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Finanza: che cos’è l’affrancamento? Affrancare o no? Ecco risposte, spiegazioni e casi

È una delle domande più ricorrenti sull’aumento della tassazione dal 20% al 26%.
Gli analisti di Altroconsumo Finanza suggeriscono di non fare nulla: la legge definitiva non c’è.
Eccoti le linee guida e esempi proposti da Altroconsumo Finanza per cominciare a riflettere sul da farsi.

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Affrancamento: cos’è?
È un azzeramento fiscale che ti permette di pagare il 20% sui guadagni maturati fino al 30 giugno e il 26% solo sui guadagni maturati a partire dal 1° luglio.

Affrancamento: su cosa si applica?
Le regole sull’affrancamento si applicano solo a azioni, certificate e obbligazioni societarie. Esclusi dalla problematica o dall’opportunità sono i titoli di Stato italiani e esteri – cedole e plusvalenze restano tassate al 12,5% – i fondi comuni e gli Etf – per i quali in automatico pagherai il 26% solo sui profitti maturati dal 1° luglio.

Affrancamento: come si fa?
Puoi fare un affrancamento fai da te: vendi ora i titoli in guadagno – li scegli tu– e li riacquisti subito dopo il 30 giugno. Paghi, però, le commissioni bancarie di vendita e acquisto. In alternativa, puoi far fare tutto in automatico alla tua banca chiedendo di avvalerti dell’affrancamento statale: in questo caso non paghi le commissioni di compravendita, ma l’operazione si fa su tutti i titoli in deposito (esclusi titoli di Stato, fondi e Etf), sommando tutte le plusvalenze e minusvalenze teoriche al 30 giugno.

Come funziona l’affrancamento
Titolo
Valore di carico
Valore al 30/6
Valore di vendita

Caso n° 1: minusvalenza nel 2013 di 500 euro. Vendita a prezzi alti
Azioni A
25.000 euro
24.000 euro
29.000 euro
Azioni B
10.000 euro
12.000 euro
15.000 euro
Se affranco pago 2.180 euro di tasse, se non affranco pago 2.240 euro. Con l’affrancamento fai da te paghi 2.120 euro di tasse

Caso n° 2: minusvalenza nel 2013 di 500 euro. Vendita a prezzi bassi
Azioni A
25.000 euro
24.000 euro
23.000 euro
Azioni B
10.000 euro
12.00 euro
9.000 euro
Se affranco pago 100 euro, se non affranco non pago niente. Con l’affrancamento fai da te spendi 300 euro di tasse.

Affrancamento: quando conviene?
Se fai il fai da te, in generale non conviene affrancare i titoli in perdita (vedi perché con l’esempio fatto su Altroconsumo Finanza n° 1078). Conviene, invece, affrancare i titoli in guadagno, ma solo se ti aspetti di rivendere tutto in futuro a prezzi più alti: altrimenti è come se pagassi tasse sulle perdite. L’affrancamento statale non va mai chiesto se complessivamente i tuoi investimenti nel tuo deposito titoli sono in perdita. Se nel complesso sono in guadagno, l’affrancamento statale conviene sicuramente solo se ti aspetti di rivendere in futuro tutti i titoli a valori simili o superiori a quelli attuali. Altrimenti non è detto. Leggi l’esempio qui di seguito per capire meglio perché.

Affrancamento statale: come funziona?
Supponiamo tu abbia in portafoglio due pacchetti azionari. Sulle azioni A perdi 1.000 euro, sulle B guadagni 2.000 euro. Chiedi l’affrancamento statale: paghi il 20% sui 1.000 euro di plusvalenza complessiva, al netto di minusvalenze pregresse. Supponiamo che ne avessi 500 euro, realizzate nel 2013: le puoi sfruttare tutte. Paghi subito, quindi, il 20% su 500 euro: sono 100 euro di tasse. Con l’affrancamento statale le azioni restano in portafoglio. Dopo qualche tempo, decidi di venderle visto che stanno entrambe guadagnando.
Visto che hai chiesto l’affrancamento, la banca per calcolare i guadagni e le perdite confronta i valori di vendita con quelli al 30/6 e non con quelli originali. Se vendi a 29.000 euro le azioni A e a 15.000 euro le azioni B – vedi caso n° 1 della tabella Come funziona l’affrancamento – paghi 2.080 euro di tasse (il 26% sui 5.000 euro di guadagno delle azioni A e il 26% sui 3.000 con le azioni B) che sommati ai 100 euro pagati in sede di affrancamento fa 2.180 euro di tasse. E se non affranchi? Paghi di più, 2.240 euro. La minusvalenza già realizzata, infatti, da 500 euro diventa di 384,6 euro (vedi Altroconsumo Finanza n° 1078). E poi si confrontano i valori di vendita con quelli originari.

