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Festa del papà. Qual’è il regalo adatto?

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IL REGALO ADATTO AD “OGNI” PAPÀ

Vanitoso o tuttofare, sportivo, amante del tech o del buon vino: ogni uomo ha la sua passione.
Trovaprezzi.it scopre quali sono i prodotti più regalati in occasione della loro festa.

La sorpresa…non solo profumi e cravatte!

Milano, 6 marzo 2019 – I recenti dati INPS evidenziano una graduale crescita nel tempo delle richieste di congedo parentale da parte dei papà, con un conseguente aumento del tasso di occupazione femminile (nel 2018 era al 40,3%, il più alto livello di sempre). Oggi, più che mai, quindi il papà è una figura sempre più presente nella routine quotidiana e domestica.
Questo nuovo ruolo, molto più attivo e presente, è senza dubbio molto apprezzato in famiglia. E il desiderio di festeggiare i papà non mostra flessioni negli anni, rimanendo tra i punti fermi nel calendario degli italiani.
I dati di Trovaprezzi.it, il comparatore di prezzi online leader in Italia, hanno confermato anche l’anno scorso che le ricerche degli italiani nel periodo del 19 marzo non si concentrano, come ci si potrebbe aspettare, solo su regali tradizionali come profumi e cravatte, ma anche su prodotti 2.0 per i moderni papà impegnati in casa, nello sport e con i figli.
Partendo dalle intenzioni di acquisto registrate, Trovaprezzi.it traccia 5 identikit di papà, ognuno con la propria personalità e il proprio hobby.
Scopriamo quali sono, per ciascuno di questi, i regali e i trend per l’occasione.
Il “papà vanitoso”, attento al suo aspetto e non solo, è sempre felice di ricevere in regalo un nuovo profumo: i più popolari nelle ricerche più recenti sono Sauvage di Dior, Calvin Klein One, Acqua di Giò di Giorgio Armani e Paco Rabanne One Million. Il prezzo di una confezione da 100 ml
oscilla tra i 49 e i 62 Euro.
Per il “papà tuttofare” i prodotti ideali sono due: un trapano con avvitatore elettrico per dilettarsi nei lavori di casa durante il tempo libero, oppure un nuovo utensile per la cura del giardino. Per renderlo felice basterebbero un trapano a colonna Einhell a 79 Euro oppure una motosega da potatura Supherba a 70 Euro.
Tra i regali tradizionali non si può dimenticare la classica, ma sempre molto gradita, bottiglia di vino: per il “papà amante del vino” si può scegliere tra un ricercato Champagne, un valido Prosecco o un importante Bolgheri Sassicaia DOC. La spesa media per una bottiglia di gran qualità si aggira intorno ai 95 Euro. Per i più esigenti la cantinetta frigo è l’accessorio giusto: il prezzo medio per questo genere di articoli si aggira sui 110 Euro.
Per gli amanti della tecnologia con un device di ultima generazione non si sbaglia mai: nel 2018 furono Samsung Galaxy 8 e Galaxy Tab A i più ricercati tra smartphone e tablet.

Per il 2019 troviamo in testa alle classifiche degli smartphone Samsung Galaxy S9, al prezzo più basso di 420 Euro e, tra i tablet, Apple iPad 9.7 32 GB (prezzo migliore Euro 289).
E per gli amanti degli accessori da polso firmati Steve Jobs si aggiudica il primato del più ricercato l’Apple Watch Serie 3 a 249 Euro.
Scarpe e cardiofrequenzimetri sono invece il regalo perfetto per il “papà sportivo”: Nike Air Max 97 Ultra ’17 Premium sono le scarpe più cercate, a partire da 109 Euro. Il cardiofrequenzimetro Garmin Forerunner 735XT si conferma anche quest’anno il regalo giusto per i più atletici: grazie
alle sue funzionalità è in grado di monitorare ogni allenamento al prezzo di 244 Euro.
Non mancano poi alcune curiosità. La giornata del 19 marzo è stata “abbinata” alla festa del papà per via della celebrazione di San Giuseppe. Ma quando è stato introdotto il termine “papà”? Le prime evidenze nella letteratura italiana risalgono al 1500 con l’autore toscano Pietro Aretino e la sua origine risale alla lingua francese. Al contrario la parola “babbo” – già presente nel XXXIII Canto dell’Inferno di Dante e nella prima edizione del Vocabolario degli Accademici della Crusca – è una parola dell’Italiano
volgare diffusasi già nel 1300 soprattutto in Toscana, Romagna, Lazio, Umbria, Marche e Sardegna.
E questa differenza linguistica regionale si ripercuote anche sugli intenti di ricerca degli italiani:
Trovaprezzi.it ha identificato anche gli identikit dei papà del Nord, Centro e Sud e Isole.
Il papà del Nord è un uomo sportivo che utilizza appieno il suo tempo libero e si prende cura del suo fisico, e punta quindi ai regali fitness. Le ricerche di vini, invece, spopolano al Centro: i “babbi” toscani e marchigiani restano fedeli alle tradizioni e non disdegnano, come regalo, una bottiglia di vino. Per il Sud e le Isole vince il papà Hi-tech: un dispositivo elettronico è infatti il regalo più cercato!

