Seguici su

Consumatori

Frodi-alimentari, crescono le truffe e cala la fiducia dei consumatori

Pubblicato

il

Sintesi del rapporto frodi 2014
Gli illeciti agroalimentari anche nel 2013 hanno dato un duro colpo all’economia non solo nazionale ma anche internazionale.
Il 2013 sarà ricordato come l’anno in cui l’UE ha dovuto fare i conti con la fragilità del sistema di controllo e della sicurezza alimentare.
Chi infatti non ricorda lo scandalo carne di cavallo che a macchia d’olio ha sconvolto una ad una tutte le nazioni del Vecchio continente
Alcune avvisaglie si erano mostrate già negli anni precedenti con la E.coli, con la diossina. Un duro colpo ad un sistema che fino ad ora si era mostrato efficiente e in grado di prevenire problemi che avrebbero messo a rischio la salute del cittadino.
È pur vero che molto è stato fatto e molto si dovrà ancora fare. I controlli sia sul territorio nazionale che internazionale sono messi in atto dalle diverse polizie, tanto che negli scorsi anni sia l’Interpool che Europool hanno creato grazie all’Operazione Opson una rete importante a supporto della sicurezza alimentare internazionale.
La “criminalità organizzata” si è ormai impossessata della filiera del cibo per fare affari, ci si è resi conto come sia remunerativo mettere le mani su cibo che arriva sulle tavole dei consumatori ignoti, che a causa della crisi globale, sulle proprie tavole mette di tutto senza controllare. Sono ormai passati i tempi in cui si cercava di mangiare bene e sano ogni si deve mangiare.
Infatti le cronache ci riportano come invece di imporre il pizzo si preferisca imporre agli imprenditori il tipo di prodotto da commercializzare. Questo a discapito non solo della salute ma anche dell’economia.
Una fenomenologia quella dei reati alimentari sempre in crescita e sempre innovativa. Non ci si accontenta più di adulterare o contraffare un cibo oggi lo si crea a tavolino. Basti pensare ai casi dei wine kit e dei food kit, che spopolano in rete, irretendo ignoti consumatori che a poco prezzo sono convinti di bere vino italiano o francese a prezzo basso producendolo “fai da te “, facendo leva anche sul nuovo modo di pesare “lo produco io quindi è sano”, senza però considerare che non si conoscono gli alimenti base di ciò che si mischia, diventando tutti dei piccoli stregoni.
Le attività di contrasto agli illeciti ci sono e sono svolte in modo capillare, le istituzioni e le forze di polizie, cercano di limitare il problema sia prevenendolo sia contrastandolo. Di seguito la sintesi, suddivisa per istituzione del 2013 in Italia.
Il rapporto frodi, anche quest’anno, si suddivide in 4 parti:
– analisi del comparto agroalimentare ( exoport import)
– analisi dei dati forniti dalla forze di polizia deputate al contrasto e gestione
– indagini sulla percezione fra illeciti e il mercato ( consumatori, imprese, ristorazione, italian sounding)
– parola agli esperti e la campagna di sensibilizzazione e comunicazione
Così strutturato il rapporto consente una visione globale del fenomeno, consentendo non solo una lettura critica ma anche le proposte individuate per ridurre i reprimere i sempre “innovativi” casi di illeciti.

