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Funerali, indagine Adoc: costano il 65% in più del 2001, pagati a rate nel 40% dei casi

Il 15-20% delle agenzie funebri non rispetta il massimale di costo per le cremazioni. Nelle grandi città è possibile spendere anche più di 10mila euro. Adoc pubblica un veloce vademecum sugli adempimenti post funerale

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Roma, 3 marzo 2015 – Un funerale oggi costa in media più di 6mila euro, il 65% in più rispetto al 2001, quando fu introdotto l’euro, secondo un’indagine Adoc. Il costo della bara è aumentato del 140%, mentre viene pagato a rate il 40% dei funerali.

“Oggi anche morire è purtroppo diventato un lusso, rispetto a 10 anni fa si spendono quasi 3000 euro in più. Un aumento medio del 65% che costringe il 40% circa delle famiglie a rateizzare i costi funebri del familiare defunto. Non solo, può succedere che i funerali vengano pagati in anticipo dallo stesso “interessato” in un’unica soluzione o a rate. Le bare sono il servizio che registrato gli aumenti più significativi, pari al 140% in quindici anni. Rincari anche per gli annunci mortuari, praticamente raddoppiati, e per le lapidi (+42%). Alla fine il costo oscilla sui 6000 euro se il funerale è organizzato tramite un’agenzia funebre, se organizzato dal servizio comunale il prezzo scende in media del 30-40%. Nelle grandi città, ad ogni modo, il costo può superare anche i 10mila euro. Per quanto riguarda la cremazione, pratica sempre più seguita in quanto meno costosa, per effetto della legge n.26/2001 in Italia viene considerata un servizio pubblico locale sottoposto a un regime di prezzi controllati. La normativa ha fissato il prezzo massimo a 604 euro per il 2015, ma circa il 15-20% delle agenzie opera in modo scorretto, chiedendo prezzi ben al di sopra del massimale imposto dalla legge. Altro problema è rappresentato dai cimiteri stessi, che riducono i tempi di sepoltura, pur facendo pagare sempre uguale, in proporzione. Consigliamo a chi deve organizzare un funerale a rivolgersi al proprio comune o a più agenzie, chiedendo preventivi e poi scegliere. Spesso la delicatezza del momento spinge ad affidarsi alla prima agenzia che capita, ma il rischio è quello di venire gabbati ed essere costretti a spendere molto di più del dovuto.”

COSTI MEDI SERVIZI FUNEBRI

Spesa media

2001

2015

DIff.% 2001-2015

Servizi Vari

750 €

1150 €

+53,3%

Bara

500 €

1200 €

+140%

Corone Fiori

120 €

200 €

+66,6%

Cuscino Fiori

100 €

180 €

+80%

Fiori per Feretro

80 €

150 €

+87,5%

Annunci Mortuari

300 €

600 €

+100%

Lapide

950 €

1350 €

+42,1%

Tomba/Loculo

850 €

1200 €

+41,1%

TOTALE

3650 €

6030 €

+65,2%

n.b. Servizi Vari (trasporto carro funebre, documentazione per sepoltura, composizione salma, sigillatura feretro)

 

Suggerimenti e informazioni utili inerenti gli adempimenti successivi al funerale

Inps

È necessario che gli eredi diano comunicazione del decesso alla filiale Inps di competenza per le pratiche relative alla cessazione della pensione o per la pensione ai superstiti che è la pensione che, alla morte del lavoratore assicurato o pensionato, spetta ai superstiti aventi diritto.

Questa pensione può essere:

DI REVERSIBILITÀ: se la persona deceduta era già pensionata;

INDIRETTA: se la persona, al momento del decesso, aveva accumulato, in qualsiasi epoca, almeno 15 anni di contributi oppure se era assicurato da almeno 5 anni, di cui almeno 3 versati nel quinquennio precedente la data della morte.