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Povertà energetica – il video integrale di “Prima la casa” l’evento Adiconsum/CanaleEnergia del 16 luglio

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Autorità indipendenti: no alle logiche di spartizione politica

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Comunicato stampa Federconsumatori

Indipendenza, competenza e professionalità sono i criteri con cui si devono nominare i vertici di AGCOM e Garante Privacy.

È passato un mese dal nostro ultimo appello, in cui esprimevamo forte preoccupazione per le nomine dei presidenti delle autorità indipendenti Agcom e Garante della Privacy. Abbiamo sottolineato la necessità e l’urgenza di affidare questi compiti a Commissari competenti in materia e completamente indipendenti da ogni logica politica.

Si tratta, infatti, di due authorities che svolgono oggi un ruolo chiave in un’era in cui il settore della comunicazione è soggetto a forti minacce e richiede, come non mai, che siano garantiti i principi di responsabilità, trasparenza, sicurezza, imparzialità e rispetto per la privacy. La tutela della sicurezza dei dati personali è una questione di primaria importanza in un’epoca in cui tali dati sono divenuti letteralmente oggetto di mercato.

Affidare tali compiti secondo un disegno di mera spartizione delle nomine, che nulla ha a che vedere con i meriti e le competenze, potrà determinare un gravissimo danno per il Paese, in termini di sicurezza, di tutela e di sviluppo.

Per tutelare al meglio i diritti e gli interessi dei cittadini ed il Paese è indispensabile che chi compone le autorità indipendenti rispetti i requisiti di autorevolezza, professionalità, competenza, autonomia e indipendenza. Gli unici in grado di assicurare l’elevato grado di trasparenza e credibilità di cui queste Autorità hanno sempre goduto.

Barattare l’equilibrio del Governo con l’assegnazione di cariche così delicate e importanti sarebbe da irresponsabili.

Per questo rinnoviamo il nostro appello affinché le nomine siano improntate esclusivamente alla competenza, alla professionalità e alla trasparenza, per istituire un sistema di vigilanza e controllo realmente libero da qualsiasi condizionamento politico o di altra natura.

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La nostra economia è basata sulla scarsità e ci sta deludendo. Ecco perché il “modello di abbondanza” è ciò di cui abbiamo bisogno.

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Di Bibop Gresta – Chairman & Co-Founder at Hyperloop Transportation Technologies

Fonte: Linkedin

La maggior parte del mondo non pensa all’economia come un sistema creato dall’uomo.

Pensiamo ad esso come pensiamo alla natura: era qui “prima” di noi e sarà qui “dopo” di noi. È troppo grande da immaginare, troppo complessa da capire – e di conseguenza, consapevolmente o meno, l’adoriamo con fede divina. 

Ironicamente, l’economia è il riflesso della natura. 

Nelle società cacciatore-raccoglitori, “l’economia” era giusta ed equilibrata. Non c’era nessuna gerarchia, nessuna concorrenza. Era un ambiente cooperativo – e come un albero cadeva, uno nuovo sorgeva al suo posto, e così via.

Tuttavia, osservando la storia, le società cacciatore-raccoglitori si sono sviluppate soltanto dove c’era abbondanza di risorse, solitamente vicino ad una foresta o in una zona climaticamente mite. È nel deserto che abbiamo sviluppato una gerarchia – un ambiente più del tipo “sopravvivenza del più forte”. In questo tipo di economia, la scarsità dominava, fino al punto che (lentamente, con il tempo) questo modello è diventato il “normale” approccio alla vita — anche in posti con abbondanza. Forte contro debole. Vincitore contro perdente. Coloro che “hanno” e coloro che “non hanno.”

Scorrendo velocemente il tempo, quello a cui siamo finiti oggi è una quantità molto limitata di persone che controllano il 95% delle risorse del pianeta, mentre il resto del mondo sta morendo di fame.

Nel 2019, stiamo attualmente producendo cibo per 10 miliardi di persone – tuttavia siamo un mondo di sette miliardi e mezzo di persone, due miliardi dei quali muoiono di fame.

Qui non si tratta di politica. E non si tratta di raccogliere fondi per le iniziative “going green.”

