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Fatturare e gestire un’intera azienda in Cloud, eccellenza italiana di un 22enne. Ok di Consumerismo.it

La piattaforma di Fatturazione, preventivi e gestione contabile in Cloud più semplice e flessibile che esista.

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Facendo quello che impropriamente viene definito il Lobbista(o più elegantemente mi occupo di Relazioni Istituzionali o Public Affair), ormai sono dieci anni che frequento le stanze dei bottoni di questo Paese, ma di tutte quante le stanze che ho visto, vi assicuro che di gente brava a premere i bottoni ne posso contare un numero pari alle dita delle mani, persino nelle multinazionali.

Quasi rassegnato che il Paese sia  scaduto nella totale degenerazione qualitativa e che come dice il presidente Pitruzzella nella relazione annuale dell’Antitrust 2014 “tutto si volge nella dinamica del capitalismo di relazione”(in base a chi conosci e non quello che sai veramente fare), mi ero quasi rassegnato alla stagnazione per altri 30/40 anni.

Ma ogni tanto per fortuna l’eccellenza di noi italiani e soprattutto dei suoi 20enni mi ritira su il morale.

Cercavo un sistemino per rimettere mano (a titolo puramente di hobby), alla contabilità della ditta artigiana individuale del mio papà, vista la confusione che ho verificato nella gestione delle sue fatture, dei preventivi, clienti e soprattutto dei conti, e mi ricordavo di aver visto un banner qualche giorno prima su un social media che reclamizzava Fattureincloud.it.

Affascinato dal Cloud e consapevole che i Cinesi sono più forti non per la loro competitività del costo del lavoro ma perché il 50% delle loro aziende lavora con l’intera amministrazione e controllo su nuvola digitale, incuriosito dall’idea sono andato sul sito fattureinclound.it , me lo sono letto e poi mi sono registrato per la prova gratuita(il sistema costa 5€ mese per il base e 10 € per il premium).

Dopo aver aperto e smanettato per qualche minuto, mi sono reso conto che chi lo aveva messo in piedi aveva pensato ad un sistema perfetto per un artigiano o un professionista. Il sistema è in grado di calcolarti persino la pressione fiscale giornaliera, mensile e annuale e sapere quant’è il tuo margine ogni giorno, oltre che ha gestire preventivi e fatture per mail e a dialogare con il tuo commercialista.

La cosa che più mi ha stupito però, è stata l’assistenza clienti, quella che noi associazioni dei consumatori riteniamo la vera misura per un’azienda di servizi.

Infatti dopo solo 12 ore che avevo fatto la registrazione ho ricevuto una chiamata da un ragazzo(non dal solito Call Center con chiamata registrata) che voleva solo dirmi che era a mia disposizione per ogni cosa, oltre a segnalarmi l’assistente virtuale. Non potendo parlare con lui perché impegnato e per non disturbarmi mi ha inviato un cordiale SMS con i suoi contatti.

Detto questo, in seguito scopro che fattureincloud.it  è di un giovane 22enne ed è una vera start up Italiana.

Questa la loro storia:

Fatture in Cloud nasce da una mia necessità: da quando ho compiuto i 18 anni (ora ne ho 22) sono stato prima freelance e poi startupper.
Quello che ho notato era che in Italia mancasse un software semplice e user-friendly per gestire la propria piccola impresa, o meglio: c’erano ma erano tutti stranieri e poco adatti per l’Italia (es. mancava la gestione della Rivalsa / Cassa previdenziale).
Per questo è nata la prima versione beta di fattura in cloud nel dicembre 2013 che contava meno di un quarto delle funzionalità attuali.
La mission di Fatture in Cloud è quella di far risparmiare tempo prezioso a professionisti, commercianti e imprenditori distogliendo il loro focus sulla fatturazione e sulla gestione contabile (fatta quasi certamente in modo grottesco tramite fogli di excel disordinati e fatture in word) e concentrarsi sul proprio business. Alla fatturazione e agli analytics dell’impresa ci pensiamo noi!
Gli utenti crescevano sempre di più, insieme al mio impegno sul progetto che ben presto si è trasformato da progetto per la tesi universitaria (sono studente di Ingegneria informatica a Bergamo) a lavoro vero e proprio.
Ora, a distanza di 8 mesi, in team siamo in 5 (compresi collaboratori) e contiamo oltre 16.000 imprese registrate.

Daniele Ratti CEO Fattureincloud.it

In bocca al lupo ragazzi, crediamo in voi. Il mio compito anzi quello di tutte noi associazioni consumatori, dovrebbe essere sempre più quello di chiudere alle inutili Big Palyer e aprire a voi che siete la vera risorsa e intelligenza nazionale.

Proviamoci e vediamo se insieme cambieremo le cose, adesso oltre le stelle, abbiamo anche le nuvole dalla nostra.

@Doctorspinone

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Via libera della Camera alla videoserveglianza nella Asili

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Una ottima notizia per il Codacons il via libera dell’Aula alla procedura d’urgenza per l’esame della proposta di legge sulla videosorveglianza negli asili nido e nelle strutture socio-assistenziali per anziani e disabili.

