Il decreto prevede che ogni esercizio commerciale dotato di postazioni per giochi d’azzardo o scommesse esponga cartelli ben visibili al pubblico che spieghino i rischi legati all’utilizzo di questi apparecchi.
L’indagine (realizzata nei mesi di giugno e luglio scorsi) ha riguardato 380 esercizi pubblici tra bar, tabacchi, centri ricreativi e sale gioco in 35 città italiane (con la copertura totale di tutte le 20 regioni). La rilevazione si è svolta in forma anonima: i rilevatori hanno verificato il rispetto degli obblighi normativi frequentando il locale come comuni clienti.
Dall’indagine è risultata una sostanziale applicazione degli obblighi normativi.
Nel dettaglio, l’obbligo di applicazione sugli apparecchi a moneta o gettone di formule di avvertimento sul rischio di dipendenza da gioco è rispettato dall’85% degli esercizi, mentre il 15% lo evade. Il 97% degli esercizi espone il divieto d’uso degli apparecchi per il gioco con premi in denaro ai minori di 18 anni e l’86% appone l’autorizzazione rilasciata dall’autorità amministrativa. Il materiale informativo ASL sui rischi legati al gioco e sui servizi di assistenza viene esposto dal 72% del campione, mentre il 28% non lo mostra.

“Il rispetto normativo – commentano le Associazioni – è tendenzialmente recepito, anche se la percentuale di chi è in regola si abbassa in merito all’applicazione dell’obbligo d’esposizione del materiale informativo ASL. Riteniamo che l’informazione sui rischi legati al gioco, e soprattutto sull’esistenza di servizi dedicati all’assistenza di persone affette da GAP, siano importanti per incrementare il grado di consapevolezza sulle possibilità di prevenzione e cura della ludopatia, nonché per favorire la riflessione di chi è vittima del gioco d’azzardo e delle loro famiglie. Questo monitoraggio – continuano le Associazioni – ha registrato un dato positivo sul fronte del rispetto della norma, ma ad oggi non ci è dato sapere quale tipo di impatto abbia questo rispetto sull’andamento del fenomeno, visto che i dati ufficiali in merito, contenuti sul sito dell’AAMS, (www.agenziadoganemonopoli.gov.it) risalgono al 2012 (prima dell’applicazione del decreto Balduzzi). Abbiamo quindi inviato una lettera all’Agenzia in cui chiediamo la pubblicazione di questi dati per verificare gli effetti del decreto. Malgrado non ci siano ad oggi dati ufficiali, le nostre associazioni hanno comunque rilevato, con l’aggravarsi della crisi economica, una crescita esponenziale delle richieste di aiuto da parte di famiglie indebitate a causa del gioco”.

La versione completa dell’indagine è disponibile sul sito del Progetto Salva Famiglie al link http://www.salvafamiglie.it/index.php?option=com_content&view=article&id=29:gioco-d-azzardo&catid=2