Codici: non c’è alcuna sanzione per le madri che accusano falsamente

L’ultima segnalazione giunta all’Associazione Codici è quella di un padre separato e di una vita distrutta a causa di una pesantissima e falsa accusa.

Un padre, in seguito alla separazione, viene accusato dalla moglie di aver abusato del loro bambino.
A causa della denuncia il giudice ha predisposto incontri protetti, durante i quali la psicologa che si occupava della valutazione del caso, rilascia una relazione positiva sull’uomo. Il tutto mentre si concludono anche le indagini penali: le denuce per abusi sessuali vengono archiviate, a causa dell’inattendibilità delle prove presentate dalla madre.
Ma, nonostante l’archiviazione e nonostante siano cadute tutte le accuse a suo carico, l’esistenza di quest’uomo continua ad essere tormentata. Continua a vivere lontano dal figlio, continua a vederlo con il contagocce, continua a non vedersi riconosciuto il suo diritto di essere padre.
Nonostante sia lui la vittima, il bambino continua a vivere con la madre, colpevole di aver diffuso informazioni non veritiere, colpevole di aver accusato un uomo innocente del reato più grave per un genitore, la violazione del proprio figlio.

In Italia, emerge sempre più un’assurda costante nel corso delle separazioni, durante le quali si utilizzano come arma di ritorsione i maltrattamenti in famiglia, presunti o reali.

Secondo alcune statistiche, tra l’85% e il 95% delle false accuse proviene dalle madri. Su 10 casi, soltanto 2 sarebbero veri maltrattamenti, il resto soltanto un modo per ricattare, punire e allontanare, nella maggior parte dei casi, il padre dai propri bambini. Una vera e propria arma di ricatto, storie di abusi, percosse e comportamenti al limite che vengono costruite ad hoc dalla moglie per distruggere, letteralmente, l’ex coniuge. La percentuale delle false accuse oscillerebbe dal 70% al 95%. Parliamo di cifre spaventose.

Ma cosa succede a chi lancia un’accusa di tale gravità? Quali sono le conseguenze per queste persone disposte a tutto pur di far valere la propria posizione? Assolutamente niente.

Non solo non c’è nessuna conseguenza legale, ma soprattutto queste false denunce non influenzano in nessun modo il collocamento del figlio.
Il genitore responsabile di queste pesanti, assurde e false accuse non viene intaccato minamente: un atteggiamento del genere non può rimanere impunito, non si può lasciare un’arma di tale portata nelle mani di chi, senza nessuna remora, vuole distruggere letteralmente un ex coniuge.

L’accusa di abuso sessuale, pur se non veritiera, annienta completamente la vita dell’accusato, dilaniando i suoi rapporti famigliari, la sua reputazione e la sua identità sociale. Nella maggior parte dei casi si arriva allo scagionamento, ma visti i tempi lunghissimi della giustizia italiana, il dubbio che permane in chi ci circonda si insinua come un tarlo, e non va via nemmeno dopo anni.

La parola, falsa, può deliberatamente distruggere un padre, rovinando per sempre il suo rapporto con il figlio e la sua vita.
La giustizia, che continua a propendere incredibilmente sempre verso un’unica parte, ostacola il principio di bigenitorialità, lascia impuniti i responsabili di gravissime e diffamanti accuse e trascina sempre più nel baratro tutti i padri separati.

Codici resta a disposizione di tutte le segnalazioni al link http://www.codici.org/voglio-papa.html.