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FIBRA-Banda ultra larga: giù le mani dell’Utility dalla rete degli italiani

Codici:Non è l’ennesimo affare con cui spolpare i consumatori

L’antitrust parli sul piano ENEL –Governo

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La Fibra è essenziale per lo sviluppo del paese, ma ancora più essenziale che si sviluppi celermente e da parte una società terza che garantisca l’equilibrio nella gestione e accesso a tutti gli operatori; soprattutto, bisogna far siche i dati dei consumatori non si concentrino in mano a chi già possiede i dati di consumo energetici.

La proposta è di Utilitalia che si accoda a ENEL ed ha fatto gola anche ad ACEA.

“Non permetteremo a chi ha già rovinato il mercato elettrico italiano, approfittando delle loro posizione di monopolio nella gestione  della rete elettrica, senza aver dimostrato in nessun modo eccellenza nella sua gestione (vedi lo scandalo maxi conguagli e contatori contraffatti o non funzionanti), che con la scusa della sostituzione dei contatori vogliano appiopparci  una tecnologia che già da qualche tempo è addirittura superata. Operatori che grazie ai loro rapporti con il Governo e l’authority di regolazione,  danno per scontato che i consumatori italiani pagheranno in bolletta il conto di questa operazione!” Commenta infervorato Luigi Gabriele del Codici

I nostri eroi di ENEL & C vogliono mettere le mani su quasi 5 mld di euro interamente finanziati dagli italiani ed aggiungere il cambio dei contatori.

Altri 3,5 miliardi per gli errori che hanno fatto in passato, ma le tecnologie che ci propongono come al solito sono convenienti solo per loro. Infatti con i piani di Google e con la sua Fibra si potrà raggiungere a costi infinitamente più bassi la quasi totalità degli italiani e non c’è necessità di fare differenze tra aree a fallimento di mercato e aree a buon mercato, perché con le nuove tecnologie wi-fi o con la diffusione Fiber to Home mediante tecnologia Wireless, non c’è bisogno di portare nessun cavo in casa degli italiani.

E’ tutta una scusa per mettere le mani sui soldi degli italiani e spostare il tiro dal controllo delle reti elettriche a quello delle TLC.

Il silenzio assordate dell’antitrust italiana e quello Europeo ad un accordo senza uno straccio di bando di gara internazionale tra il Governo ed ENEL è paradossale.

I consumatori italiani  non pagheranno per l’ennesima sponsorizzazione politica di un piano di una azienda monopolista.

Pretendiamo che la fibra si sviluppi secondo le regole di mercato e che sia il territorio mediante cooperative o società specializzate sotto la regia di un unico gestore di rete nazionale a diffondere la banda larga. Si creerebbero mercati vastissimi anche solo diffondendo le produzioni locali del made in italy mediante la partecipazione attiva dei comuni.

Cosa sta facendo l’Antitrust  italiano? E Quello Europeo?  Sa che il Governo Renzi sta per regalare 7 miliardi ad Enel senza un minimo di trasparenza?

Sosteniamo la petizione che è nata per spingere l’uso di Google Fiber in Italia , la quale è sostenuta persino dai tecnici delle imprese telefoniche italiane.

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Via libera della Camera alla videoserveglianza nella Asili

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Una ottima notizia per il Codacons il via libera dell’Aula alla procedura d’urgenza per l’esame della proposta di legge sulla videosorveglianza negli asili nido e nelle strutture socio-assistenziali per anziani e disabili.

“Da più di dieci anni ci battiamo affinché vengano introdotte telecamere negli asili e nelle scuole, e presso le strutture sanitarie, perché si tratta dell’unica misura realmente utile per combattere violenza e maltrattamenti a danno dei più deboli – afferma il presidente Carlo Rienzi – In Italia sono infatti aumentati a dismisura i casi di bambini malmenati dalle maestre o di disabili e anziani abusati presso cliniche e strutture sanitarie, casi portati all’attenzione pubblica solo grazie ai sistemi di videosorveglianza installati per ordine della magistratura”.

“Invitiamo Governo e Parlamento a non cedere alle pressioni della lobby dei sindacati che, specie nel settore scolastico, si sono schierati contro la presenza delle telecamere, che al contrario potrebbero tutelare anche gli insegnanti contro episodi di bullismo” – conclude Rienzi.

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Ferrovie: Federconsumatori esposto a Trenitalia sui tempi di percorrenza delle tratte regionali

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La “traccia orario” è il tempo assegnato ad un treno per percorrere una certa relazione.

