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GIOVANI STUDENTI PROTAGONISTI DELLA LUISS CYBER SUMMER SCHOOL

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Roma, 5 luglio 2019

Nella giornata di oggi, in occasione della chiusura della prima edizione della Luiss Cyber Summer School – il percorso formativo rivolto agli studenti del terzo e penultimo anno delle scuole superiori, per acquisire le conoscenze di base nel campo della sicurezza cibernetica – i giovanissimi partecipanti si sono sfidati a colpi di Hackaton Capture the flag. La competizione è promossa da Cy4gate in collaborazione con la Libera Università Internazionale degli Studi Sociali Guido Carli, delle Forze Armate, incluso il Comando interforze per le operazioni cibernetiche (Cioc), della Guardia di Finanza e della Polizia Postale

All’evento conclusivo, moderato da Michele Pierri, direttore di Cyberaffairs, sono intervenuti Domitilla Benigni, Direttore Generale di Elettronica Group; Paolo Spagnoletti, Direttore della Luiss Cyber Summer School, il generale Francesco Vestito, direttore del Cioc; Raffaele Marchetti, delegato del Rettore all’internazionalizzazione della Luiss, Luigi Gabriele, Vice Presidente della community Visionari.

Il gioco ha visto i partecipanti, suddivisi in team, sfidarsi per “hackerare” nel minor tempo possibile una macchina virtuale simulata. Gli studenti sono stati affiancati dai rappresentati delle Forze Armate, Guardia di Finanza e Polizia Postale che hanno guidato i ragazzi nelle dinamiche del Capture the Flag (CTF). Questa iniziativa, ispirata ai principi dell’hacking etico, ha avuto l’obiettivo di valorizzare un nuovo orizzonte di competenze in cerca di autore. Infatti, sempre più aziende e governi, consapevoli della necessità di proteggere efficacemente le proprie infrastrutture da possibili attacchi informatici, sono alla ricerca di specializzazioni e nuovi professionisti del settore.

Nel mezzo di quella che è più comunemente definita come rivoluzione digitale, dove competenze e mercato del lavoro sono continuamente in evoluzione e protagonisti di cambiamenti, l’ecosistema della cybersecurity mostra ancora un importante divario tra le enormi possibilità di impiego e la scarsa presenza di professionisti adeguatamente formati. Il progresso tecnologico ci consegna quotidianamente cifre che impongono un’immediata inversione di tendenza, calcolando che secondo stime attuali, sono globalmente quasi 3 milioni le figure mancanti nell’ambito della cybersecurity e che solo in Europa il mercato dei dati ha un valore di 60 miliardi di euro (Fonte: “Geopolitica del Digitale”, Ambrosetti/Elettronica Group). 

Se si considera, inoltre, che la maggior parte delle aziende italiane non ha ancora apportato una vera svolta tecnologica, con circa l’86% delle imprese che non ha al momento adottato tecnologie dell’Industria 4.0, si comprende come la necessità di avere giovani professionisti pronti e formati per il nuovo mercato del lavoro sia una componente essenziale per l’intero sistema Paese. 

Un mercato del lavoro nel quale, secondo le recenti stime del World Economic Forum, si stima che circa il 65% dei bambini che oggi frequenta la scuola primaria svolgerà lavori che ancora non esistono. “Consapevole del gap da colmare – sostiene Eugenio Santagata, Ceo di Cy4gate – la nostra azienda dedica una parte considerevole del proprio impegno, in sinergia con istituzioni universitarie e superiori, alla diffusione di “competenze per la sicurezza” nei giovanissimi seguendo il modello avviato già da altre realtà tecnologicamente avanzate come Stati Uniti ed Israele, dove il coinvolgimento dei giovani nell’ecosistema cibernetico viene avviato sin dalla scuola primaria. Iniziative come i Cy4games, pensate per giovani studenti delle scuole superiori, si inseriscono in un piano di lungo periodo sulla formazione volto ad informare e formare le nuove generazioni e a valorizzare le opportunità professionali emergenti”.

Non si parla solo di competenze verticali di natura informatica, ma di una formazione sempre più trasversale e variegata che tenga in considerazione aspetti legati alla normativa e alla scrittura delle policies. Il legal, l’economia ad esempio sono territori che stanno entrando in interazione sempre più forte con le competenze cyber come dimostra il Master di II livello in Cybersecurity – Politiche pubbliche, normative e gestione, promosso dalla collaborazione tra Luiss Guido Carli e Cy4gate. Tra i membri fondatori dell’iniziativa, Domitilla Benigni, chief operating officer del gruppo Elettronica, che controlla Cy4gate.

