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Euro Service Group Spa annuncia un ricorso al TAR del Lazio contro la sanzione Amministrativa comminata dall’Antitrust

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Antonio Persici, Presidente della Società: “Rammaricati e sorpresi: da anni operiamo nella stessa direzione indicata dall’Autorità”  Euro Service Group SPA impugnerà dinnanzi al TAR del Lazio il Provvedimento con il quale, il 5 maggio scorso, l’Antitrust le ha comminato la multa per “pratica commerciale scorretta”. Per meglio comprendere la vicenda si consideri che Euro Service Group Spa è una Società che acquista crediti “certi, liquidi ed esigibili” e non “presunti”, come ritenuto dall’Autorità.  L’attività svolta da Euro Service Group SPA non può ritenersi né aggressiva né temeraria: il debitore non viene indotto ad adempiere la prestazione per non esporsi ad un contenzioso giudiziario, piuttosto viene reso consapevole del proprio debito che gli viene legittimamente richiesto. Per quanto riguarda l’accusa di telefonate continue e insistenti l’Autorità non evidenzia nessun elemento oggettivo posto alla base dell’interpretazione del concetto di “insistente”. L’analisi relativa alle telefonate effettuate sui debitori “segnalanti” rivela che i contatti utili non sono mai stati superiori alle 6 telefonate in 180 giorni e gli sms nel numero massimo di 15 nello stesso periodo di rilevamento.   Inoltre, riscontriamo con grande meraviglia e stupore, come l’Autorità ometta di quantificare in maniera precisa e dettagliata il numero di segnalazioni pervenute dai consumatori e sulla quale pone la base del Procedimento stesso. Vi è, infatti, un superficiale riferimento alle stesse, definite quali segnalazioni di “numerosi” consumatori: nella fattispecie, tali segnalazioni si limitano all’esiguo numero di 18, che rapportate al totale delle pratiche oggetto di lavorazione nello stesso periodo delle segnalazioni, pari a circa 3.500.000, rappresentano in termini percentuali lo 0.000005. Infatti, da un’attenta analisi dei 18 casi, non si rileva alcun profilo che possa essere ricondotto ad una pratica commerciale scorretta. A questo si aggiunge l’errata indicazione dell’importo relativo al fatturato di Euro Service Group SPA, indicato in € 12.7 mln di Euro, laddove quello reale, così come si evince dal bilancio ufficiale, ammonta ad € 7.598.447,40. Nel particolare, l’ammontare della sanzione comminata pari ad € 500.000,00 scaturisce proprio ponendo un dato palesemente errato (quello del bilancio per l’appunto), come base del calcolo della sanzione, provocandone un aumento esponenziale dell’ammontare dovuto.  Per queste ragioni, la Euro Service Group SPA annuncia il ricorso al TAR del Lazio avverso la sanzione comminata dall’AGCM. “Ho pieno rispetto del lavoro dell’Autorità di cui apprezzo la funzione e gli scopi – commenta il Presidente della Società Antonio Persici – poiché il settore necessita di un’attività di sorveglianza per scongiurare aziende che violino, con il proprio operato, il perimetro della legalità e del rispetto dei diritti dei consumatori. Sono altrettanto certo che, dinnanzi al Tar, verrà accertata l’osservanza delle regole da parte di Euro Service Group Spa. Nello stesso periodo in cui l’Autorità prendeva in esame i casi dei segnalanti, la nostra azienda era impegnata in un progetto che ha coinvolto numerose Associazioni di Consumatori. Da tale progetto è nato un Osservatorio permanente che si è dato proprio l’obiettivo preventivo di definire le “buone pratiche” del comparto, attuando al contempo un lungo percorso di formazione interna e confronto con i rappresentanti dei consumatori. E’ una delle tante best-practices attuate da ESG e questo rende paradossale la valutazione sul nostro operato che AGCM riporta nel provvedimento. Le attività di tutela del credito, operando a livello stragiudiziale, svolgono una funzione fondamentale nel sistema Paese perché consentono di trovare una soluzione bonaria evitando un ulteriore intasamento dei Tribunali e favorendo il dialogo tra debitore e creditore, evitando che un’azione legale comporti un inasprimento reale dei rapporti e pesanti maggiorazioni dell’importo da saldare”. Nella convinzione, comunque, che “se paghiamo tutti, paghiamo meno”. 

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Consumatori

Bollette LUCE E GAS – Bomba ad orologeria per il governo giallo-verde

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di Luigi Gabriele – (ringrazio per gli spunti tecnici Giuseppe Dell’Acqua Brunone- Markettaro dell’energia)

Dalla relazione annuale ARERA relativa all’anno 2017 sul settore Elettrico,  relazione che l’Autorità avrebbe dovuto presentare alle Camere come prevede la legge e che invece, per la prima volta nella storia, non è stato fatto, emerge una situazione a tinte fosche e potenzialmente una bomba per il Governo in carica, in vista della piena liberalizzazione del luglio 2019.