Il tempo impiegato dovrebbe ricavarsi dalla formula t=S/v; dalla quale risulta evidente come il tempo necessario è in rapporto sia allo spazio da percorrere, sia alla velocità.

In realtà in ferrovia non bastano questi elementi per determinare la “traccia orario”, se ne aggiungono alcuni (spesso motivati), e altri di cui nessuno capisce la motivazione.

Solo Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana sono in grado di capire perché per percorrere la relazione Pescara-Montesilvano con treni regionali (ma ci sono centinaia di casi analoghi in Italia) a volte bastano 4 minuti altre volte ne occorrono 17. Eppure, nel caso considerato, i treni viaggiano a velocità simile, non ci sono fermate intermedie e la distanza tra le stazioni è sempre la stessa; ma i tempi assegnati ai treni per percorrere la stessa distanza sono diversissimi.

Un problema che non va sottovalutato, dal momento che ogni minuto di percorrenza di un treno costa alla collettività circa 10 euro.Questo vuol dire che, se al treno Montesilvano-Pescara si assegnano 13 minuti più del dovuto, la comunità pagherà in più 130 euro al giorno; quasi 50.000 euro ogni anno, solo per quel treno! (E questo vale per tutte le altre tratte interessate!

Se il risultato dei vari algoritmi utilizzati per calcolare il prezzo dei servizi da pagare conserva l’apparenza della neutralità, la traccia oraria è chiaramente determinata dagli interessi delle Ferrovie, senza che nessuno possa eccepire alcunché.

Eppure dalle tracce orario dipendono: 1) i costi sostenuti dalle regioni per pagare i corrispettivi a Trenitalia per l’offerta del servizio regionale; 2) la possibilità di applicare o meno le sanzioni a Trenitalia in caso di ritardo; 3) la qualità del servizio ferroviario regionale ;4) la concreta possibilità di apertura del mercato ferroviario.

Per evidenziare un abuso di posizione dominante da parte delle Ferrovie italiane nel mercato ferroviario, la Federconsumatori ha presentato un esposto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Lo stesso esposto è stato inviato all’Autorità di Regolazione dei Trasporti e, per conoscenza, anche al Ministro dei Trasporti (con due precedenti esposti della nostra Associazione al Garante, sono state comminate due diverse sanzioni: la prima da un milione di euro nel 2014, la seconda da cinque milioni di euro nel 2017).

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Paghereste un caffè l’80% in più della media? La polemica su Starbucks a Milano

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Starbucks, il colosso del caffè americano sbarca in Italia con il primo mega store a Milano: per il nostro Paese si tratta di una piccola rivoluzione culturale che da una parte, sicuramente, amplia la concorrenza tra bar e caffeterie, dall’altra suscita qualche perplessità sui costi, davvero molto alti. Pagare un caffè espresso 1,80 è davvero esagerato, senza contare i 3,50 euro del caffè americano, per poi salire di prezzo per caffè più sofisticati: è l’80% in più rispetto alla media milanese!

Secondo gli ultimi dati ufficiali disponibili dell’Osservatorio prezzi e tariffe del ministero dello Sviluppo economico, infatti, che utilizza i prezzi ufficiali rilevati dagli Uffici comunali di statistica nell’ambito della rilevazione mensile dell’Istat, in media il caffè espresso a Milano costa 1 euro, 1,10 euro la quotazione massima. Da Starbucks, quindi, si paga l’espresso, mediamente, 80 centesimi più rispetto al resto della città, 70 centesimi di differenza considerando i bar più cari. Considerato che per molti il caffè al bar è un’abitudine giornaliera irrinunciabile, diventa quasi un lusso!

Ma quanto costa, invece, il caffè fatto in casa? In generale utilizzando 7 grammi di miscela,  il caffè casalingo costa mediamente 12 centesimi, quindi andare da Starbucks ci costa il 2471% in più della tazzina di caffè home made.

Non tutti sanno però che il costo del caffè di casa dipende anche dallo strumento utilizzato: una tazzina di caffè con la tradizionale moka costa infatti circa 0,12 centesimi, mentre con la macchinetta a capsule 0,41 centesimi; per sapere qual è la macchinetta per il caffè più adatta alle diverse esigenze e confrontare i prezzi del caffè fatto con moka, macchinetta automatica, a capsule o a cialde, leggi la nostra indagine Quanto ci costa un caffè espresso fatto in casa

Autore: Unione Nazionale Consumatori

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