È sufficiente consultare la situazione delle entrate fiscali per rendersi conto di ciò. Si apprende da fonti ufficiali, infatti, che nel mese di marzo 2013 si è realizzato un fabbisogno del settore statale pari a circa 21.400 milioni, rispetto ad un fabbisogno di 17.867 milioni del mese di marzo 2012. Un aumento di quasi di 4.000 milioni insomma. L’aumento del fabbisogno del mese di marzo rispetto allo stesso mese dello scorso anno è da attribuirsi a maggiori rimborsi in conto fiscale, a maggiori erogazioni alle Ferrovie S.pa. ed a più elevati pagamenti di interessi sul debito, per effetto di una diversa modulazione delle scadenze.

Si parla insomma di maggiori erogazioni alle Ferrovie dello Stato. Si potrebbe pensare che questa sia una buona motivazione per garantire un servizio migliore. Purtroppo però non è così, almeno secondo i cittadini che tutti i giorni usufruiscono del trasporto ferroviario (laziale in questo caso) per andare a lavorare. Il Codici riceve molte lamentele di pendolari che subiscono quotidianamente i ritardi dei treni. Si consideri a titolo esemplificativo la linea FR1, che collega Orte a Fiumicino Aeroporto, che sembra accumuli ritardi tra i sette e i dieci minuti praticamente tutti i giorni.

Più problematica invece la linea FR5 (Roma-Civitavecchia), che accumula fin troppo spesso ritardi anche di 20 minuti. Spesso, inoltre, come già precedentemente sottolineato dall’associazione, i treni ritardano fino a passare nell’orario del treno successivo, determinando così la soppressione di un mezzo e il peggioramento della qualità del servizio.

“Considerata la qualità del servizio del trasporto ferroviario, che i cittadini descrivono come problematico sotto molteplici punti di vista – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – stupisce molto leggere delle maggiori erogazioni alle Ferrovie S.p.a. I pendolari laziali sono stanchi di subire i disservizi e vorrebbero cominciare a vedere un miglioramento dell’intero sistema del trasporto pubblico”.