Imbarazzante sentenza che rigetta la Class Action contro TRENORD!

“Ricorreremo in appello!” il commento corale di Ivano Giacomelli e Davide Zanon del Codici, “E’ l’ennesimo risultato dell’ostracismo dei Tribunali verso le Azioni collettive dei consumatori! Di questo passo le associazioni dovranno celebrare un bel funerale alle Class Action finchè le leggi non cambiano davvero!”

Cosa deve fare oggi il povero consumatore per difendersi, il Tribunale dove vive?

 Coloro che ripongono fiducia nelle Associazioni di Consumatori non devono però arrendersi così come non lo faremo noi!

In questa vicenda è talmente evidente la ragione dei fruitori del “disservizio” (Durante i mesi di novembre e dicembre 2012, infatti, gli utenti furono costretti a grandi ritardi e scarsa informazione da parte del personale) che non ci si riesce  a capacitare  sull’ assurda decisione del Tribunale.

CODICI scrive al Presidente del Tribunale di Roma: troppa ostilità dei magistrati della sezione civile verso le azioni collettive dei consumatori (Class Action ed Inibitorie).

 

Così si rischia di affondare la riforma del Codice del Consumo e lasciare il mercato in mano ai più furbi e ai prepotenti!

Con una nota inviata in data odierna, il CODICI si è rivolto al Presidente dl Tribunale di Roma, Dott. Marco Bresciano,  per portare alla sua attenzione la forte resistenza che viene dai giudici della sezione civile  verso le azione collettive dei consumatori.

Le azioni collettive hanno una precise funzione sociale prevista dalla legge e sono volte alla tutela del consumatore e a garantire a correttezza del mercato verso comportamenti che altrimenti non verrebbero sanzionati a causa dell’alto costo delle azioni giudiziarie che un privato da solo non affronterebbe mai.

Dall’azione collettiva contro AMA , salvata da una disquisizione su contribuente e consumatore, alla recente class action contro ENEL per i ritardi della maltempo del 2012 che lasciò intere zone della nostra regione senza energia  , in cui si è addirittura disconosciuta l’applicabilità dell’azione collettiva perché l’evento era straordinario ignorando le prove portate dall’associazione sulle negligenze della società in tema di obblighi di salvaguardia, alla recente e ultima decisione per l’inibitoria contro la NISSAN in cui il giudice non ha dato alcun peso e credito a ciò che dichiaravano i consumatori proprietari dei mezzi e a quanto riportato dalla prestigiosa rivista 4 Ruote nonché dal maggiore produttore di impianti GPL d’Italia, arrivando ad affermare che l’associazione non ha dato prova delle lagnanze a supporto del provvedimento chiesto.

I giudici del Tribunale di Roma mostrano una certa riottosità ad accettare la figura dei corpi sociali a tutela di interessi collettivi, in qualche caso manifestando un  vero e proprio fastidio per il fatto che organismi collettivi invadano il tempio del diritto soggettivo .

Lamentiamo che nelle azioni intraprese ci siamo scontarti con indirizzi giurisprudenziali alquanto discutibili volti a rendere complessa l’applicazione della norma  e ci viene richiesto un rigore probatorio inusuale nelle stesse cause civili ordinarie . Se si pensa che il legislatore ha invece “alleggerito” la prova in favore delle associazioni dei consumatori, proprio per favorire quell’effetto di  tutela regolatrice del mercato, ci troviamo di fronte ad una ostilità culturale che inibisce e sterilizza le azioni collettive , in qualche caso arrivando a sanzionare il “sacrilegio” con condanne alle spese ingiustificate.

In questo modo si disincentivano le azioni collettive e si rischia di affondare una riforma del mercato che già vive mille difficoltà. Le associazioni dei consumatori chiedono solo parità di trattamento e riconoscimento del loro ruolo sociale che  legge gli attribuisce : Le associazioni dei consumatori e degli utenti sono legittimate ad agire a tutela degli interessi collettivi dei consumatori e degli utenti ( Art. 137 del Codice del Consumo)

Con questo spirito hanno chiesto al Presidente del Tribunale di Roma un incontro al fine di discutere sulle varie problematiche processuali onde cercare di introdurre nel Tribunale romano una nuova ventata di diritti .