovi clienti che tale pacchetto fosse comprensivo di tutte le partite del campionato di serie A come nel triennio precedente.

Il consumatore appassionato di calcio, pertanto, in assenza di informazioni che veicolassero immediatamente e con la dovuta rilevanza i contenuti dell’offerta e in particolare le limitazioni sul numero di partite disponibili (7 su 10 per ciascuna giornata di campionato), sarebbe potuto facilmente incorrere nell’errore di ritenere compreso nel pacchetto SKY Calcio l’intero campionato di calcio di serie A, assumendo così una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso, ossia l’attivazione dell’abbonamento a tale servizio per la stagione calcistica 2018/19.

L’Autorità ha inoltre accertato che SKY ha attuato una pratica aggressiva in quanto ha esercitato un indebito condizionamento nei confronti dei clienti abbonati al pacchetto SKY Calcio, i quali, a fronte di una rilevante ridefinizione dei suoi contenuti (riduzione del 30% delle partite di serie A e cancellazione dell’intero torneo di serie B) non sono stati posti nella condizione di poter assumere liberamente una decisione in merito al mantenimento o meno del pacchetto. Gli abbonati a tale servizio sono stati costretti a scegliere tra due possibilità, entrambe svantaggiose, ossia la prosecuzione degli addebiti, tra l’altro in misura invariata, nonostante il contenuto diverso e ridotto del pacchetto rispetto a quello originariamente scelto, oppure il recesso dal contratto a titolo oneroso, con il pagamento di penali e/o la perdita di sconti e promozioni connessi alle offerte con vincolo di durata minima.

Roma, 18 febbraio 2019

www.agcm.it

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Accordo Eni e RenOils per incrementare la raccolta degli oli alimentari usati e di frittura

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L’accordo prevede anche la realizzazione di campagne di informazione ed
educazione ambientale per raccontare i vantaggi dell’utilizzo di oli esausti per la produzione di carburanti alternativi a quelli fossili

Roma, 14 febbraio 2019 – Eni e RenOils, Consorzio nazionale degli oli e dei grassi vegetali e animali esausti, costituito nel 2016 con lo scopo di assicurare la corretta gestione della raccolta, del trasporto, dello stoccaggio, del trattamento e il riutilizzo degli oli vegetali e dei grassi animali esausti, hanno sottoscritto oggi un accordo di collaborazione volto a favorire il recupero degli oli vegetali esausti.
Eni, che attualmente utilizza circa il 50% degli oli alimentari usati disponibili in Italia, grazie anche alle aziende di rigenerazione aderenti a RenOils amplierà la possibilità di impiegare questi rifiuti per produrre biocarburante di alta qualità nella bioraffineria di Venezia, a Porto
Marghera, e a breve anche a Gela.
La lettera di intenti, sottoscritta oggi da Giuseppe Ricci, Chief Refining & Marketing Officer di Eni, e dal Presidente di RenOils Ennio Fano, prevede anche la realizzazione di campagne di informazione ed educazione ambientale per raccontare i vantaggi dell’utilizzo di oli esausti
per la produzione di carburanti alternativi a quelli fossili e di progetti di sensibilizzazione delle associazioni di categoria, dei consumatori e ambientaliste.
L’obiettivo è incrementare la raccolta e il corretto conferimento: oggi gli oli esausti prodotti a livello domestico sono quasi interamente dispersi. Nel 2018 sono state raccolte circa 75.000 tonnellate di olio alimentare di scarto, quasi esclusivamente prodotte dal settore della ristorazione e dell’industria, che rappresentano solo il 25% dell’olio prodotto in Italia, che ammonta a circa 280.000 tonnellate all’anno.
La maggior parte della produzione avviene quindi nelle case, e lo smaltimento avviene per lo più negli scarichi perché la maggior parte dei cittadini non sa che eliminare gli oli di frittura attraverso la rete fognaria può comportare gravi conseguenze ambientali. Oltre a intasare il sistema di scarico domestico e delle reti fognarie con incremento dei costi di manutenzione, lo smaltimento attraverso la rete fognaria pregiudica il corretto funzionamento dei depuratori, aumentando i costi di depurazione. Un litro di olio genera fino a 4 kg di fanghi di depurazione che dovranno poi essere gestiti come rifiuto, può giungere alle falde e rendere l’acqua non
potabile e crea inquinamento delle acque superficiali, cioè laghi, fiumi e mare con danni all’ecosistema, alla flora e alla fauna. Se disperso in acqua forma un “velo” che impedisce ai raggi solari di penetrare, causando ingenti danni all’ambiente.
RenOils ha l’obiettivo di contribuire in modo efficiente e partecipato alla gestione del sistema del riciclo degli oli esausti in Italia, incrementandone la raccolta. A oggi, sono 254 le associazioni e le imprese della filiera associate, a partire dai produttori di olio per uso alimentare, ai riciclatori e ai recuperatori del rifiuto. Il Consorzio agisce in mutualità per il conseguimento degli obiettivi ambientali che il Ministero dell’Ambiente (dal quale ha ottenuto il riconoscimento nel 2018) ha fissato per il settore. RenOils ha realizzato, in collaborazione l’Università di Roma Tor Vergata, il primo sistema di monitoraggio del comparto degli oli e dei grassi vegetali e animali esausti (R_O_S) che opera su base geografica ed è fruibili all’interno di una piattaforma web. Questo tracciamento è di fondamentale importanza ai fini dell’accordo con Eni per l’impiego degli oli vegetali esausti per la produzione di biocarburante.
L’accordo siglato oggi è un ennesimo tassello delle iniziative di Eni finalizzate a mettere in atto un circuito virtuoso di “economia circolare” per la raccolta di materie di scarto che vengono, una volta purificate e rigenerate, trasformate in biocarburanti di alta qualità presso strutture industriali nazionali, dando piena valorizzazione a una risorsa energetica nazionale.

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