Attività del Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari -I Nuclei Antifrodi Carabinieri nel 2013: analisi dei dati
Nel corso dell’anno 2013 i Nuclei Antifrodi Carabinieri (NAC) del Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari hanno intensificato le attività di controllo straordinario a tutela del sistema agroalimentare conseguendo i seguenti risultati: sono stati effettuati controlli su 3.121 aziende agroalimentari,operati sequestri su 9,5 mila tonnellate di prodotti ed oltre 3 milioni di etichette/packaging illegali, accertati inoltre 28,3 milioni/eu di illeciti finanziamenti ai danni dello Stato e dell’Unione Europea, ed operati sequestri di beni per 6,7 milioni/eu, deferendo all’Autorità Giudiziaria 2055 autori di reato.
Nel 2013 i controlli sulla filiera sono stati orientati a contrastare principalmente i fenomeni di “contraffazione” dei prodotti agroalimentari. Sono state inoltre accertate 84 violazioni penali e 111 amministrative. Le irregolarità riscontrate hanno riguardato anche pratiche commerciali ingannevoli e irregolarità sulle giacenze contabili, con forme di gestione “in nero”e conseguenti violazioni sulla tracciabilità principalmente riferite ai comparti vitivinicolo, lattiero-caseario, ortofrutticolo, conserviero, zootecnico e degli agrofarmaci.
IL DATO PIÙ SIGNIFICATIVO DELL’ATTIVITÀ SVOLTA È IL SENSIBILE INCREMENTO DEI SEQUESTRI DI ETICHETTE/PACKAGING ILLEGALI CHE NEL 2013 AMMONTA A 3.367.846 UNITÀ (634.000 NEL 2012), E DEI SEQUESTRI OPERATI SU 9,7 MILA TONNELLATE DI PRODOTTI AGROALIMENTARI IRREGOLARI (7,1MILA NEL2012)

Attività del Nucleo Agro-alimentare e Forestale (N.A.F.) nel 2013:
L’attività di sicurezza agroalimentare e agro ambientale del Corpo forestale dello Stato nell’anno 2013 è risultata in aumento rispetto al 2012 per gli indicatori di performance individuati. Le operazioni e l’accertamento degli illeciti nel settore hanno prodotto:
• 189 reati accertati (80% in più rispetto al 2012);
• 226 persone segnalate all’Autorità Giudiziaria (47% in più rispetto al 2012);
• 1.114 illeciti amministrativi (6% in meno rispetto al 2012);
• € 4.417.000di importo notificato (50% in più rispetto al 2012);
• 7.607 controlli effettuati (19% in più rispetto al 2012);
• 57 operazioni complesse (119% in più rispetto al 2012).
Complessivamente nel periodo 2009 – 2013 i risultati sono:
• 751 persone segnalate all’Autorità giudiziaria;
• 4.436 sanzioni amministrative;
€ 12.687.173 di importo sanzionatorio notificato;
• 30.108 controlli; • 172 operazioni complesse.
I controlli mirati hanno permesso di sviluppare diverse e complesse indagini con l’utilizzo di metodologie di contrasto più sofisticate.

Il numero di persone segnalate all’Autorità Giudiziaria (media nazionale 15):
• Campania (65); • Lazio (42); • Toscana (26); • Puglia (20);
comunicazioni di reato (media nazionale: 13):
• Campania (50);
• Lazio (39);
• Calabria/Sicilia (23);
• Toscana (18); • Puglia (18).

Le filiere dove si è operato con maggiore continuità d’intervento sono:
• contrasto alle contraffazioni dei prodotti agroalimentari di origine e a indicazione geografica protetta (D.O.P., I.G.P., S.T.G. e bio);
• tutela del vero made in Italy;
• vitivinicolo;
• oleario;
• lattiero caseario.

Nas Nuclei antisofisticazione carabinieri
I nuclei antisofisticazione dei carabinieri hanno svolto nel 2013 39.308 controlli, intensificando la loro azione nel settore ristorativo (11.803), nel quale settore 45% dei casi hanno scoperto delle non conformità con la normativa vigente. I dati evidenziano un decremento dei reati in quanto nel 2012 i casi di controllo in cui il risultato non era conforme erano 5268.
Il valore totale dei sequestri ammonta a 441.320.034, inoltre sono state elevate 18.025 sanzioni amministrative per un totale di 17.184.950 euro, e posto sotto arresto 31 persone ( 15 nel settore vini e alcolici). Un dati interessante è quello relativo al settore pane e farine, i dati evidenziano un incremento dei controlli con relativo incremento di non conformità
I militari dei Nas hanno nel 2013 chiuso/ sequestrate 1200 strutture ( anche in questo caso una riduzione lo scorso anno erano state 1559. ( 360 in meno)

