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Gare per servizi di vigilanza privata: avviata istruttoria su possibili intese tra i principali operatori del mercato

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Nella riunione del 21 febbraio 2018 l’Autorità ha deliberato l’avvio di un procedimento istruttorio nei confronti delle società Coopservice s.coop.p.a., Allsystem s.p.a., Istituti di Vigilanza Riuniti s.p.a. e le sue controllanti SKIBS s.r.l. e Biks Group S.p.a., Italpol Vigilanza s.r.l. e la sua controllante MC Holding s.r.l., Sicuritalia s.p.a. e la sua controllante Lomafin SGH s.p.a., per accertare se tali imprese abbiano posto in essere una o più intese, in violazione dell’art. 2 della legge n. 287/90 e/o art. 101 del TFUE.
In particolare, in occasione di alcune procedure pubbliche di affidamento del servizio di vigilanza privata, tali società avrebbero adottato modalità di partecipazione volte ad evitare il confronto competitivo in gara, anche mediante l’uso ingiustificato dell’istituto del Raggruppamento Temporaneo di Imprese (RTI).
L’istruttoria riguarda le gare bandite da ARCA Lombardia nel 2016, da Trenord nel 2014, da Expo 2015 nel 2013, da Intercent-ER nel 2013 e nel 2015 e da Infrastrutture Lombarde nel 2013, ma non si esclude che l’ipotizzata concertazione possa interessare un ambito più esteso.

Il procedimento è stato avviato anche sulla base di segnalazioni pervenute dall’Autorità Nazionale Anticorruzione, da Trenord e dalle associazioni ANIVP e ASSIV.
Nella giornata di oggi, i funzionari dell’Autorità hanno svolto ispezioni nelle sedi delle società interessate, con l’ausilio del Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza.
Il procedimento si concluderà entro il 31 maggio 2019.

Roma, 6 marzo 2018

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Codacons, class action oggi audizione Camera

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Oggi il Codacons è stato ascoltato dalla Commissione Giustizia della Camera, nell’ambito della riforma della legge sulla class action proposta dal Governo.

“La normativa attuale sulla class action è pessima, non tutela i consumatori e neanche le imprese virtuose – ha affermato nel corso dell’audizione l’avv. Marco Ramadori, del collegio di presidenza del Codacons – La legge sull’azione collettiva è del tutto inutile per i consumatori e di difficile attuazione pratica, vanificando del tutto lo scopo per cui è stata introdotta nel nostro ordinamento”.

Tre sono i punti principali della legge che andrebbero modificati, e che il Codacons ha suggerito oggi in Commissione:

1) In primis andrebbe sostituito, come negli Usa, l’opt in attuale con l’opt out: quando una class action viene dichiarata ammessa dal tribunale, tutti i consumatori che si trovano nella fattispecie dovrebbero essere automaticamente inclusi, e solo chi non vuole essere ricompreso dovrebbe dichiararlo con comunicazione specifica. Oggi deve essere ogni singolo consumatore a richiederlo formalmente. Questo per permettere a tutti i consumatori di venire a conoscenza dell’azione e della possibilità concreta di ottenere un risarcimento;

2) una volta che la class action è ammessa, i costi della promozione devono essere messi a carico dell’impresa convenuta in giudizio, e non a carico del consumatore che agisce, il quale oggi si può trovare a dover anticipare decine di migliaia di euro disposte dal giudice per pubblicità sui giornali, come condizione di procedibilità dell’azione;

3) introduzione danni punitivi. Una volta che la class action è ammessa e la società responsabile condannata, la condanna non può essere come oggi solo limitata alla restituzione della spesa subita. Come negli USA, la condanna deve essere proporzionata al fatturato o comunque al danno provocato alla collettività, al fine di avere un reale effetto dissuasorio nei confronti delle imprese disoneste.  Altrimenti rimane tutto l’interesse a mettere in atto comportamento illecito a danno ad esempio di milioni di consumatori, in primis le cosiddette microlesioni, sapendo che anche in caso di condanna l’unica conseguenza è la restituzione delle somme a una piccola percentuale degli stessi.

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E.commerce,come i marketplace hanno cambiato i consumi

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Codacons, no a gestione autostrade ad ANAS

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Se Anas è pronta a gestire altre tratte autostradali, noi siamo pronti ai ricorsi in Tribunale per impedire che il Governo assegni all’ente nuovi km di autostrade. Lo afferma il Codacons, commentando le dichiarazioni di Gianni Vittorio Armani, amministratore delegato di Anas.

Siamo assolutamente contrari all’affidamento di nuove tratte autostradali ad Anas, e presenteremo ricorsi nelle sedi opportune contro qualsiasi provvedimento del Governo che andrà in tale direzione, bloccando l’iter amministrativo – spiega il Codacons – La gestione della rete Anas in tutta Italia, infatti, non solo non è stata soddisfacente, ma in alcune tratte la si può definire “scandalosa”. Basti pensare al caso della Salerno-Reggio Calabria, simbolo assoluto della cattiva gestione dei lavori pubblici nel nostro paese e vera e propria vergogna italiana agli occhi del mondo, con i lavori terminati dopo addirittura 55 anni e costi abnormemente lievitati.

Sotto gli occhi di tutti, poi, il pessimo stato di manutenzione delle consolari che portano a Roma e gestite da Anas (Aurelia, Appia e la temutissima Salaria, incubo per gli automobilisti romani), strade “colabrodo” al centro di centinaia di inchieste giornalistiche nell’ultimo periodo, che ne hanno evidenziato problematiche (buche, dissesto, scarsa sicurezza) e criticità sotto il profilo della gestione.

Per tale motivo, e di fronte all’insoddisfazione degli utenti delle strade, affidare ad Anas ulteriori tratte autostradali non può rappresentare una soluzione corretta e condivisibile, e qualsiasi provvedimento del Governo in tal senso sarà oggetto di ricorsi amministrativi a Tar e Consiglio di Stato – conclude il Codacons.

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