Affrancamento: scommessa sul futuro
Se i mercati ti vengono contro, però, l’affrancamento non conviene più. Metti che, per qualsiasi motivo, sei costretto a vendere entrambi i titoli in perdita – vedi caso n° 2 nella tabella Come funziona l’affrancamento. Se non affranchi non scuci un euro di tasse, se affranchi, i famosi 100 euro al 30 giugno li paghi subito, anche se poi alla fine vendi tutto in perdita! È vero che poi ti ritrovi anche con più minusvalenze (4.000 euro se affranchi, 3.384,6 euro se non affranchi), ma non è detto che potrai sfruttarle. Morale: l’affrancamento è una scommessa sull’andamento futuro dei tuoi titoli e questo non è giusto! Se il tuo orizzonte d’investimento è molto lungo può valer la pena farlo: la probabilità di poter rivendere tutto a prezzi più elevati aumenta. Altrimenti è un rischio: lo puoi correre solo le tue minusvalenze pregresse sono superiori alle plusvalenze teoriche complessive al 30/6.

Affrancamento statale o fai da te?
In teoria il fai da te può dare risultati migliori rispetto all’affrancamento statale. Torniamo al caso n° 1 della tabella. Con l’affrancamento fai da te non fai niente sulle azioni A, perché sei in perdita, e vendi le B. Paghi subito 300 euro di tasse (il 20% sui 2.000 euro di guadagno meno la minusvalenza già realizzata di 500 euro). Dopo il 30/6 ricompri le azioni B a 12.000 euro e le rivendi più avanti a 15.000 euro. Paghi, quindi, 780 euro di tasse (il 26% di 3.000 euro). Poi vendi le azioni A a 29.000 euro e paghi 1.040 euro di tasse (il 26% su 4.000 euro di plusvalenza). Paghi in tutto 2.120 euro di tasse. Sono 60 euro in meno di quanto pagheresti con l’affrancamento statale. Occhio, però. Come con l’affrancamento statale, se il mercato ti viene contro il fai da te non è più conveniente perché rischi di pagare tasse salate sulle perdite (nell’esempio n° 2 della tabella il fai da te è la soluzione più sconveniente in assoluto). Non solo: con il fai da te hai due elementi o rischi in più da considerare rispetto all’affrancamento statale. Primo: le commissioni bancarie. Se operi allo sportello o al telefono, il costo delle compravendite rischia di annullare il vantaggio fiscale. Secondo: funziona solo se riesci a ricomprare i titoli dopo il 30/6 agli stessi prezzi cui hai venduto, e non è scontato.

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Polizze dormienti, collaborazione tra IVASS e agenzia dell’Entrate per scovare gli assicurati inconsapevoli

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Grazie alla collaborazione dell’Agenzia delle Entrate, l’IVASS potrà effettuare l’incrocio tra i codici fiscali degli assicurati delle polizze vita “dormienti” con l’Anagrafe Tributaria, al solo fine di verificare l’eventuale decesso degli assicurati e la relativa data. Ciò a seguito dell’indagine IVASS sulle polizze dormienti svolta nel 2017.

 

L’IVASS restituirà i dati “incrociati” alle imprese di assicurazione in modo che possano ricercare i beneficiari e pagare le polizze. Il primo incrocio sarà effettuato nel mese di marzo 2018.

 

Un test di incrocio svolto a settembre scorso su un campione di 12 imprese e 101.242 polizze vita di assicurati (con età superiore a 90 anni) ha consentito di “risvegliare” più di 15.789 polizze “dormienti”, relative a 11.289 assicurati. Per queste polizze le imprese stanno procedendo, direttamente e tramite i loro  intermediari, a contattare i beneficiari.