“Sostenibilità”, nel vero senso della parola, sta nel capire i difetti della nostra attuale struttura economica, e il modo in cui, un modello costruito intorno alla scarsità, non porta ad una società sostenibile.

E vi spiegherò come — con una piccola storia chiamata “L’isola delle 10 palme”.

C’è un’isola con dieci persone e dieci palme.

L’economia che abbiamo creato per noi afferma un principio fondamentale: se ognuna delle persone dell’isola ha il potere di sostentarsi (cibo, acqua, ecc.), per definizione, non c’è economia. Se provo a vendere i frutti di una palma a qualcun altro, nessuno li comprerà perché gli altri hanno gli stessi frutti e sono sani e autosufficienti.

Ora immaginate che un uragano o un tornado colpisca l’isola e spazzi via 4 dei 10 alberi.

All’improvviso, si crea un’economia.

Le quattro persone che non hanno più palme per sostentarsi saranno improvvisamente interessate a comprare i frutti dagli altri sei che producono regolarmente frutta.

Pertanto, la teoria economica di Smith e Kerns direbbe: in questa situazione, se una delle sei persone che ha ancora un albero comincia a mettere un prezzo piu’ alto ai suoi frutti, poi qualcun altro abbasserà il prezzo al fine di competere per il cliente—e si avrà sempre un mercato che si auto-compensa.

Questa è domanda-offerta nella sua forma più basilare.

Purtroppo, è stato dimostrato che questa teoria è falsa perché la persona con la palma inizierà a volere sempre più potere. Lui/lei capirà le regole e le dinamiche dell’offerta e della domanda, e troverà il modo per far sì che gli altri con le palme non competano. Lui/lei potrebbe iniziare a comprare le altre palme in modo da poter dominare – o, immaginate che arrivi un altro tornado e distrugga le altre cinque palme. Ciò significa che l’individuo con l’ultima palma rimanente non solo controlla il prezzo, ma essenzialmente controlla l’intero approvvigionamento alimentare. Lui/lei diventa il sovrano dell’isola, in grado di decidere chi vive, chi muore, e ogni cosa che accade sull’isola.

Questo è ciò che succede quando si costruisce un modello economico attorno alla scarsità.

Adesso, vediamo come potrebbe essere l’opposto della scarsità.

Se si progettano le cose basandole sull’abbondanza, non solo si creano le condizioni per prosperare, ma si possono anche creare le premesse per un pianeta completamente nuovo basato su presupposti diversi – opposti a quelli esistenti sull’isola della scarsità. Solo che non dovete “consumare”, non dovete “produrre.” Non avete neanche il problema del lavoro, per esempio. Secondo uno studio di Oxford, il 47% dei posti di lavoro in tutto il mondo scomparirà nei prossimi 25 anni – e questi posti di lavoro non torneranno. Saranno sostituiti da computer e robot, e va bene cosi’. Evviva! Perché questo ci offre l’opportunità di poter garantire i diritti di base a tutti e di lottare per fare ciò che facciamo meglio: spendere l’80% del nostro tempo in creare e far progredire l’umanita’ e il 20% del nostro tempo eventualmente a lavorare.

Se fossimo in grado di ottimizzare e di costruire un modello economico attorno all’abbondanza invece che alla scarsità, sbarazzandoci del “lavoro” definitivamente, sarebbe ancora meglio.

Questo è estremamente importante nel modo in cui ci stiamo avvicinando e stiamo costruendo Hyperloop. 

L’abbondanza opposta alla scarsità è un pilastro fondamentale dei nostri criteri di progettazione. L’obiettivo qui non è quello di creare una società che fa tonnellate di denaro — anche se è l’ovvia conseguenza. La missione finale è un invito all’azione a livello planetario per costruire un sistema che apra la strada e costruisca l’infrastruttura per un’economia di nuova generazione. Non deve essere “Come possiamo arrivare da Los Angeles a San Francisco in meno di un’ora in modo che possa prendere più riunioni, lavorare di più, produrre di più, consumare di più,” ecc. 

Per riequilibrare veramente la nostra economia, dobbiamo attaccare il problema alla radice. E questo significa ridisegnare l’interazione umana da zero.

Mi rendo conto di dover sembrare un pazzo, fuori di testa, e va bene cosi’. Oggi stiamo appena scoprendo il percorso per arrivare a un modello di “abbondanza”. Al Forum mondiale dell’economia (World Economic Forum), 50 delle migliori compagnie del mondo ci prestano attenzione – desiderano tutti gli stessi risultati, ma partendo da punti di vista diversi. Ogni giorno possiamo vedere, passo dopo passo, un percorso sempre più chiaro davanti a noi.

Questo è un momento molto importante nella storia per l’umanità, e sta a noi unire e re-immaginare il mondo come lo conosciamo.

To read the English version of this piece, click here.

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