A chi spetta :

  • al coniuge, anche se separato o divorziato, che non si sia risposato (al coniuge separato con addebito della colpa se beneficiario di assegno di mantenimento, al coniuge divorziato se titolare di assegno divorzile);
  • ai figli (legittimi, legittimati, adottivi, naturali, riconosciuti legalmente o giudizialmente dichiarati, nati da precedente matrimonio dell’altro coniuge) che alla data della morte del genitore siano minori, studenti o inabili e a suo carico;
  • ai nipoti minori che erano a carico del parente defunto (nonno o nonna).

In mancanza del coniuge , dei figli e dei nipoti ne hanno diritto , se a carico del dante causa , anche:

genitori qualora abbiano compiuto il 65° anno di età e non siano titolari di pensione diretta e, in mancanza di questi, i fratelli celibi e le sorelle nubili.

La domanda deve essere compilata sul modulo disponibile presso gli Uffici Inps, suddivisi per zona, o sul sito dell’Istituto www.inps.it nella sezione “moduli” e presentata direttamente agli uffici Inps oppure inviata per posta o trasmessa tramite i Patronati che offrono assistenza gratuita.

Utenze gas, luce e telefono

È necessario che gli eredi telefonino al numero cliente che è presente in tutte le bollette di ogni singolo fornitore per chiedere la cessazione della fornitura o, nel caso di subentro, per chiedere la modifica tramite l’inserimento del nuovo intestatario.

Banca

In caso di decesso è necessario che gli eredi diano comunicazione all’Istituto di Credito di riferimento per tutti gli adempimenti riguardanti le competenze bancarie del defunto (conti correnti, depositi, cassettine di sicurezza, titoli, domiciliazioni di pagamenti).

Gli eredi devono riconsegnare gli assegni non utilizzati e quanto di proprietà della Banca (Bancomat, Carta di credito ecc.)

Abbonamento Rai

L’abbonamento è strettamente personale e non può essere ceduto. Tuttavia, in caso di morte del titolare, l’erede non abbonato deve richiedere l’intestazione a proprio nome dell’abbonamento intestato al defunto, inviando una lettera al seguente indirizzo:

AGENZIA DELLE ENTRATE – UFFICIO TORINO 1

S.A.T. SPORTELLO ABBONAMENTI TV

CASELLA POSTALE 22

10121 – TORINO

Usufruendo così del periodo per il quale era già stato pagato il canone.

Ricordiamo, che in attesa dell’aggiornamento dell’intestazione a nome dell’erede il rinnovo del canone deve essere effettuato con il preavviso di rinnovo o con un bollettino del libretto recante la vecchia intestazione, restando invariato il numero di abbonamento.

Se l’erede è già abbonato deve richiedere l’annullamento dell’abbonamento intestato al defunto comunicando la data e il luogo di decesso dell’intestatario.

In ogni caso l’erede è obbligato a pagare eventuali arretrati dovuti dall’abbonato deceduto.

La dichiarazione di successione

L’obbligo di presentare la dichiarazione di successione sussiste solo nel caso in cui nell’eredità vi siano beni immobili che si trovano sul territorio italiano o diritti reali immobiliari sugli stessi.

La presentazione deve avvenire entro 12 mesi dalla data di apertura della successione, corrispondente, in genere, alla data di morte del contribuente, su apposito modulo (modello 4) reperibile presso ogni ufficio locale o sul sito internet dell’Agenzia (www.agenziaentrate.gov.it).

Il modello può anche essere riprodotto in fotocopia o in formato di tipo elettronico. È essenziale, comunque, che la firma sia apposta in originale su tutte le copie presentate. In caso di utilizzo di modello differente la dichiarazione risulterà nulla.

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Telemarketing aggressivo, scoppia il caso della truffa sui Bitcoin

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Trading online: la terza fase delle truffe

Codici: dopo energia e telefonia adesso spunta il trading online

Molteplici fattori possono influenzare il comportamento delle persone quando si tratta di mutare abitudini e comportamenti, ma negli ultimi anni un trend anomalo ha visto crescere esponenzialmente le persone che cascano nella facile convinzione di poter guadagnare tanto investendo poco.

