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Il conto deposito è un ottimo investimento. Ecco perché

I tassi attuali dei BTp al netto delle tasse non sono, infatti, in grado di proteggere in maniera sufficiente il valore del tuo patrimonio di fronte all’inflazione.

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ELEZIONI! ELEZIONI! Con quest’urlo il premier giapponese Abe si è lanciato verso le urne dopo aver saputo dell’inatteso cattivo andamento dell’economia del Sol Levante nonostante la cura da cavallo che gli sta somministrando. Quella di Abe è una mossa azzardata, da kamikaze?

No – sostiene Vincenzo Somma direttore di Altroconsumo Finanza – Abe sa che se si vota subito ha buone possibilità di portare a casa una vittoria, complice un’opposizione divisa al suo interno. In altri termini rinnovando la legislatura vuole “comprare tempo”, anni preziosi per portare avanti il suo progetto di rinnovamento. E uno dei tasselli principali della politica di Abe è la creazione di inflazione che, in Giappone, è stata a lungo assente e che ora, finalmente sta tornando. Dire “finalmente torna l’inflazione” per chi ha vissuto sulla propria pelle il peso di questa rapina ai propri risparmi per non meno di due decenni, parrà una follia. Tuttavia – continua Somma – occorre avere un altro punto di vista, quello dello Stato.

Il Giappone ha un debito altissimo, più di quello italiano, e l’inflazione è un mezzo eccellente per sgonfiarlo, perché ne riduce il valore. In altri termini ciò che è rapina per il risparmiatore è una manna per deve restituirgli dei soldi, lo Stato. Questa idea sta passando un po’ ovunque. Anche in Europa dove Draghi lotta con l’anima teutonica della Banca centrale per stampare più euro e ravvivare la corsa dei prezzi.

I direttore di Altroconsumo Finanza consiglia quindi, da settimane, di non avere in tasca bond in euro a lunga scadenza, ma di scegliere un conto di deposito. I tassi attuali dei BTp al netto delle tasse non sono, infatti, in grado di proteggere in maniera sufficiente il valore del tuo patrimonio di fronte all’inflazione. I conti, invece, sì.

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Azionista o obbligazionista delle quattro banche, ecco come ottenere i rimborsi

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Azionista o obbligazionista delle quattro banche? il rimborso viene dalle Good Bank

 

Codici vi spiega come fare

A seguito del fallimento del 2015 di Banca Marche, Banca Etruria, Carichieti e Carife molti azionisti ed obbligazionisti degli stessi Istituti hanno visto ridurre al lumicino le speranze di vedere risarcito il danno provocato dagli intermediari nel collocamento di prodotti finanziari rischiosi ed inadeguati.

L’Arbitro per le controversie finanziarie della Consob con le decisioni del 9 gennaio 2018 ha fornito una nuova possibilità per i risparmiatori coinvolti dai crack delle vecchie quattro banche diventa possibile rivalersi sugli Istituti che le hanno comprate, cioè: UBI per Marche, Etruria e Chieti e BPER per Cariferrara. 

In sostanza le Good Bank rispondono per i danni cagionati dalle Bad Bank nell’attività di prestazione di servizi d’investimento.

La Good Bank infatti si è impegnata alla «continuità dei rapporti contrattuali» e quindi in caso di violazioni delle regole di correttezza e trasparenza nella prestazione di un servizio di investimento, deve risarcire il danno cagionato al risparmiatore. 

Queste decisioni seguono la sentenza di ottobre del Tribunale di Ferrara che ha parimenti condannato Nuova Carife del gruppo Bper al risarcimento di tutti i danni subìti da un risparmiatore che aveva comprato azioni per circa 19mila euro.

Gli interessati possono rivolgersi a CODICI per capire cosa fare contattandoci ai seguenti recapiti dello sportello al numero 06.5571996 o inviando una email a segreteria.sportello@codici.org. Lo sportello è aperto tutti i giorni dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 17.00 in Via G.Belluzzo, 1 oppure scrivete a http://codici.org/servizi-bancari.html

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Polizze vita: hai un tesoretto nascosto e non lo sai

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Sei beneficiario di una polizza vita e non lo sai? Potresti avere tra le mani un tesoro e non saperlo Codici ti aiuta a scoprirlo!

