Le indagini sui farmaci Geymonat sono ancora aperte: ricordiamo che solo lo scorso 4 ottobre l’Aifa, Agenzia Italiana del Farmaco, aveva sospeso l’autorizzazione alla Geymonat per la produzione di farmaci ritenuti sospetti.

I consumatori corrono dei pericoli per la salute?
La potenziale pericolosità di un farmaco contraffatto (secondo quanto riportato dalla stampa, infatti, l’ipotesi di reato per cui si indaga è quello di contraffazione) può riguardare tutti i suoi componenti: il principio attivo, gli eccipienti e il confezionamento, ma non vanno sottovalutati neanche i rischi che possono derivare da una non idonea conservazione del farmaco nel periodo che intercorre dalla sua produzione all’immissione sul mercato. Un farmaco che non contenga il principio attivo o che lo contenga in quantità inferiore al dichiarato è causa di mancata o ridotta efficacia terapeutica. Le conseguenze possono essere più o meno gravi, secondo il tipo di farmaco. Inoltre, i farmaci contraffatti spesso contengono principi attivi di basso costo, la cui qualità non soddisfa gli standard minimi di sicurezza.

Cosa devono fare i cittadini che hanno acquistato i farmaci ritenuti sospetti?
“Quando succedono fatti come questo – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – i cittadini devono essere tutelati, perché i primi a rischiare la salute sono proprio loro. Per questo abbiamo avviato un’azione collettiva di risarcimento danni per tutti i cittadini che hanno acquistato farmaci non utilizzabili o comunque non conformi a quanto dichiarato ovvero che li hanno incautamente utilizzati”.

Si ricordi che i farmaci in questione sono: ALVENEX 450 mg per l’insufficienza venosa; GASTROGEL 2 g/10 ml per l’ulcera gastrica; SUCRATE 2 g gel orale per l’ulcera; INTRAFER 50 mg/ml per le anemie; NABUSER 30 per l’Artrite; CITOGEL 2g/10 ml per l’ulcera; ECOMÌ per le infezioni dermatologiche; VENOSMINE 4% per le varici; TESTO ENANT per patologie sessuali.

Tutti i cittadini che sono in possesso di tali farmaci possono aderire all’azione di risarcimento, sono quindi invitati a rivolgersi all’Associazione per informazioni, consulenza e assistenza legale.

Per chiarire al meglio i possibili rischi per la salute e monitorare l’andamento della situazione, Codici si è rivolto direttamente all’Agenzia Italiana Del Farmaco, chiedendo di prendere visione dei provvedimenti adottati dall’Agenzia in riferimento ai prodotti farmaceutici in questione e le eventuali segnalazioni di effetti avversi e/o collaterali conseguenti all’utilizzo di detti farmaci.

Roma 27 novembre 2013