Facendo quello che impropriamente viene definito il Lobbista(o più elegantemente mi occupo di Relazioni Istituzionali o Public Affair), ormai sono dieci anni che frequento le stanze dei bottoni di questo Paese, ma di tutte quante le stanze che ho visto, vi assicuro che di gente brava a premere i bottoni ne posso contare un numero pari alle dita delle mani, persino nelle multinazionali.

Quasi rassegnato che il Paese sia  scaduto nella totale degenerazione qualitativa e che come dice il presidente Pitruzzella nella relazione annuale dell’Antitrust 2014 “tutto si volge nella dinamica del capitalismo di relazione”(in base a chi conosci e non quello che sai veramente fare), mi ero quasi rassegnato alla stagnazione per altri 30/40 anni.

Ma ogni tanto per fortuna l’eccellenza di noi italiani e soprattutto dei suoi 20enni mi ritira su il morale.

Cercavo un sistemino per rimettere mano (a titolo puramente di hobby), alla contabilità della ditta artigiana individuale del mio papà, vista la confusione che ho verificato nella gestione delle sue fatture, dei preventivi, clienti e soprattutto dei conti, e mi ricordavo di aver visto un banner qualche giorno prima su un social media che reclamizzava Fattureincloud.it.

Affascinato dal Cloud e consapevole che i Cinesi sono più forti non per la loro competitività del costo del lavoro ma perché il 50% delle loro aziende lavora con l’intera amministrazione e controllo su nuvola digitale, incuriosito dall’idea sono andato sul sito fattureinclound.it , me lo sono letto e poi mi sono registrato per la prova gratuita(il sistema costa 5€ mese per il base e 10 € per il premium).

Dopo aver aperto e smanettato per qualche minuto, mi sono reso conto che chi lo aveva messo in piedi aveva pensato ad un sistema perfetto per un artigiano o un professionista. Il sistema è in grado di calcolarti persino la pressione fiscale giornaliera, mensile e annuale e sapere quant’è il tuo margine ogni giorno, oltre che ha gestire preventivi e fatture per mail e a dialogare con il tuo commercialista.

La cosa che più mi ha stupito però, è stata l’assistenza clienti, quella che noi associazioni dei consumatori riteniamo la vera misura per un’azienda di servizi.

Infatti dopo solo 12 ore che avevo fatto la registrazione ho ricevuto una chiamata da un ragazzo(non dal solito Call Center con chiamata registrata) che voleva solo dirmi che era a mia disposizione per ogni cosa, oltre a segnalarmi l’assistente virtuale. Non potendo parlare con lui perché impegnato e per non disturbarmi mi ha inviato un cordiale SMS con i suoi contatti.

Detto questo, in seguito scopro che fattureincloud.it  è di un giovane 22enne ed è una vera start up Italiana.

Questa la loro storia:

Fatture in Cloud nasce da una mia necessità: da quando ho compiuto i 18 anni (ora ne ho 22) sono stato prima freelance e poi startupper.
Quello che ho notato era che in Italia mancasse un software semplice e user-friendly per gestire la propria piccola impresa, o meglio: c’erano ma erano tutti stranieri e poco adatti per l’Italia (es. mancava la gestione della Rivalsa / Cassa previdenziale).
Per questo è nata la prima versione beta di fattura in cloud nel dicembre 2013 che contava meno di un quarto delle funzionalità attuali.
La mission di Fatture in Cloud è quella di far risparmiare tempo prezioso a professionisti, commercianti e imprenditori distogliendo il loro focus sulla fatturazione e sulla gestione contabile (fatta quasi certamente in modo grottesco tramite fogli di excel disordinati e fatture in word) e concentrarsi sul proprio business. Alla fatturazione e agli analytics dell’impresa ci pensiamo noi!
Gli utenti crescevano sempre di più, insieme al mio impegno sul progetto che ben presto si è trasformato da progetto per la tesi universitaria (sono studente di Ingegneria informatica a Bergamo) a lavoro vero e proprio.
Ora, a distanza di 8 mesi, in team siamo in 5 (compresi collaboratori) e contiamo oltre 16.000 imprese registrate.

Daniele Ratti CEO Fattureincloud.it

In bocca al lupo ragazzi, crediamo in voi. Il mio compito anzi quello di tutte noi associazioni consumatori, dovrebbe essere sempre più quello di chiudere alle inutili Big Palyer e aprire a voi che siete la vera risorsa e intelligenza nazionale.

Proviamoci e vediamo se insieme cambieremo le cose, adesso oltre le stelle, abbiamo anche le nuvole dalla nostra.

@Doctorspinone