In Italia, le polizze vita dormienti sono circa 4 milioni. I beneficiari non riscuotono i premi, i quali vengono trattenuti dalle compagnie assicurative.

Allo scadere del decimo anno, poi, con la prescrizione, vengono devolute al Fondo Rapporti Dormienti, Istituito presso la CONSAP.

Gli italiani potrebbero avere a portata di mano un tesoro e invece lo ignorano.

Perché i beneficiari non riscuotono i premi?

Il problema è che molto spesso gli eredi non sono a conoscenza dell’esistenza di una polizza vita stipulata da un loro caro defunto e la compagnia assicurativa non è grado di avvertirli perché non è a conoscenza della loro residenza, in quanto sulla polizza il beneficiario non viene indicato in maniera precisa.

Si tratta di somme rilevanti che potrebbero finire ai legittimi proprietari, ad esempio figli o nipoti di un assicurato defunto, che ne sono, però, titolari a loro insaputa e che finiscono per eclissarsi in un oblio burocratico.

Ignorando di avere diritto alla riscossione dei premi, i beneficiari non si fanno avanti, le polizze scadono, cadono in prescrizione e vengono incorporate dallo Stato.

Sono migliaia i risparmiatori che non hanno potuto riscuotere le polizze perché scaduti i termini.

Per evitare che questo accada, l’Associazione Codici offre un servizio che permetta a tutti i cittadini di scoprire se un familiare defunto abbia stipulato una polizza vita in loro favore.

Potrai verificare se sei stato indicato come legittimo beneficiario e riscuotere ciò che ti è dovuto senza correre il rischio di perderlo senza nemmeno esserne a conoscenza.

Se pensi che qualcuno possa aver stipulato una polizza vita indicandoti come beneficiario, rivolgiti a segreteria.sportello@codici.org o al numero 06.5571996 e Codici verificherà per te.

 

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ISTAT, nel 2017 scende ancora il prezzo delle case

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Indici dei prezzi delle abitazioni

Nel terzo trimestre 2017, sulla base delle stime preliminari, i prezzi delle abitazioni registrano una diminuzione dello 0,5% rispetto al trimestre precedente (Prospetto 1); il ribasso congiunturale dei prezzi si deve interamente alle abitazioni esistenti che si riducono dello 0,7% mentre quelle nuove registrano un incremento pari a +0,3%.

Su base annua persiste la diminuzione dei prezzi (-0,8%), che si accentua rispetto al trimestre precedente (era -0,2%). La flessione tendenziale e il suo ampiamento sono imputabili esclusivamente ai prezzi delle abitazioni esistenti (-1,3%, da -0,5% del secondo trimestre 2017), mentre quelli delle abitazioni nuove salgono dello 0,6% (da +0,3%). Pertanto, il differenziale tra la variazione tendenziale dei prezzi delle abitazioni esistenti e quella dei prezzi delle abitazioni nuove si conferma negativo e si amplia portandosi a -1,9 punti percentuali (da -0,8).

Rispetto alla media del 2010, primo anno per il quale è disponibile la serie storica dell’IPAB, nel terzo trimestre 2017 i prezzi delle abitazioni sono diminuiti del 15,2% (-2,0% le abitazioni nuove;
-20,5% le esistenti).

Il calo dei prezzi delle abitazioni si manifesta contestualmente alla crescita dei volumi di compravendita per il settore residenziale, la cui ampiezza si riduce però per il quinto trimestre consecutivo; infatti, in base ai dati rilasciati dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, nel terzo trimestre 2017 il numero di unità immobiliari residenziali scambiate aumenta dell’1,5% rispetto allo stesso trimestre del 2016, registrando così il tasso di crescita tendenziale più contenuto dal secondo trimestre 2015 e dopo il picco del secondo trimestre del 2016 quando fu pari a +23,2%.

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