 

Al 30 novembre il 76% di queste polizze “risvegliate” (12.002 polizze) risulta pagato.

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Monte dei Paschi- la verità storica

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Nella sala di attesa di una importante autorità di vigilanza, trovo un libro straordinario, poggiato sul tavolo, quasi come se fosse una rivista a perditempo in lettura dal medico della ASL.  Apro il libro e mi illumino.

Titolo:  Il Monte nel Novecento, 1929-1995; edito dalla stessa MPS nel 2014.

 

Scorrendolo si legge che a seguito di nuove competenze attribuite a Bakintalia nel 1936, iniziano una serie di verifiche di vigilanza sul Monte dei Paschi, l’allora efficiente ispettore della Banca di via Nazionale, relaziona in questo modo:
[…]..indirizzo spesso non prudente e talvolta privo del più elementare senso di cautela nella concessione di fidi e nell’assunzione di garanzie;[…]..concessione di ulteriori finanziamenti ad aziende dissestate, sia pure nell’intento di salvare posizioni pericolanti; concessione di particolari agevolazioni alla clientela mediante importi finanziati senza interessi; assunzioni di impegni non sempre convenienti;trascuratezza nell’organizzazione dei servizi e dei controlli;
In sostanza il Monte è era un monte di bugie, debiti e fallimenti economico finanziari, per coprire speculazioni, operazioni spericolati e attività politiche.

In altri passaggi della relazione si legge che a inguaiare la situazione disastrosa del Monte sono operazioni spericolate tra cui una sulla Banca Toscana o attività speculative in affidamento a costruttori come nel caso della edificazione del quartiere Monte Mario di Roma, costruito in un momento in cui il mercato immobiliare è completamente stangante.

Insomma, è nel DNA del Monte un comportamento di questa natura? In tal caso, poteva utile venire in possesso prima di questo libro, prima che la commissione Banche, a cui ho partecipato, iniziasse la sua quasi inutile attività di audit sulle cause del dissesto dei MPS.

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RC-Auto, diffidate dei comparatori on line, ecco come fare per risparmiare. Il consiglio di Luigi Gabriele

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++++RC AUTO: LO SAI CHE PUOI RISPARMIARE UN SACCO DI SOLDI????++++++

Esiste un portale istituzionale che abbiamo pagato noi consumatori e gestito dall’IVASS, con il quale puoi vedere “tutte” le polizze per RC Auto e non solo quelle che i comparatori on line(che sono dei broker), ti fanno vedere perché sono incentivati a venderti.

Si chiama TuOpreventivatOre ed è lo strumento per confrontare – in base alla loro convenienza economica – i preventivi r.c auto di tutte le imprese presenti sul mercato. Il servizio è gratuito e anonimo: per attivarlo l’utente deve rispondere a un questionario, ma non occorre che dichiari le sue generalità; basta fornire un indirizzo e-mail valido dove ricevere i preventivi.

Per ragioni di semplicità il servizio di preventivazione prende in considerazione le ipotesi di polizza più comuni e diffuse, ovvero quelle basate su: la formula tariffaria bonus malus, il massimale minimo di legge, il caso della ‘guida libera’ (la garanzia dell’impresa opera qualunque sia il soggetto alla guida al momento del sinistro) e della ‘guida esperta’ (in questo caso se al momento del sinistro è alla guida del veicolo un soggetto di età inferiore a 26 anni, l’impresa può esercitare la rivalsa sull’assicurato).

E’ bene tenere presente che TuOpreventivatOre è uno strumento di ‘primo orientamento’ in grado di offrire un’informativa di carattere generale per un’ampia e rapida panoramica sui prezzi delle polizze r.c. auto disponibili sul mercato. Il servizio non è uno strumento di acquisto della polizza: una volta acquisite le informazioni sui prezzi grazie a TuOpreventivatOre, ci si potrà rivolgere direttamente alle imprese e agli intermediari per l’acquisto della polizza prescelta.

I preventivi elaborati dal sistema sono comunque vincolanti per le imprese per almeno 60 giorni dalla data del loro ricevimento e comunque non oltre la durata della tariffa in corso.

 

Luigi Gabriele Codici Associazione Consumatori

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