Un’Autorità di regolazione che decide di non adempiere a questo obbligo normativo, pubblicando unicamente sul proprio sito una relazione dalla quale appare chiaro che 3 soli operatori coprono il 45% del mercato mentre il 75% è suddiviso tra 16, ci lascia con l’amaro in bocca e con più di qualche dubbio.

Cosa emerge? Sul libero mercato, i primi 20 operatori hanno il 78% delle utenze, i restanti 544 hanno solo il 22% e più semplicemente che, si può essere un fornitore di energia anche con lo 0,01% del mercato e questo, se da una parte ci preoccupa, dall’altra ci rincuora per il fatto che in qualsiasi momento qualcuno con una tecnologia o una modalità dirompente potrebbe cambiare le carte in tavola.

Nel 2017 sono nati 22 nuovi fornitori e quasi sempre sono piccoli reseller molto aggressivi dal punto di vista commerciale, o molto fantasiosi, e questo non è una dramma, purché operino in maniera “pulita”.

Ben tre milioni ed 800 mila consumatori hanno cambiato fornitore almeno 1 volta, inoltre il tasso di switching sta crescendo sensibilmente. Sembra che siano orientati prevalentemente verso i principali operatori ma, tra sanzioni dell’Antitrust sempre più rilevanti sul profilo della reputazione e consumatori cavillosi che effettuano ricerche on line estremamente profilate, di fatto, tutto questo sta cambiando notevolmente il mercato, grazie anche al nostro ruolo che ci vede e ci vedrà sempre più presenti sui principali media nazionali nel parlare di utenze in vista della fine della tutela.

Lo attestano le domande più svariate che ci vengono rivolte e la forte esigenza nel comprendere cosa sta accadendo. Qualcosa quindi sta cambiando e prevediamo che molto cambierà nell’atteggiamento dei consumatori, ma soprattutto prevediamo che il luogo principale del cambiamento sarà la rete.

Non è un caso che il SUD abbia il più basso tasso di switching verso il libero mercato, questo dimostra ancora una volta che il cambiamento è un fattore comportamentale che, a mio avviso, seguirà la scia del mercato TLC prima, e delle assicurazioni, dei viaggi, dell’e-commerce poi.

Saranno i dispositivi e la tecnologia a cambiare tutto. Siamo già nell’era Blockchain, dell’IA, del quantum computing e dei big data, tutto quindi si fa molto più emozionante ed avvincente.

Ricapitolando: ci sono ancora 18 milioni di utenti nel servizio di tutela (61% del mercato) ma al 1° luglio 2019 dovranno necessariamente aver scelto. Bella sfida! Non ho mai visto nei miei 10 anni di esperienza nel consumerismo un cambiamento così radicale, se vogliamo disruptive.

 

Prevedo di tutto, ma soprattutto che gli elementi principali da tenere in considerazione saranno: reputazione e fidelizzazione.

Sul profilo commerciale appare interessante che solo il 14,6% abbia scelto un contratto dual fuel.

L’italiano comunque nel 63% dei casi preferisce la proposta monoraria (nonostante da sempre abituato alle fasce), l’84% preferisce il prezzo fisso come per il settore bancario nei mutui e solo il 5% gradisce una clausola di durata minima, questo significa che non ci piace essere sposati troppo a lungo a meno che non si tratti di una coppia felice.

Chi ha scelto opzioni aggiuntive, per il 45% è sensibile all’energia verde, un altro 45% ama la raccolta punti, il 5% prodotti per risparmio o efficienza energetica.  Insomma, basta con le lampadine e le lavatrici, il consumatore vuole energia pulita e sentirsi coccolato con dei regalini di tanto in tanto.

In tutto questo, il 3,8% degli utenti ha sottoscritto un contratto online, ma l’80% dei fornitori non prevede offerte Web(sic.). Ecco la super classifica show!

Stupisce che, tra tutti questi dati le quattro cose messe in campo per sostenere il passaggio verso la liberalizzazione, ovvero: tutela simile, portale offerte, offerta Placet e albo operatori, siano tutti e quattro un fallimento regolatorio ed operativo.

Quindi non stupirà se pronostichiamo che il Governo e il Parlamento avranno grossi grattacapi sia sotto l’assetto comunicativo che gestionale, quando si troveranno 30 milioni di italiani imbufaliti perché non hanno capito cosa fare e non troveranno nessun vantaggio!

Ricordiamo che nella nostra ultima indagine, su un campione di 2000 consumatori è emerso che gli italiani per l’80% non sanno cos’è il mercato libero e quello tutelato, ma soprattutto al 90% non conoscono il prezzo dell’energia e del gas.