Guardia di finanza
Attività svolta dal comando generale della Guardia di Finanza durante il 2013.
Nell’arco temporale considerato, sono stati sottoposti a sequestro, complessivamente, circa 12.000 tonnellate e 280.000 ettolitri di prodotti agroalimentari oggetto di frode commerciale e/o sofisticazione. Il primato delle merci sequestrate spetta, nell’ordine, agli alimentari vari (circa 2.500 tonnellate), all’olio di oliva (circa 900 tonnellate), ai mosti e uve parzialmente fermentati (circa 9.000 tonnellate) e a vini e spumanti (oltre 270.000 ettolitri)

Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF)
Nell’anno 2013 sono stati eseguiti dall’ ICQRF oltre 36.000 controlli e verificati oltre 24.000 operatori e 55.000 prodotti.
I laboratori dell’Ispettorato hanno analizzato complessivamente oltre 9.500 campioni, di cui il 10,3% é risultato irregolare.
Sono state inoltrate all’Autorità Giudiziaria 307 notizie di reato e gli illeciti amministrativi rilevati sono stati complessivamente 5.078.
Nel corso dell’attività operativa sono stati eseguiti 500 sequestri per un valore complessivo di circa 37 milioni di €.
L’ICQRF negli ultimi mesi del 2013 ha notevolmente intensificato lo sforzo operativo nei 57 Comuni della “Terra dei fuochi”, più che raddoppiando i controlli rispetto all’anno precedente. Sono stati eseguiti 151 controlli presso 138 operatori, oltre a numerose altre verifiche nei Comuni limitrofi a seguito di accertamenti di tracciabilità di filiera.
Nel corso dell’attività sono stati controllati 311 prodotti (circa il triplo in più rispetto al 2012), concentrando l’attenzione sui settori dell’agroalimentare maggiormente a rischio, per la particolare attitudine produttiva del territorio, segnatamente nei settori ortofrutticolo e conserve vegetali (173 prodotti) e lattiero caseario (65 prodotti). In quest’ultimo settore si è prestata elevata attenzione alla filiera della mozzarella di bufala attraverso il controllo di tutti i caseifici dell’area e il prelievo di numerosi campioni, analizzati dai laboratori dell’ICQRF anche sotto il profilo dei metalli pesanti.
Sui 311 prodotti controllati le irregolarità contestate sono state pari a circa l’1 %, una percentuale nettamente inferiore a quella di solito riscontrata per analoghe campagne di controlli a livello nazionale. I campioni di mozzarella di bufala campana DOP analizzati sono risultati tutti regolari sotto il profilo del contenuto in sostanze inquinanti.
Capitaneria di Porto nel 2013
In merito ai controlli effettuati dalla Capitaneria di Porto nel 2013 sono stati compiuti 81980 controlli. I maggiori controlli sono stati fatti presso i punti di sbarco ( 45.322) seguiti da quelli in mare ( 12.258) . Le sanzioni sono stati pari a 4885, le principali sono state elevate in mare (1209) pescherie ( 840) nei punti di sbarco (802) e nella ristorazione (606). Per quanto concerne le Sanzioni penali, i principali punti dove sono stati riscontrati illeciti sono stati in strada ( 381, per mancanza di tracciabilità e igiene), punti di sbarco ( 112) pescheria (96).

In merito alla merce che è stata sequestrata, la maggior quantità di prodotto lo si è ritirata ai grossisti (865.179), in mare ( 476.660), in strada ( 100.212)
Le principali Violazioni accertate hanno riguardato la tracciabilità del prodotto commercializzato e trasportato (2296 ) e le carenti condizioni igienico/ sanitarie delle strutture dedite alla somministrazione e commercializzazione del pesce ( 601).
Anche per quanto riguarda i sequestri i principali Sequestri effettuati sono avvenuti per mancanza di tracciabilità ( 737) e carenze igienico/sanitarie ( 457).
In totale nel 2013 sono stati sequestrati prodotti per un valore 7.929.403

