Seguici su

Soldi

Euroservice Group, recupero crediti sempre più consumer frendly

Pubblicato

il

fonte: oipamagazine.it
Cresce il numero delle adesioni al primo Accordo Quadro nel settore del recupero crediti sottoscritto dall’azienda Euro Service Spa e da alcune tra le più rappresentative Associazioni dei Consumatori. Il 17 dicembre l’Associazione Utenti Dei Servizi Radio Televisivi ha, infatti, deciso di firmare l’importante intesa, portando a sette il numero delle Associazioni dei Consumatori, appartenenti al CNCU, che hanno deciso di prendere parte all’iniziativa, volta a migliorare l’attività del recupero crediti, garantendo ai consumatori maggiori tutele, promuovendo la collaborazione e il confronto. “Si tratta di un progetto molto interessante – ha dichiarato Alessia Stabile, Presidente Associazione Utenti Dei Servizi Radio Televisivi – e quindi speriamo e crediamo di poter dare un contributo importante a questo accordo.” Un accordo che dalla sua firma, avvenuta il 28 maggio 2013, ha dato il via a una attenta e produttiva collaborazione tra azienda e Associazioni. Cardine dell’intesa l’istituzione dell’Osservatorio Imprese Credito e Consumatori che, nelle sue riunioni mensili, ha permesso di affrontare le problematiche del comparto, di individuarne le criticità e intervenire per intraprendere una strada comune che tenga conto delle esigenze di tutti. Un importante momento di confronto e di positiva contaminazione tra impresa e Associazioni.
L’accordo ha permesso, inoltre, la formazione di diversi tavoli tecnici che stanno lavorando per affrontare alcune delle tematiche più calde del settore: dalla riforma del comparto all’introduzione del Protocollo di Conciliazione Paritetica in azienda. In programma, poi, la creazione, nei primi mesi del 2014, di una guida ai servizi per la tutela del credito con le buone prassi da seguire. Già attivo, invece, il Piano di formazione, tenuto dalle Associazioni dei Consumatori all’interno dell’azienda.

Guarda l’intervista ad Alessia Stabile, Presidente Associazione Utenti Dei Servizi Radio Televisivi
httpv://youtu.be/WKGKdsYqDhk

Nella stessa giornata, nella quale è avvenuta la firma dell’Accordo quadro da parte di Associazione Utenti Dei Servizi Radiotelevisivi, si è svolto il consueto appuntamento mensile dell’Osservatorio. Alla riunione hanno partecipato Antonio Persici, Presidente di Euro Service Spa, con il proprio staff, Gianluca Di Ascenzo di Codacons, Alessandra Paradisi del Movimento Difesa del Cittadino e Alessia Stabile dell’Associazione Utenti Dei Servizi Radiotelevisivi. Presenti, come nei precedenti incontri, dei rappresentanti di Key People Srl, società attiva nel comparto del recupero crediti.
L’incontro è stata l’occasione per presentare la nuova Associazione entrata a far parte dell’Osservatorio e per discutere degli incontri formativi che le Associazioni stanno tenendo nella sede centrale di Euro Service Spa. In mattinata si è, infatti, svolto il terzo incontro, incentrato sulla gestione concreta e la risoluzione virtuosa dei casi aziendali, a cura di Alessandra Paradisi del Movimento Difesa del Cittadino e Dino Cimaglia, responsabile dell’area legale di Unione Nazionale Consumatori.
In qualità di media partner, Oipa Magazine ha portato all’attenzione del tavolo alcune interviste realizzate in occasione della presentazione dello studio di I-Com, Istituto per la Competitività, sul rapporto tra Consumatori e Imprese (guarda le interviste a: Giovanni Pitruzzella, Presidente dell’Antitrust – Stefano Da Empoli, Presidente I-Com – Giuseppe Staglianò del Dipartimento Realtà Economiche e Produttive del Garante della Privacy). Si è quindi discusso del problema delle morosità e della tutela della privacy. Dal dibattito è emersa la necessità di una normativa che possa andare incontro alle esigenze delle varie parti in gioco: da una parte agevolare l’attività del comparto della tutela del credito e dall’altra garantire il giusto diritto alla privacy dei cittadini. Lo studio I-Com è stato poi approfondito dall’avvocato Gianluca Di Ascenzo, Vice Presidente di Codacons.
L’incontro è stato, infine, l’occasione per esaminare, insieme alle Associazioni dei Consumatori, le modalità con le quali Euro Service Spa gestisce le segnalazioni dei clienti.

