Scontro tra titani: l’Antitrust si erge a Zeus

Codici presenterà istanza di partecipazione per tutelare i consumatori

L’Antitrust avvia un’istruttoria nei confronti di Telecom Italia e Fastweb a causa di una possibile violazione del divieto di accordi restrittivi della concorrenza nel mercato interno.
Oggetto della questione è Flash Fiber Srl, impresa comune cooperativa, costituita dalle due società, che ha come scopo quello di realizzare reti in fibra ottica di tipo Ftth in 29 principali città italiane.
L’azione intrapresa dall’Antitrust nasce da una serie di segnalazioni che arrivano direttamente da tre concorrenti: nel corso dell’ultimo anno, infatti, Wind, Vodafone ed Enel, hanno esposto le loro “preoccupazioni” in merito al progetto di Telecom e Fastweb che minaccia di “impedire, restringere o falsare in maniera consistente il gioco della concorrenza nei mercati nazionali dei servizi di accesso all’ingrosso su rete fissa dei servizi al dettaglio di telecomunicazioni a banda larga e ultralarga”.
Sebbene verificare la validità del progetto e la correttezza del comportamento adottato dalla due società sia prerogativa fondamentale, risulta alquanto singolare che le segnalazione siano state sollevate proprio da tre aziende concorrenti.
Wind, Vodafone, Enel segnalano all’Antitrust l’eventuale comportamento scorretto di Telecom e Fasteweb, tutte aziende leader nel settore della comunicazione e dell’energia in Italia: parrebbe di assistere più ad una “guerra tra bande” per la spartizione di propri interessi che ad una reale preoccupazione sulla correttezza dei procedenti e sulla concorrenza interna.

Un atteggiamento poco chiaro, che perde di vista quello che dovrebbe essere il soggetto principale: l’interesse del consumatore. E’ evidente, in questa lotta tra titani, – dichiara Luigi Gabriele Affari Istituzionali Codici – la totale mancanza di interesse verso i consumatori e i benefici che ad esso andrebbero apportati.
L’Associazione Codici presenterà istanza di partecipazione all’istruttoria avviata dall’Antitrust, perché il consumatore, al di là di ogni logica di mercato, è l’unica cosa che andrebbe tutelata.