Indagini sul consumatore le imprese i ristoranti e l’italian sounding
Il consumatore è sempre, almeno in Italia più attenzionato. Le diverse campagne di comunicazioni messe in atto sia dalle associazione dei consumatori che dalle stesse imprese.
Come ogni anno Fareambiente, in collaborazione con la testata giornalistica di settore www.frodialimentari.it hanno condotto diverse indagini per capire cosa ne pensassero le diverse compagini del mercato sugli illeciti nel comparto agroalimentare.
i fenomeni di illeciti nel settore agroalimentare si evidenzia come per il 57% ci sia dolo e per il 33% ci sia una volontarietà nell’arrecare danno ai consumatori per, come già affermato precedentemente, trarne profitto ( sale quindi del 4% del campione la volontà di compire un dolo ai danni del consumatore).
I dati inoltre evidenziano un maggior ricorso ai prodotti a marchio ( della grande distribuzione, e al discount) SI RIDUCE INFATTI LA FIDUCUA NEI CONFRONTI DEI PRODOTTI Doc dop igp ( soprattutto a causa degli scandali che hanno caratterizzato i consorzi di tutela e la grande distribuzione). Se negli anni scorsi il consumatore si sentiva tutelato ( e quindi era dispsoto a pagare una somma superiore per un prodotto di qualità) oggi così non è. Il 63% si rivolge al Discount o supermercato senza tener conto della marca. Ma è interessante constatare come sia crescita l’attenzione a leggere l’etichetta ( non tanto per il paese di provenienza 34%)ma per controllare la scadenza ( 73% ) e se sono presenti ingredienti allergici ( 32,5%).
Nel carrello delle famiglie si tende a scegliere alimenti di qualità solo per i bambini ( neonati 45%).
Anche per la contraffazione all’estero cala la percentuale di persone che controlla esattamente da dove proviene un prodotto ( solo il 32% sa che deve controllare in etichetta la nazione di provenienza di un bene ) il restante si fa confondere dai colori della ( 25%) dal nome ( 27%) il restante non è interessato a conoscere

Per continuare la sua attività di comuncazione e informazione Fareambiente in Collaborazione con la testata gionalistoca online ha redisposto un corso gratuito di base di educazione alimentare fruibile online sul portale www.culturafacile.com. Il corso verrà presentato il 16 durante il convegno di presentazione sul rapporto sulle frodiagroaliemtnari di FAREAMBIENTE.

Clicca per commentare

You must be logged in to post a comment Login

Leave a Reply

Consumatori

Revisionare uno scooter costa come un SUV. Esposto del Codacons

Pubblicato

il

La revisione auto, il famoso certificato cui sono obbligati i proprietari di auto e motocicli, finisce al vaglio dell’Antitrust. Il Codacons ha presentato infatti un esposto all’Autorità per la concorrenza e al Ministero dei Trasporti chiedendo di fare luce sui costi del certificato che la legge impone ai cittadini e di modificare le tariffe stabilite per legge.

Il certificato di revisione è un controllo obbligatorio previsto dal Codice della Strada su tutti i veicoli a motore, finalizzato a verificarne le condizioni sul fronte della sicurezza, del livello di emissioni inquinanti e della rumorosità – spiega l’associazione – Le tariffe per ottenere il rilascio del documento sono stabilite dal Ministero dei Trasporti di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze ma il relativo decreto non fa alcuna distinzione tra tipologie di veicolo: ne consegue così che per sottoporre uno scooter a revisione si paga la stessa cifra prevista per un Suv o per un’auto potente e di elevata cilindrata.

Nello specifico per il corrente anno i costi relativi alle operazioni di revisione sono pari 45,00 euro se la revisione è effettuata presso la Motorizzazione e 66,80 euro (Iva inclusa) se la revisione è effettuata presso un’officina autorizzata.

Fermo restando la legittimità dell’obbligo di revisione dei veicoli, con riferimento all’aspetto meramente economico ne emerge, a parere della scrivente associazione, un’evidente disparità di trattamento fra gli utenti/automobilisti, in funzione del mezzo adoperato, ed in ragione della loro capacità contributiva ex art. 53 Cost. – scrive il Codacons nell’esposto – Si chiede pertanto di aggiornare ovvero parametrare le tariffe relative alle operazioni di revisione tenendo conto dei dati del veicolo (cilindrata, modello, data di immatricolazione, alimentazione, allestimento del veicolo, tipo di utilizzo e i km percorsi annualmente) nonché ai dati del proprietario (persona fisica, giuridica o società; residenza, data di nascita e anno di conseguimento della patente; classe di merito e attestato di rischio; numero di sinistri e tipologia; eventuali altre auto possedute in famiglia), previo annullamento in autotutela ai sensi della L. 241/90 del “Regolamento recante la fissazione delle tariffe applicabili alle operazioni di revisione dei veicoli” ex D. Min. Trasporti del 2 agosto 2007, n.161”.