In parallelo, si è sviluppato un tipo di telemarketing molto aggressivo, da parte di società che contattano con la promessa di un facile e veloce guadagno. Queste ultime in genere hanno sede a: Londra, Malta, Est Europa e varie località italiane. Arrivano a chiamare fino a 20 volte al giorno e successivamente, se non si risponde al telefono, inviano una mail.

Queste società raggirano la regolazione, intesa come tutela del risparmiatore, come ad esempio la direttiva Mifid II, sulla base della quale non si può investire in determinati prodotti, se prima non è stata svolta un’analisi ben precisa del profilo di rischio del risparmiatore.

E’ un tipo di truffa “sottile” perché si rivolge a chiunque, quindi non necessariamente solo a chi è completamente digiuno di nozioni finanziarie, inoltre non insospettisce troppo, perché l’investimento minimo richiesto ammonta a 250 euro.

Sostanzialmente, dopo le fasi uno e due delle truffe perpetrate dalle compagnie telefoniche e dagli operatori dell’energia, ora ci troviamo all’interno della terza fase delle truffe, attraverso cui si sta sviluppando un nuovo e profittevole settore: è un mercato che vale 4 miliardi di dollari al giorno.

Si specula principalmente sulla differenza di prezzo tra una moneta e l’altra, inoltre con la diffusione delle cripto valute (monete virtuali) è ancora più facile truffare: si è arrivati ad un livello di profilatura della persona tale che, se solo si acquista cripto valuta senza fare trading, si cedono comunque i propri dati e a questo punto veniamo agganciati da queste società solo per essere stati su quella piattaforma. Esiste un monitoraggio incredibile a cui è praticamente impossibile sfuggire e se si prova a bloccare la chiamata, si viene contattati da un’altra nazione; l’obiettivo è quello di farsi dare il denaro o dal conto corrente o dai propri wallet cripto perché i broker di queste società li utilizzano per speculare a livello internazionale sotto la nostra responsabilità civile e penale.

 

Guarda il video della telefonata choc realizzato da Mimandarai3 e Luigi Gabriele

“Chi vi chiama a casa, è entrato in possesso dei vostri dati e certamente è intenzionato a raggirarvi, è una truffa sicura, infatti attraverso le valute elettroniche vogliono arrivare ai soldi “veri”. Non accettate mai offerte derivanti dal teleselling, chi vuole investire deve rivolgersi solo a professionisti seri o a dei consulenti finanziari che non entrano in contatto con un possibile investitore con queste modalità” – afferma Luigi Gabriele  dell’Associazione Codici.

 

Ecco quattro regole d’oro per non incappare nella trappola del trading online:

1) Non investire se non si sa in che cosa consiste

2) Non fare prove di nessun tipo nemmeno con soldi “virtuali”

3) Non diffondere numeri di conto o di carte di credito

4) Rivolgersi ad Associazioni dei consumatori al minimo dubbio

Per non ricevere più telefonate moleste, ribadiamo di iscrivervi al registro delle opposizioni (http://www.registrodelleopposizioni.it/) e potrete in queste modo tutelare nell’immediato il vostro numero fisso,  a breve anche il numero di cellulare. Per dubbi o problemi scrivete a: segreteria.sportello@codici.org o chiamare allo 06.5571996.

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Sanità, 44 milioni di italiani si rivolgono ai privati

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Aumento della spesa per la Sanità privata che vola a 40 miliardi

CODICI avverte: aumento spesa privata è segnale che il SSN non riesce a soddisfare il diritto alla salute

La situazione in cui versa il Servizio Sanitario Nazionale, come più volte segnala la nostra Associazione CODICI, tra casi di malasanità, liste d’attesa interminabili e Ospedali affollati, ha portato la diretta conseguenza di un aumento considerevole del numero di italiani che si rivolge a strutture private pur di accedere alle prestazioni sanitarie in tempi ragionevoli.

Lo stato d’emergenza dell’assistenza sanitaria pubblica, specie nel Lazio e al Sud, porta inevitabilmente a rivolgersi a strutture private, anche per coloro che non ne hanno le possibilità economiche, con il risultato che sono sempre di più gli italiani che si indebitano per avere accesso alle cure.

