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Salute

Farmaci salvavita, spariscono dai banchi nonostante diritto inalienabile

Accesso ai farmaci: Diritto inalienabile che va garantito a tutti. Cosa fa il Ministro quando scompaiono dalle nostre farmacie i farmaci salvavita? Cosa ha fatto per i pazienti con patologie onco-ematologiche curati con il salvavita “Vercite” a seguito della nostra segnalazione di settembre?

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Il Progetto lanciato la settimana scorsa da AIFA e Ministero Salute in occasione della Giornata mondiale  del migrante e del rifugiato ha ribadito il dovere etico di garantire ai migranti l’assistenza e l’accesso alle cure.

Riteniamo utile e importante l’obiettivo di sistematizzare le informazioni riguardanti i nuovi cittadini, in particolare per quanto riguarda salute, patologie e trattamenti ricevuti, di monitorare l’appropriatezza  delle prescrizioni e l’ efficacia delle terapie.

Federconsumatori ritiene doveroso e lodevole l’impegno di AIFA e Ministero per la popolazione migrante. Quest’ultimo rischia, però, di risultare poco credibile alla luce della disattenzione e della miopia che il Ministero ha mostrato, in altre occasioni, nei confronti dei cittadini.

Il diritto inalienabile alla salute e all’accesso ai farmaci non risulta, infatti, tutelato e garantito dal Ministero. Sono molti i pazienti che, a fronte della “cessata produzione” e successivamente della “cessata  commercializzazione” del farmaco salvavita Vercite (necessario per la cura di patologie onco-ematologiche), senza preavviso e senza giustificazione si trovano a costretti a fare ricorso a farmaci salvavita  costosissimi e  spesso  a  rinunciare alle cure.

In questo caso il Ministero non è stato in grado di garantire la continuità delle cure a fronte di malattie che, se non curate, possono divenire mortali.

Per questo Federconsumatori chiede coerenza, affinché il Ministero rispetti i nuovi impegni presi e dia risposte tempestive a situazioni di vera e propria emergenza che denunciamo da mesi.

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Salute

Latte in povere contaminato, Codacons chiede chiarezza la ministero

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Le rassicurazioni del Ministero della salute circa il fatto che in Italia non sia stato commercializzato latte in polvere contaminato da salmonella non ci convincono, e le dichiarazioni del dicastero ci appaiono del tutto inaffidabili. Lo afferma il Codacons in merito allo scandalo Lactalis e alla nota diramata dal Ministero della salute secondo cui non vi sarebbero lotti incriminati spediti verso il nostro Paese.

Già lo scorso agosto, in pieno allarme Fipronil, il Ministero si affrettò a rassicurare i cittadini affermando che “non risultano distribuiti al consumo uova o derivati (ovoprodotti) contaminate da fipronil sul territorio nazionale”. Peccato che appena poche ore dopo questo annuncio l’Unione Europea smentì il Ministro Lorenzin inserendo l’Italia nella lista dei paesi che avevano ricevuto uova dalle aziende coinvolte nello scandalo Fipronil, e una serie di sequestri compiuti nel nostro paese accertò la presenza di ingenti quantitativi di uova contaminate.

“Considerati i gravi precedenti, le dichiarazioni del Ministero non appaiono sufficienti a rassicurare i consumatori italiani – spiega il presidente Carlo Rienzi – Per questo chiediamo alle autorità europee di svolgere controlli serrati e diramare una nota ufficiale per escludere l’Italia dai paesi che hanno ricevuto lotti di latte in polvere contaminato da salmonella”.

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Salute

Malasanità, 400 i morti imputati ad errori personali e carenze strutturali

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Sono anni che Codici lotta al fianco dei consumatori contro la malasanità e, purtroppo, questa “battaglia” sembra ancora davvero troppo lontana dall’essere vinta. Come riportato infatti dal “Termometro della salute” di Eurispes ed Empam, sotto l’egida dell’Osservatorio su Salute, Previdenza e Legalità, sono diversi i dati riguardanti il nostro Paese a generare preoccupazione.

L’Italia continua a spendere meno della media europea per mantenere il proprio sistema sanitario (14,1% del proprio Pil), che continua ad essere danneggiato da precariato, insufficienza degli organici, ed invecchiamento del personale sanitario. Basti pensare che entro il 2023 si prevede il pensionamento di quasi 22mila medici, che saranno sostituiti da non più di 6mila nuovi ingressi.