Clicca per commentare

You must be logged in to post a comment Login

Leave a Reply

Soldi

Dal 1 ottobre aumentano bollette e carburanti + 340 all’anno/famiglia

Pubblicato

il

A partire da oggi, lunedì 1 ottobre, sugli italiani si abbatterà una stangata da circa +340 euro annui a famiglia determinata dai forti rincari delle bollette luce e gas cui si associa l’andamento al rialzo dei listini dei carburanti. Lo denuncia il Codacons, che invita il Governo a intervenire per salvaguardare le tasche dei cittadini.

“A partire da oggi gli italiani pagheranno l’elettricità il 7,6% in più, mentre per il gas gli aumenti raggiungono il 6,1% – spiega il presidente Carlo Rienzi – Una batosta che si ripercuoterà in modo diretto sulle bollette energetiche, con una maggiore spesa per luce e gas pari a complessivi +110 euro su base annua. Si stanno registrando inoltre forti incrementi anche sul versante dei carburanti, al punto che oggi un litro di benzina costa il 12,1% in più rispetto allo stesso periodo del 2017, mentre per il gasolio si paga addirittura il 14,5%; basti pensare che un pieno di diesel costa oggi 10,1 euro in più rispetto ad ottobre dello scorso anno”.

Solo per i maggiori costi diretti legati a bollette e carburanti (ipotizzando due pieni al mese) una famiglia media spenderà circa 340 euro in più su base annua, senza contare gli effetti indiretti sui prezzi e negli altri settori connessi all’energia.

“Invitiamo il Governo ad intervenire per salvaguardare le tasche degli italiani, adottando provvedimenti in grado di limitare gli effetti dei rincari energetici, a partire dal taglio delle accise sui carburanti atteso da decenni” – conclude Rienzi.

Continua a leggere

Soldi

Bankitalia spende 750mila euro per un sito che dovrebbe educare i consumatori al risparmio

Pubblicato

il

CODICI presenta un Esposto alla Corte dei Conti per il sito sull’educazione finanziaria del Comitato EDUFIN

L’Associazione si oppone allo sperpero di denaro pubblico e chiede di verificare costi e modi di realizzazione di uno strumento che risulterebbe più a favore delle Banche che dei Consumatori

L’Associazione CODICI, a tutela degli interessi dei cittadini e dei consumatori, ha presentato un esposto alla Corte dei Conti, ritenendo che l’iniziativa del sito internet per l’educazione finanziari del Comitato EDUFIN, al quale sono stati assegnati fondi per un totale di 1 milione di euro dal 2017, rappresenti una dispersione di fondi pubblici.

CODICI chiede al nuovo Governo, in particolare al Ministero dello Sviluppo Economico e al Ministero dell’Economia e delle Finanze, di vigilare su questo spreco di soldi pubblici e controllare l’emergenza che si nasconde dietro le attività di consulenze e appalti, per progetti che risultano inadeguati ai costi.

Analizzando il sito internet dedicato http://www.quellocheconta.gov.it/it/che è costato più di 750 mila euro, risulta evidente come, una spesa di questa entità sia sproporzionata a fronte dei contenuti pubblicati all’interno dello stesso sito. I testi risulterebbero dei contenuti riconducibili a siti internet di istituti bancari. Una situazione paradossale che appare ancor più strana dal momento che il sito in questione e il comitato ad esso collegato sono stati costituiti per informare e divulgare nozioni fondamentali per il consumatore, riguardo l’argomento finanziario. Da un’analisi del sito si evince come questa informazione sia del tutto insufficiente.

La Fondazione per l’Educazione Finanziaria al Risparmio, attraverso il Comitato per l’educazione finanziaria, ha realizzato un sito web che, da quanto riportato anche in un’inchiesta de “Il Fatto Quotidiano”, sebbene sia un’iniziativa governativa di EDUFIN, risulterebbe inefficace e molto dispendiosa per i contribuenti italiani.

Il sito nasce con l’intento di fare luce su una materia che sembrerebbe ancora oscura ai risparmiatori, quella della cultura finanziaria. Dagli strumenti bancari per mettere da parte i primi risparmi, alle nozioni sulla busta paga e il TFR; dal percorso che è possibile intraprendere per l’acquisto di una casa, alle spese da affrontare in una famiglia, fino alla gestione della pensione.

Il problema evidenziato nell’articolo de “Il Fatto Quotidiano” dello scorso 29 Aprile, riguarda sia le spese di realizzazione del sito, che è costato quasi un milione di euro all’anno (750 mila euro), provenienti dal Ministero del Tesoro, che i contenuti. Ad una lettura attenta non emergono informazioni davvero utili e complete sull’educazione finanziaria, sebbene questa dicitura sia riportata quasi in ogni articolo, ma si tratta piuttosto di informazioni banali e talvolta fuorvianti.