Solo nell’arco dell’ultimo anno sono stati 44 milioni gli italiani che hanno fatto ricorso ai propri risparmi per pagare prestazioni sanitarie per intero o, in parte, con il ticket.

Questi numeri che fanno riflettere derivano dal rapporto Censis-Rbm Assicurazione Salute presentati al «Welfare Day 2018».

Naturalmente i costi della sanità privata incidono proporzionalmente in misura maggiore sulle famiglie dal reddito basso.

Dunque è appurato che gli italiani finiscono per indebitarsi per pagare la sanità. Ben 7 milioni di italiani nell’ultimo anno si sono indebitati e 2,8 milioni hanno dovuto fare ricorso ai propri risparmi. Dalla ricerca, inoltre, emerge che il 47% degli italiani taglia le altre voci di spesa far fronte alla sanità.

La conclusione è che coloro che guadagnano meno, devono trovare naturalmente più soldi per pagare le spese sanitarie.

“La capacità di mettere a disposizione un buon servizio sanitario pubblico è da sempre un criterio per stabilire quanta attenzione il Governo riservi nei confronti dei cittadini, il cosiddetto welfare – ha affermato il Segretario Nazionale di CODICI, Ivano Giacomelli – ma in questi anni non è mai stato raggiunto un livello soddisfacente e chiediamo che la sanità torni al centro dell’agenda politica. Inoltre – ha continuato il Segretario – noi di CODICI, che ci siamo sempre battuti per il diritto alla salute dei cittadini, riteniamo che dati come questi siano un indice molto grave: la spesa sanitaria privata è tra le maggiori forme di disuguaglianza, dato che incide naturalmente sulle famiglie con difficoltà economiche.

In questa giungla della sanità non mancano coloro che per avere accesso alle cure sono arrivati a ricorrere a raccomandazioni: 12 milioni di italiani hanno saltato le lunghe liste d’attesa nel Servizio sanitario grazie ad amici e parenti. Infine, altro dato sconcertante è rappresentato da quel 54,7% di italiani non ha più fiducia nelle opportunità di diagnosi e cure sanitarie.

Questo il quadro di un settore, quello sanitario, che fa acqua da tutta le parti e chiede sacrifici proprio alla fetta della società con redditi più bassi.

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Consumatori

Energy Rating: Sorgenia decide di farsi dare il rating dai consumatori

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Milano, 8 giugno 2018

 

Prende il via la collaborazione tra l’Associazione Consumatori Codici e Sorgenia, volta a verificare il livello di tutela dei consumatori nei processi aziendali, certificato attraverso un audit composto da molteplici tappe. Questo, infatti, è il primo passo per la realizzazione completa del progetto che prevede altri due incontri e conclusione il prossimo luglio.

 

Le politiche e le procedure aziendali sono e saranno fondamentali, soprattutto alla luce della prossima liberalizzazione del mercato dell’energia. Per questo la trasparenza nei confronti dei consumatori sarà imprescindibile per tutte le aziende che vorranno fare parte del mercato e competere in modo corretto e leale. 

 

Sorgenia ha deciso di aderire con piena trasparenza e partecipazione al Codici Energy Rating per valutare i processi aziendali relativi alla tutela del consumatore, consapevole dell’importanza di garantire una customer Experience appagante e sempre più vicina alle esigenze dei clienti.

 

Trasparenza ed assenza di rischi per il consumatore dovranno essere i punti di riferimento per chi opera in questo segmento di mercato, in una logica di assoluta tutela dei consumatori.

 

Il modo di fare e pensare il mercato deve ispirarsi alla correttezza, alla trasparenza, alla qualità dei processi e dei servizi offerti. Il Codici Energy rating mira a valutare e a sostenere le buone pratiche che valorizzano esattamente questi aspetti.

 

Durante il primo incontro, sono stati analizzati i processi relativi a servizio clienti, attività di sales e piani di formazione degli operatori nel loro complesso. Inoltre le risorse umane, intervenute sul tema formazione, si sono rese disponibili a somministrare un questionario sul clima interno.

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