Dall’inizio del 2014 è stato riscontrato che i costi di gestione di alcuni conti corrente siano stati aumentati dagli istituti di credito.

Gli aumenti riguardano particolarmente Il canone annuale, quello delle spese per la tenuta del conto, quelle di registrazione delle operazioni, che hanno portato da 103,8 a 112 euro il costo annuale medio della gestione del conto corrente, per i clienti decennali, contro i 64 euro circa dei clienti da solo un anno. Ció che infatti appare bizzarro, é che il cliente di vecchia data non usufruisca di sconti di alcun genere, mentre viene favorito il cliente di nuova acquisizione.

Vediamo dunque quali sono i consigli pratici per tenere sotto controllo la spese di gestione del proprio conto corrente.

La prima cosa da fare è analizzare dettagliatamente l’estratto conto annuale, nel quale sono riportate le spese di riepilogo sostenute durante i 12 mesi passati. Per comprendere e verificare se stiamo pagando troppo in relazione al costo medio annuo di un conto corrente, é necessario fare attenzione agli addebiti che si riferiscono a spese minime che non danno nell’occhio ma che, a fine anno, pesano sul conto: tra le più frequenti i bonifici verso altri istituti che, se effettuate allo sportello, possono avere costi eccessivi in alcuni casi anche sopra i 6 euro. Va quindi controllato sul contratto quanto è l’ammontare chiesto per questo tipo di operazione e di tutte le operazioni non comprese nel canone, per cui si arriva a pagare anche 3 euro, altra voce molto costosa è quella delle commissioni di istruttoria veloce a cui viene applicata, in alcuni istituti, una tariffa che arriva anche a 50 euro; senza neppure saperlo, paghiamo per servizi che non utilizziamo o che non ci servono, come ad esempio  la carta di credito, che anche se inutilizzata si arriva a pagare tra i 30 e i 50 euro, anche l’invio dell’estratto conto a casa ogni mese ha un costo che puó essere evitato con l’home banking, infine altra spesa è quello delle tante assicurazioni che vengono fatte sottoscrivere al cliente, ma che non sono assolutamente obbligatorie e, alle quali si suggerisce di rifiutare da subito.

Valeria Graziussi