Codici prima vittoria : Il Commissario per gli Usi Civici dispone il sequestro giudiziario del
terreno.

Le Fonti tornano in mano pubblica

Vendere le sorgenti da cui viene prelevato un bene necessario e non rinunciabile, come l’acqua, equivale a permettere lo sfruttamento di
un’utilità essenzialmente pubblica da parte di chi, presumibilmente, agirà secondo interessi che non sono quelli della collettività.

D’altro canto, le fonti in questione detengono un’importanza cruciale.

Sono infatti quelle da cui viene prelevata l’acqua per il fabbisogno della capitale.

Roma, in altri termini, beve da una polla la cui gestione non è più garantita da ente pubblico, con tutti i rischi del caso, soprattutto economici, ma anche connessi all’efficiente erogazione del servizio.

Infine, il territorio così ceduto, si è scoperto gravato da due vincoli giuridici: è, infatti, bene demaniale e vincolato agli usi civici.

Ciò altro non vuol dire che sarebbe dovuto essere inalienabile, e quindi non cedibile, e non lo si sarebbe potuto deviare dall’utilità pubblica.

Due vincoli che, sinergicamente, blindano il territorio e lo rendono impossibile da vendere.

Dalla considerazione di questo ultimo punto è partita la battaglia del CODICI che oggi registra una prima importante vittoria: accogliendo il ricorso d’urgenza, il Commissario per gli Usi civici ha disposto il sequestro dei terreni nominando custodi il locale comando dei carabinieri Forestale.

Un primo passo per tornare verso la legalità. Ora si dovrà affrontare il tema delle concessioni di sfruttamento .