Come gestire questa situazione, visto anche che ormai sulle nostre bollette il 60% di entrambe(luce e gas) serve a coprire oneri che nulla hanno a che vedere con la materia prima?

Cosa accadrà?

“Se le formiche si mettessero d’accordo potrebbero spostare un elefante”, quindi l’informazione degli utenti potrebbe spostare non solo le fette di mercato che prima abbiamo detto essere concentrate, ma anche l’orientamento e il giudizio politico sulle scelte energetiche.

In bocca al lupo a tutti

Di Luigi Gabriele

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Consumatori

Autostrade: rincari sui pedaggi delle A24 e A25 | Stangata del +12,89% dal 1° gennaio 2018

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CODICI si oppone all’aumento delle tariffe autostradali

L’Associazione CODICI contesta il continuo aumento dei pedaggi autostradali. In particolare, nella zona tra Roma e le aree interne del centro Italia, sulla A24 e A25, stiamo assistendo ad un ulteriore aumento che mette a duramente alla prova il diritto alla mobilità di tanti cittadini e pendolari che affrontano ogni giorno quelle tratte e devono far fronte a costi insostenibili, spesso non avendo alternative ferroviarie a disposizione.

Il Sottosegretario ai Trasporti Dell’Orco, nel recente incontro con i Sindaci di Lazio e Abruzzo, riconduce il problema al pronunciamento del Tar sulla concessione in atto con Società Strada dei Parchi spa, di proprietà dell’imprenditore Carlo Toto, concessionario sia della A24 che della A25 e assicura che farà accelerare l’aggiornamento del Piano Economico-Finanziario, a cui è legata la convenzione.

Le richieste più urgenti attualmente sono: la ridefinizione dei criteri di concessione al fine di garantire una tariffa adeguata per un’area interna svantaggiata, una gestione pubblica dei tratti, che quindi dovrebbero tornare all’Anas, il declassamento della tratta A24 da ‘montana’ a ‘non montana’ nel tratto laziale, il congelamento al 12% degli aumenti, oltre ad una riduzione tariffaria almeno per i pendolari, attraverso abbonamenti calmierati, annunciati ma mai realizzati.

Secondo il dossier realizzato da CODICI, la situazione delle Autostrade in Italia è critica proprio a causa di questo sistema di concessioni, penalizzato dalla mancanza di investimenti e di lavori per la manutenzione promessa dai Concessionari.

L’Associazione ritiene che sia necessario fare un punto sulla sicurezza delle nostre strade in Italia e  sulla gestione delle Concessioni, il controllo delle scadenze e i tempi per realizzare nuove gare d’appalto.

“Chiediamo al Ministero dei Trasporti una soluzione strutturale e programmatica che porti davvero a calmierare il prezzo delle tariffe autostradali –  afferma il Segretario Nazionale di CODICI Ivano Giacomelli – Al cittadino che vede aumentare la tariffa autostradale del 2,5% l’anno, in modo immediato deve essere garantito un piano di lavoro che rispetti alcuni criteri per dare senso a questo continuo aumento dei prezzi”.

Per coloro che volessero approfondire l’argomento, invitiamo i lettori a seguire il servizio video sul tema: https://www.spazioconsumatori. tv/media-gallery/1530- autostrade-in-italia-dossier- codici-pochi-investimenti.html

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Consumatori

“La Radio ne parla” di Radio Rai1| Cosa succede alle bollette degli italiani’ Approfondimento con Luigi Gabriele

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ALLARME BOLLETTE ENERGIA E GAS 😱 COSA STA SUCCEDENDO????😱
Ne abbiamo discusso questa mattina a La Radio Ne Parla Rai Radio 1 con Francesca Romana Ceci
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Per chi se l’è perso ecco il PODCAST
 
Da luglio sono aumentate le bollette di luce e gas, un aumento sembra dovuto al rincaro del petrolio ma per le associazioni dei consumatori non giustificato. E sempre da questo mese è attivo il nuovo portale dell’Autorità per l’energia che dovrà aiutare gli utenti nel passaggio obbligato dal servizio di maggior tutela al mercato libero previsto fra un anno esatto ma sono davvero in pochi a saperlo.
 
Sono intervenuti: Davide Tabarelli, presidente Nomisma Energia; Marco Vignola, responsabile settore energia Unione consumatori; Simona Benedettini, responsabile comunicazione Acquirente Unico; Gianni Girotto – Cittadino Portavoce M5S Senato, presidente Commissione Industria del Senato (M5S); Rossella Muroni, commissione ambiente Camera (LEU); Luigi Gabriele, responsabile rapporti istituzionali Codici Associazione Consumatori
 
 
 
#luigigabriele Codici Associazione Consumatori
 
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