“Al giorno d’oggi tra le primarie funzioni di una moderna CSR dovrebbe esserci quella di rendere più autentico, sicuro e consapevole l’atto di consumo”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori , lanciando il “Forum consumatori e responsabilità sociale d’impresa”, organizzato dalla Fondazione Consumo Sostenibile, in collaborazione con la Commissione Europea, le Università di Ca’ Foscari e Roma Tre e CSR Manager Network (Roma, 15 marzo, ore 9,30 – Spazio Europa, via IV Novembre 149 – Scarica il programma). Tra gli organizzatori, oltre alla già menzionata Fondazione Consumo Sostenibile: Codici, Unione Nazionale Consumatori, Lega Consumatori, Casa del Consumatore, ACU.

È lo stesso Papa Emerito, che nella sua enciclica, valorizza la responsabilità sociale d’impresa associandola alla responsabilità sociale del consumatore. L’attuale crisi economica accentua ancora di più il valore etico di questa scelta, quale impegno verso l’occupazione, i consumatori, uno sviluppo sostenibile.

Il Forum intende promuovere un confronto su come valorizzare e diffondere best practices di responsabilità sociale che migliori il rapporto e i servizi resi dalle imprese ai consumatori e impediscano pratiche commerciali sleali a loro danno. Tra gli aspetti indicati come best practices: tariffe trasparenti e comparabili nel settore dell’energia, contratti nel settore finanziario che comprendano una sintesi degli aspetti rilevanti, una corretta informazione e tracciabilità nel settore alimentare, soddisfatto o rimborsato nel settore del commercio.

“Mai come ora si rendono necessarie delle politiche di regolamentazione della trasparenza e questo vale in diversi settori – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – Pensiamo all’alimentare, con lo scandalo della carne equina che ha sconvolto il nostro Paese e non solo. In questo caso il Codici si è reso promotore di diverse azioni, tra cui anche una class action per risarcire tutti i consumatori vittime della frode alimentare. Un altro esempio riguarda il campo dell’energia, un contesto che, anche se rigidamente controllato, a volte risulta comunque attaccato da truffe o pratiche commerciali scorrette ai danni del consumatore. È indubbio che una maggiore trasparenza delle pratiche e delle procedure messe in atto dalle imprese porterebbe ad un miglioramento dei servizi erogati al cittadino”.