Continua a leggere

Consumatori

Via libera della Camera alla videoserveglianza nella Asili

Pubblicato

il

Una ottima notizia per il Codacons il via libera dell’Aula alla procedura d’urgenza per l’esame della proposta di legge sulla videosorveglianza negli asili nido e nelle strutture socio-assistenziali per anziani e disabili.

“Da più di dieci anni ci battiamo affinché vengano introdotte telecamere negli asili e nelle scuole, e presso le strutture sanitarie, perché si tratta dell’unica misura realmente utile per combattere violenza e maltrattamenti a danno dei più deboli – afferma il presidente Carlo Rienzi – In Italia sono infatti aumentati a dismisura i casi di bambini malmenati dalle maestre o di disabili e anziani abusati presso cliniche e strutture sanitarie, casi portati all’attenzione pubblica solo grazie ai sistemi di videosorveglianza installati per ordine della magistratura”.

“Invitiamo Governo e Parlamento a non cedere alle pressioni della lobby dei sindacati che, specie nel settore scolastico, si sono schierati contro la presenza delle telecamere, che al contrario potrebbero tutelare anche gli insegnanti contro episodi di bullismo” – conclude Rienzi.

Continua a leggere

Consumatori

Ferrovie: Federconsumatori esposto a Trenitalia sui tempi di percorrenza delle tratte regionali

Pubblicato

il

La “traccia orario” è il tempo assegnato ad un treno per percorrere una certa relazione.

Il tempo impiegato dovrebbe ricavarsi dalla formula t=S/v; dalla quale risulta evidente come il tempo necessario è in rapporto sia allo spazio da percorrere, sia alla velocità.

In realtà in ferrovia non bastano questi elementi per determinare la “traccia orario”, se ne aggiungono alcuni (spesso motivati), e altri di cui nessuno capisce la motivazione.

Solo Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana sono in grado di capire perché per percorrere la relazione Pescara-Montesilvano con treni regionali (ma ci sono centinaia di casi analoghi in Italia) a volte bastano 4 minuti altre volte ne occorrono 17. Eppure, nel caso considerato, i treni viaggiano a velocità simile, non ci sono fermate intermedie e la distanza tra le stazioni è sempre la stessa; ma i tempi assegnati ai treni per percorrere la stessa distanza sono diversissimi.

Un problema che non va sottovalutato, dal momento che ogni minuto di percorrenza di un treno costa alla collettività circa 10 euro.Questo vuol dire che, se al treno Montesilvano-Pescara si assegnano 13 minuti più del dovuto, la comunità pagherà in più 130 euro al giorno; quasi 50.000 euro ogni anno, solo per quel treno! (E questo vale per tutte le altre tratte interessate!

Se il risultato dei vari algoritmi utilizzati per calcolare il prezzo dei servizi da pagare conserva l’apparenza della neutralità, la traccia oraria è chiaramente determinata dagli interessi delle Ferrovie, senza che nessuno possa eccepire alcunché.

Eppure dalle tracce orario dipendono: 1) i costi sostenuti dalle regioni per pagare i corrispettivi a Trenitalia per l’offerta del servizio regionale; 2) la possibilità di applicare o meno le sanzioni a Trenitalia in caso di ritardo; 3) la qualità del servizio ferroviario regionale ;4) la concreta possibilità di apertura del mercato ferroviario.

Per evidenziare un abuso di posizione dominante da parte delle Ferrovie italiane nel mercato ferroviario, la Federconsumatori ha presentato un esposto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Lo stesso esposto è stato inviato all’Autorità di Regolazione dei Trasporti e, per conoscenza, anche al Ministro dei Trasporti (con due precedenti esposti della nostra Associazione al Garante, sono state comminate due diverse sanzioni: la prima da un milione di euro nel 2014, la seconda da cinque milioni di euro nel 2017).

Continua a leggere