Le cifre più sconcertanti sono però, ancora una volta, quelle che riguardano la malasanità: i dati presentati dalla Commissione Parlamentare di Inchiesta sugli errori in campo sanitario parlano di 570 denunce rilevate in 4 anni (più precisamente dall’aprile 2009 al dicembre 2012). Un numero spaventoso, reso ancora più grave dal fatto che fra queste, 400 sono relative a casi che hanno portato alla morte del paziente, o per disfunzioni/carenze strutturali, o per errore imputato al personale medico e/o sanitario.

Oltre la metà dei decessi di cui sopra (precisamente 232, ovvero il 58%) si è verificata in regioni del Sud ed Isole: Molise, Campania, Puglia, Sicilia, Sardegna e Basilicata. Un dato che evidenzia quanto siano gravi le discrepanze territoriali rispetto ad un Nord che presenta molte meno criticità. Su 570 casi di presunti errori monitorati, 117 si sono verificati in Sicilia e 107 in Campania.

Un altro aspetto particolarmente degno di attenzione è quello relativo all’evasione fiscale, soprattutto se riferita ad esenzioni indebite del pagamento del ticket: a tal proposito solo nel 2016 quasi 900 soggetti hanno beneficiato di prestazioni farmaceutiche tramite false autocertificazioni, evitando di pagare più di 800mila euro. Oltre la metà delle esenzioni di cui sopra si concentra in appena cinque regioni: al primo posto il Veneto (123), seguito da Calabria (101), Puglia (100), Lazio (91) e Piemonte (87).

Stiamo parlando di azioni che non solo sono inaccettabili, ma che sono semplicemente criminali.

Se avete dei reclami da fare non esitate a ricorrere a Codici: l’Associazione vi metterà a disposizione avvocati con esperienza consolidata, fornendovi servizi specializzati a costi accessibili, abbattendo i tempi di risoluzione ed aumentando sensibilmente le vostre possibilità di vittoria.

Per ulteriori informazioni o richiedere come potersi iscrivere all’Associazione, si può contattare lo sportello legale al numero 06.5571996, scrivere una mail all’indirizzo segreteria.sportello@codici.org, oppure recarsi presso la sede di Roma di Via Giuseppe Belluzzo, 1 (00149), aperta tutti i giorni dalle ore 09:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 17:00.

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Salute

Ambiente, le soluzioni tecnologiche al disastro

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Fonte: visionari.org

STORMO DI DRONI

Come la stampa 3D si è messa al servizio della medicina, i droni sono diventati uno strumento utilissimo per la salvaguardia dell’ambiente e delle creature viventi.

In Africa, un drone aiuta i ricercatori a monitorare le popolazioni animali, compito che da sempre è svolto manualmente in spedizioni aeree o fotografiche. Il drone cattura filmati, un sistema di apprendimento automatico conta i diversi tipi di animali, e volontari umani aiutano a formare l’algoritmo verificando le rilevazioni. Una protezione per le specie a rischio, più veloce, più economica, più facile e più precisa.

E nel Bengaluru, i ricercatori dell’Istituto Indiano di Scienza stanno combattendo la deforestazione con droni dotati di videocamera che rilasciano semi in aree che altrimenti non sarebbero in grado di esplorare. Il loro obiettivo è quello di seminare ben 10.000 ettari nella sola regione.

AUTO VERDI E RIDUZIONE DELLA CO2

Prima Volvo, poi la Francia, l’Inghilterra e la Germania. Le grandi dell’automotive e gli stati Europei — ma non solo — hanno annunciato l’intenzione di abbandonare l’energia fossile in favore delle rinnovabili, in un’ottica di attenuazione dell’impatto sul pianeta.

Nel frattempo, opere di ingegneria climatica elaborano strategie per riparare ai danni: è di Climeworks l’installazione per risucchiare CO2 dall’aria ed immagazzinarla per produzioni energetiche, e di Harvard lo studio che vuole capire come attenuare il flusso di calore che dal Sole entra nell’atmosfera.

OCEANO DI PLASTICA

La piaga del materiale plastico nell’oceano è tanto importante da mobilitare svariati intenti in tutto il mondo. Impressionanti le immagini di un’isola del Pacifico completamente ricoperta da rifiuti plastici. Fortunatamente, quest’anno sono emerse possibili soluzioni al problema: una biologa italiana ha scoperto bruchi in grado di decomporre a velocità impressionante la plasticauna nave da ricerca all’avanguardia è stata sviluppata in Norvegia per lo studio e la prevenzione dei mari, e l’ambizioso progetto The Ocean Cleanup ha svelato al mondo i primi prototipi per attuare la pulizia delle acque oceaniche.


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