“Come Associazione a difesa dei Consumatori, riteniamo – dichiara il Segretario Nazionale di CODICI Ivano Giacomelli – che operazioni come questa rappresentino un grande sperpero di risorse pubbliche e non siano state gestite in maniera totalmente trasparente. Sicuramente i contribuenti e i risparmiatori a cui era indirizzato il sito si ritroveranno ancora a farsi molte domande sull’educazione finanziaria, dopo aver letto articoli poco esaustivi, a favore di alcuni istituti bancari o news che rappresentano vere e proprie campagne promozionali per vendere polizze” – ha concluso Giacomelli.

Per i motivi sopracitati CODICI, nella sua quotidiana attività a tutela dei Consumatori, ritenendo che il sito governativo non sia stato realizzato con un punto di vista imparziale, bensì contenga contenuti pubblicitari a favore delle Banche, ha presentato un esposto alla Corte dei Conti.

Ufficio Stampa Associazione CODICI
Continua a leggere

Soldi

Educazione finanziaria, emergenza nazionale. Di Francesco Luongo

Pubblicato

il

Tutela del risparmio ed educazione finanziaria “virtuale” dei consumatori. L’irresistibile inconsapevolezza della rabbia dei cittadini

 

In Italia oltre 500mila famiglie sono state colpite dai crack seguiti alla malagestio conclamata di un management bancario disinvolto ed in alcuni casi dai comprovati rapporti amicali con le Autorità di vigilanza.

A fronte di soli 67 milioni di euro di sanzioni irrogate da BankItalia e Consob, chissà se e quando riscossi, ai bancarottieri sono stati riconosciuti 113 milioni di euro di bonus.

Dopo la strage di azionisti e bondholders di Banca Marche, CariChieti, CariFerrara, Etruria, Popolare di Vicenza e Veneto Banca, non dimentichiamo che il Ministero dell’Economia (quindi noi contribuenti) ha investito in Monte dei Paschi di Siena circa 5,4 miliardi di euro: 3,85 miliardi per l’aumento di capitale e 1,53 miliardi nell’offerta ai risparmiatori ex titolari di bond subordinati, divenuti soci della banca per permettere allo Stato di salvare l’istituto.

Ecco pertanto il porsi ancora una volta  al centro dell’attenzione istituzionale il vecchio problema dell’ alfabetizzazione economica degli italiani, con l’istituzione da parte del MEF del Comitato Edufin e l’approfondimento svolto nell’ambito della XVII sessione programmatica CNCU – Regioni, svoltasi a Macerata. “Educazione e trasparenza finanziaria: un investimento per i cittadini/utenti” il titolo della due giorni di confronto e discussione tra Associazioni dei consumatori, il Ministero dello Sviluppo Economico, le Regioni e quelle Autorità che, come la Banca d’Italia e Consob, svolgono una attività di “stabilità dei mercati bancari e finanziari” ben diversa dalla “tutela dei risparmiatori”.

Non è un caso, del resto, che la stessa Commissione d’Inchiesta Parlamentare sulle banche della scorsa legislatura nella relazione finale abbia chiarito che «le attività di vigilanza sia sul sistema bancario (Banca d’Italia) che sui mercati finanziari (Consob) si siano rivelate inefficaci ai fini della tutela del risparmio».

E’ ormai palpabile la sfiducia dei risparmiatori verso ogni forma di investimento, dimostrata dai 1.329 miliardi di euro gelosamente custoditi sui conti correnti a tassi irrisori, se non negativi, a causa del “bollo” introdotto dal Governo Monti nel 2012.

Solo un’ adeguata e capillare campagna di educazione finanziaria che parta dalle scuole diffondendosi nei territori attraverso incontri diretti con i risparmiatori, anche con il contributo delle associazioni dei consumatori, unita a una nuova vera autorità di tutela del risparmio che potrebbe essere la stessa Antitrust e norme penali più severe che prevedano il carcere per i bancarottieri, potranno invertire questo trend della paura che sta bloccando il Paese.

Non sembra al momento che gli interlocutori istituzionali, a cominciare dal MEF e dal Comitato Edufin, condividano questa impostazione visto che hanno deciso di investire  nel 2017 circa 750mila euro per la creazione dell’ennesimo portale “Quello che Conta” che aggiunge a quelli di ConsobBankItalia, ed altri 300mila in studi e consulenze.

Vedremo se nei prossimi mesi  si ragionerà in termini più concreti e meno “virtuali” rispetto ai bisogni di cultura finanziaria dei cittadini e che il nuovo Governo sia più sensibile verso questi temi comprendendo la rabbia dei tanti  che hanno perso i propri risparmi.

Continua a leggere