La presenza di studentesse, inoltre, consolida l’impegno di Cy4gate nel promuovere il ruolo delle donne nella sicurezza, ancora insufficiente se si considera che solo l’11% dei professionisti della cyber è rappresentato da donne (fonte: Center for Security Education).  È in questa direzione che si rivolge ad esempio l’iniziativa Women4cyber, progetto lanciato dalla European Cyber Security Organization (Ecso) con l’obiettivo di sviluppare un programma concreto per favorire e rendere reale la partecipazione delle donne nel campo della cyber security, con un percorso di inclusione e crescita professionale che deve avere inizio dai primi anni del liceo.

Iniziative come la Luiss Cyber Summer School, sono opportunità uniche per le ragazze di cimentarsi nelle pratiche della sicurezza informatica: dall’attività di password cracking, alla verifica dell’integrità dei dati, ai processi di accesso remoto ai sistemi. Alla prima edizione, i giovanissimi venti partecipanti, quattro dei quali ragazze, durante questa settimana hanno svolto un programma didattico, utile per comprendere meccanismi e processi della cybersicurezza, con esercitazioni pratiche e visite presso realtà specializzate nel contrasto alla criminalità informatica.

Le competenze, le tecnologie e i metodi di lavoro tipici delle organizzazioni militari e delle forze di polizia sono oggi un punto di riferimento importante per garantire adeguati livelli di sicurezza a imprese, professionisti e cittadini” ha dichiarato Paolo Spagnoletti, direttore della Luiss Cyber Summer School, che ha aggiunto: “Vedere giovani studenti lavorare fianco a fianco con esperti delle forze di polizia e delle forze armate in un percorso interdisciplinare di introduzione alla cybersecurity fornisce un esempio concreto di sviluppo e diffusione della cultura della sicurezza”.

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Bollette 28 giorni: dopo la sentenza del Consiglio di Stato, cosa fare per avere i rimborsi?

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Buone notizie sulla vicenda delle bollette di telefonia fissa o fisso/mobile fatturate a 28 giorni e dei soldi pagati in più dai consumatori. Infatti, dopo la conferma che le compagnie telefoniche devono provvedere a rimborsare i propri clienti, il Consiglio di Stato ha sentenziato che tali rimborsi devono essere automatici.

Che cosa significa?

2 sono le tipologie di utenti coinvolti:

  • coloro che sono ancora clienti dell’operatore telefonico
  • coloro che non sono più clienti del gestore responsabile dell’ingiusto addebito perché sono passati ad altro operatore.

1° caso: se sei ancora cliente dell’operatore che ti ha inviato la fatturazione a 28 giorni

  • Per ottenere il rimborso di quanto pagato in più non devi presentare alcuna richiesta. La tua compagnia telefonica è tenuta a rimborsarti stornando le giornate pagate in più. Riceverai quindi una bolletta più bassa

2° caso: se NON sei più cliente dell’operatore che ti ha inviato la fatturazione a 28 giorni

  • Per ottenere il rimborso di quanto pagato in più, DEVI subito presentare un reclamo all’azienda chiedendo il rimborso e l’importo esatto. Il reclamo deve essere inviato con una modalità TRACCIABILE (raccomandata A/R, posta certificata (Pec), numero di reclamo). Trascorsi 45 giorni senza risposta da parte dell’operatore o di risposta insoddisfacente, è possibile chiedere attraverso le sedi territoriali Adiconsum la conciliazione paritetica, per ottenere quanto previsto dalla legge.

Il periodo che verrà considerato per il calcolo del rimborso è il seguente: 23 giugno 2017 – 5 aprile 2018.

IMPORTANTE: Per info e assistenza, contatta le sedi territoriali Adiconsum

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SALDI| Cambio di un prodotto in negozio? Cosa fare e quando

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Hai acquistato un capo e, provandolo con calma a casa, ti sei reso conto che non è di tuo gusto? Non ti piace il colore del tuo nuovo vestito? In poche parole, ti sei pentito dell’acquisto che hai fatto? Hai ancora lo scontrino con te e ti chiedi se sia possibile restituire il capo oppure cambiarlo con un altro?

E se invece, ti accorgi che il prodotto acquistato è difettoso?