“Da più di dieci anni ci battiamo affinché vengano introdotte telecamere negli asili e nelle scuole, e presso le strutture sanitarie, perché si tratta dell’unica misura realmente utile per combattere violenza e maltrattamenti a danno dei più deboli – afferma il presidente Carlo Rienzi – In Italia sono infatti aumentati a dismisura i casi di bambini malmenati dalle maestre o di disabili e anziani abusati presso cliniche e strutture sanitarie, casi portati all’attenzione pubblica solo grazie ai sistemi di videosorveglianza installati per ordine della magistratura”.

“Invitiamo Governo e Parlamento a non cedere alle pressioni della lobby dei sindacati che, specie nel settore scolastico, si sono schierati contro la presenza delle telecamere, che al contrario potrebbero tutelare anche gli insegnanti contro episodi di bullismo” – conclude Rienzi.

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Ferrovie: Federconsumatori esposto a Trenitalia sui tempi di percorrenza delle tratte regionali

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La “traccia orario” è il tempo assegnato ad un treno per percorrere una certa relazione.

Il tempo impiegato dovrebbe ricavarsi dalla formula t=S/v; dalla quale risulta evidente come il tempo necessario è in rapporto sia allo spazio da percorrere, sia alla velocità.

In realtà in ferrovia non bastano questi elementi per determinare la “traccia orario”, se ne aggiungono alcuni (spesso motivati), e altri di cui nessuno capisce la motivazione.

Solo Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana sono in grado di capire perché per percorrere la relazione Pescara-Montesilvano con treni regionali (ma ci sono centinaia di casi analoghi in Italia) a volte bastano 4 minuti altre volte ne occorrono 17. Eppure, nel caso considerato, i treni viaggiano a velocità simile, non ci sono fermate intermedie e la distanza tra le stazioni è sempre la stessa; ma i tempi assegnati ai treni per percorrere la stessa distanza sono diversissimi.

Un problema che non va sottovalutato, dal momento che ogni minuto di percorrenza di un treno costa alla collettività circa 10 euro.Questo vuol dire che, se al treno Montesilvano-Pescara si assegnano 13 minuti più del dovuto, la comunità pagherà in più 130 euro al giorno; quasi 50.000 euro ogni anno, solo per quel treno! (E questo vale per tutte le altre tratte interessate!

Se il risultato dei vari algoritmi utilizzati per calcolare il prezzo dei servizi da pagare conserva l’apparenza della neutralità, la traccia oraria è chiaramente determinata dagli interessi delle Ferrovie, senza che nessuno possa eccepire alcunché.

Eppure dalle tracce orario dipendono: 1) i costi sostenuti dalle regioni per pagare i corrispettivi a Trenitalia per l’offerta del servizio regionale; 2) la possibilità di applicare o meno le sanzioni a Trenitalia in caso di ritardo; 3) la qualità del servizio ferroviario regionale ;4) la concreta possibilità di apertura del mercato ferroviario.

Per evidenziare un abuso di posizione dominante da parte delle Ferrovie italiane nel mercato ferroviario, la Federconsumatori ha presentato un esposto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Lo stesso esposto è stato inviato all’Autorità di Regolazione dei Trasporti e, per conoscenza, anche al Ministro dei Trasporti (con due precedenti esposti della nostra Associazione al Garante, sono state comminate due diverse sanzioni: la prima da un milione di euro nel 2014, la seconda da cinque milioni di euro nel 2017).

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Paghereste un caffè l’80% in più della media? La polemica su Starbucks a Milano

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Starbucks, il colosso del caffè americano sbarca in Italia con il primo mega store a Milano: per il nostro Paese si tratta di una piccola rivoluzione culturale che da una parte, sicuramente, amplia la concorrenza tra bar e caffeterie, dall’altra suscita qualche perplessità sui costi, davvero molto alti. Pagare un caffè espresso 1,80 è davvero esagerato, senza contare i 3,50 euro del caffè americano, per poi salire di prezzo per caffè più sofisticati: è l’80% in più rispetto alla media milanese!

Secondo gli ultimi dati ufficiali disponibili dell’Osservatorio prezzi e tariffe del ministero dello Sviluppo economico, infatti, che utilizza i prezzi ufficiali rilevati dagli Uffici comunali di statistica nell’ambito della rilevazione mensile dell’Istat, in media il caffè espresso a Milano costa 1 euro, 1,10 euro la quotazione massima. Da Starbucks, quindi, si paga l’espresso, mediamente, 80 centesimi più rispetto al resto della città, 70 centesimi di differenza considerando i bar più cari. Considerato che per molti il caffè al bar è un’abitudine giornaliera irrinunciabile, diventa quasi un lusso!

Ma quanto costa, invece, il caffè fatto in casa? In generale utilizzando 7 grammi di miscela,  il caffè casalingo costa mediamente 12 centesimi, quindi andare da Starbucks ci costa il 2471% in più della tazzina di caffè home made.

Non tutti sanno però che il costo del caffè di casa dipende anche dallo strumento utilizzato: una tazzina di caffè con la tradizionale moka costa infatti circa 0,12 centesimi, mentre con la macchinetta a capsule 0,41 centesimi; per sapere qual è la macchinetta per il caffè più adatta alle diverse esigenze e confrontare i prezzi del caffè fatto con moka, macchinetta automatica, a capsule o a cialde, leggi la nostra indagine Quanto ci costa un caffè espresso fatto in casa

Autore: Unione Nazionale Consumatori

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