Roma, 3 ottobre,2013: Secondo Codici, l’Italia può essere considerata la petroliera europea delle riserve idriche, ma negli ultimi anni le perdite di rete sono arrivate a toccare anche il 60%, anche e soprattutto a causa del mancato rispetto della legge Galli.
I problemi riguardanti la questione dell’acqua sono numerosi, riguardano infatti anche l’inquinamento delle falde acquifere, la presenza di arsenico e la drammatica gestione del SII che in alcuni ATO costituisce un servizio pubblico locale estremamente scadente.

Negli anni il sistema italiano di gestione delle Acque si è trasformato in una sorta di “bomba sociale”, visto che in molti ATO italiani il livello di conflittualità e di non accettazione dei gestori ha portato allo scoppio di feroci battaglie sociali. Si pensi ai casi di Frosinone, la provincia di Roma, la Calabria, gran parte della Campania, la Puglia, la Sicilia,la Sardegna, parte dell’Emilia e della Liguria.
Per gli utenti del SII la situazione non è migliorata neanche con l’attribuzione dei poteri regolatori all’AEEG, in un ottica di tutela della risorsa esauribile e con un corrispettivo adeguato tra prezzo del servizio e gestione qualitativamente adeguata.
Non si può sottovalutare il ruolo di FederUtility, saldamente nelle mani della municipalizzata capitolina.
L’organizzazione alla quale sono affiliati quasi tutti i gestori del SII (persino eccellenze come A2A), negli anni è stata una formidabile segreteria per il management, ma con scarsi, anzi, nulli risultati su altri versanti.
Oggi cambia anche il Direttore Generale (a cui nonostante lo spiacevole incidente di AQP, auguriamo un buon lavoro), che esortiamo a non considerare AEEG come un territorio di regolazione pro gestori.

Non ci piacciono le parole emerse la scorsa settimana durante il convegno sulla morosità organizzato proprio da FederUtility, infatti sarebbe il caso che il Presidente AEEG Bortoni e il nuovo Responsabile Direzione Sistemi Idrici AEEG Bardelli non si facciano considerare come esecutori delle necessità dei gestori (questo è il messaggio che è passato).
Perché nel SII la morosità degli enti pubblici è al 60% e quella dei cittadini al 10%? Perché le perdite di rete in alcuni ambiti vengono mascherate con maggiori pompaggi? Perché il management e i direttori sono sempre gli stessi e garantiscono scarsissimi risultati? Non sarebbe il caso di iniziare la Capacitazione del Management di un settore così delicato per l’intero pianeta?

Oltre a suggerire di evitare inutili salotti e invece dedicarsi maggiormente alla consultazione e alla regolazione pro utenti finali, in questa sede si suggerisce ad AEEG di iniziare il prima possibile il lavoro di AUDIT sui territori e di regolarsi sulle necessità dei consumatori finali.
Per quanto riguarda il funzionamento del collegio è importante garantite la massima trasparenza attraverso l’istituzione dello streaming delle riunioni di collegio. È inoltre essenziale prevedere un codice etico che disciplini gli incontri dell’Aeeg, sia ufficiali che non, oltre all’applicazione della legge finanziaria 2008 sulla partecipazione dei consumatori al monitoraggio, controllo e supervisione dei servizi pubblici locali.