Ebbene, con questo articolo vogliamo proprio parlarti di questo argomento: la possibilità di restituire i beni. Le due ipotesi sono differenti e vediamo cosa dice la legge.

Nel primo caso, il commerciante non è tenuto al cambio della merce acquistata. Questa possibilità è a discrezione del venditore. Vero è che di solito, soprattutto le grandi catene, hanno una policy aziendale che permette il cambio del prodotto, dietro esibizione dello scontrino ed entro un numero limitato di giorni.

Nel secondo caso, invece, secondo la legge, il venditore è tenuto a garantire che il bene acquistato sia esente da imperfezioni. Qualora il prodotto presentasse imperfezioni, puoi richiedere il cambio appellandoti alla garanzia legale che si applica a tutti i beni di consumo, nuovi ed usati.

Molti utenti ci scrivono e ci segnalano alcuni casi particolari, come ad esempio la seguente storia pervenuta sulla nostra pagina Facebook:

La signora S.D. ha acquistato un pigiama al costo di 35 € presso una catena di abbigliamento che consente il cambio del prodotto. Qualche giorno dopo, entro i termini consentiti, la signora si reca presso il punto vendita per rendere il prodotto ed acquistarne un altro di pari valore. Nel frattempo, subentrati i saldi, il prezzo del pigiama era passato da 35 a 25 euro. Ebbene, poiché il pigiama risultava deprezzato di 10 €, il negozio ha richiesto il versamento dei 10 € di differenza!

Cosa fare? È giusto l’atteggiamento tenuto dall’Azienda?

No, perché il prezzo che risulta sullo scontrino rappresenta il credito da utilizzare per effettuare l’eventuale cambio con un prodotto dello stesso valore.

In casi del genere, ti consigliamo di chiedere di parlare con un responsabile e di contattare la Polizia municipale (Vigili) o locale per segnalare la scorretta pratica commerciale.

In caso, di mancato riconoscimento dei tuoi diritti, rivolgiti presso una sede Adiconsum

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Eni e Poste Italiane, partnership nei servizi digitali, finanziari e di pagamento

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Roma, 22 luglio 2019 – Eni e Poste Italiane hanno firmato un Memorandum di intesa per l’avvio di una partnership di ampio respiro nel campo del digitale. L’accordo non vincolante di cooperazione riguarda anche i servizi finanziari ed è stato sottoscritto da Eni, Eni Refining & Marketing, Eni gas e luce, Poste Italiane e PostePay.

La partnership tra le due grandi aziende italiane rappresenta un primo significativo strumento di integrazione e di valorizzazione degli asset di Eni e di Poste. Si inserisce in una logica multibusiness che riguarda sia la fornitura di carburanti nelle stazioni di servizio Eni sia quella di gas ed energia elettrica, mediante l’attivazione di servizi finanziari innovativi legati ai sistemi di pagamento, nell’ambito delle opportunità offerte dalla Direttiva Europea PSDII, ed ha come principale obiettivo l’offerta alla clientela retail di una gamma sempre più estesa di nuove soluzioni di servizio e pagamento.

L’accordo prevede una serie di azioni tese a valorizzare, da una parte, gli oltre 26 milioni di carte di debito e prepagate del gruppo Poste Italiane in circolazione in Italia, dall’altra le 4.300 stazioni di servizio Eni, nelle quali transitano in media un milione di persone al giorno, nonché gli otto milioni di clienti Eni gas e luce, che generano 41 milioni di bollette annue e contano su 150 punti vendita Energy Store.

In particolare, Poste Italiane ed Eni effettueranno uno studio per la realizzazione di alcune iniziative al fine di individuare soluzioni che assicurino ai clienti la massima sicurezza e semplicità nell’esecuzione delle transazioni in modalità fisica e digitale. Lo studio, in coerenza con il quadro normativo di riferimento, riguarderà varie opzioni di servizi finanziari, quali ad esempio il pagamento dei bollettini premarcati e il prelievo di contante in combinazione con l’erogazione di carburante. Poste Italiane e Eni gas e luce, inoltre, potrebbero in futuro sperimentare nuovi sistemi di rendicontazione delle bollette mediante la tecnologia blockchain, mentre sono già attive nuove funzioni per i rimborsi alla clientela Eni gas e luce tramite l’intera rete di Poste Italiane.

In relazione alle singole opportunità che dovessero formare oggetto di valutazione, verranno messe a disposizione le informazioni inerenti alle operazioni con parti correlate, ove ne ricorressero i presupposti.

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