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Giudici contro i Padri. Interrogazione Parlamentare per sapere i dati degli affidi nel tribunale di Roma

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L’on. Capezzone facendo propria un’istanza di Codici ha chiesto un’interrogazione parlamentare sul diniego della Corte d’Appello di Roma di poter accedere ai dati statistici sugli affidamenti dei minori

In merito al rifiuto da parte della Corte d’Appello di Roma di fornirci i dati statistici sugli affidamenti dei minori, Codici non si è data per vinta,  pertanto ha ricevuto massimo supporto dall’On. Daniele Capezzone, il quale dimostratosi sensibile al tema, ha prontamente richiesto una interrogazione parlamentare facendo propria un’istanza di Codici, per comprendere su quali basi sia stato posto il rifiuto di consegnare questi dati.

L’interrogazione parlamentare 4-18300 è stata pubblicata in data odierna sul sito della Camera dei Deputati.

In particolare, con una petizione, l’Associazione Codici chiedeva di poter prendere visione ed estrarre copia dei dati statistici riferiti a:

1) percentuali di collocamento prevalente presso la madre in regime di affido condiviso ovvero presso il padre;
2) percentuali di condanne alle spese di lite a carico del padre ovvero a carico della madre;
3) percentuali di decisioni che hanno disposto/confermato il regime di mantenimento diretto dei minori.

La risposta non si è fatta attendere e l’esito è stato tristemente prevedibile.

La Corte d’Appello ha, infatti, rifiutato la richiesta pur trattandosi di dati che ha l’obbligo di rendere pubblici, dovendoli presentare all’Istat.

Il controllo di determinati dati statistici, che ovviamente non comportano una violazione della disciplina sulla privacy, è necessario infatti per verificare eventuali violazioni di principi normativi e una conseguente discriminazione della figura genitoriale paterna.

E’ bene precisare, viste le motivazioni allegate al rifiuto riguardo alla tutela della privacy dei soggetti coinvolti, che l’Associazione Codici non chiedeva dati nominali ma percentuali, per riuscire ad avere un quadro completo della situazione degli affidi in Italia, nonostante le segnalazioni che pervengono alla nostra Associazione, lo delinìno già chiaramente.

I formulari compilati dai tribunali e consegnati all’Istat per l’elaborazione di dati su base nazionale prevedono già specifici campi relativi all’affido dei figli minori, pertanto non verrebbe richiesto nessuno sforzo aggiuntivo agli uffici competenti.

Rimaniamo in attesa della risposta della Corte d’Appello di Roma all’interrogazione parlamentare, che con questo rifiuto immotivato e ingiustificato contribuisce ad ostacolare il diritto alla bigenitorialità, negato sempre con più forza ai milioni di padri separati che quotidianamente combattono per poter vedere i propri figli e continuare ad essere genitori.

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Elettricità: differita al 2020 l’ultima fase della riforma tariffaria per gli oneri generali dei clienti domestici

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dal 1° gennaio 2019 eliminata la progressività della componente di commercializzazione

Milano, 5 dicembre 2018 – Il completamento della riforma delle tariffe relativa alle componenti degli oneri generali di sistema per i clienti domestici viene differito di un ulteriore anno rispetto al previsto 1° gennaio 2019. Lo ha deciso l’Autorità con la delibera 626/2018/R/eel per evitare la sovrapposizione nel prossimo anno con gli effetti che deriveranno dalla riattivazione degli oneri generali, parzialmente sospesi negli ultimi 2 trimestri per limitare gli aumenti di spesa dell’energia elettrica.

La riforma delle tariffe domestiche, definita dall’Autorità in attuazione del decreto legislativo n.102/14, ha già permesso di eliminare la progressività dalle tariffe dei servizi di rete (trasmissione e distribuzione), nel rispetto degli obiettivi di sostenibilità ambientale e di allineamento della struttura delle tariffe ai costi del servizio.

Per le componenti tariffarie degli oneri generali rimane quindi in vigore la struttura a due scaglioni in vigore nel 2018 (fino a 1.800 kWh/anno e oltre 1.800 kWh/anno). Ciò permette di mantenere proporzionato, per tutti i clienti domestici, l’effetto della riattivazione degli oneri generali.

Il rinvio non riguarda invece la componente DISPBT, applicata a tutti i clienti aventi diritto al servizio di maggiore tutela, che nel 2018 aveva ancora una struttura progressiva per i clienti domestici residenti. Dal 2019 verranno pertanto eliminati gli scaglioni da tale componente, che riguarda i costi di commercializzazione1

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Ferri da Stiro, approfondimento di Unomattina con Luigi Gabriele di ADICONSUM e Valerio Rossi Albertini (Fisico del CNR)

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Tipologie ferri da stiro.

Approfondimento di Unomattina con luigi Gabriele Adiconsum e Valerio Rossi Albertini Fisico CNR

Riguarda il video dal minuto 39

  • Perchè il ferro a caldaia ha superato quello classico?Pro e contro di questa scelta.Ferri classici, perchè c’è una differenza così ampia tra quelli che costano 20 euro e quelli 100?
  • Consigli per l’acquisto
  • Consumi tra classici e a caldaia.
  • Acqua decalcificata(distillata) ha senso?

Vediamo l’approfondimento realizzato dalla redazione con la collaborazione dell’ufficio stampa di ADICONSUM

A vapore

Prezzo: da 20 a 100 euro circa

Potenza massima: (200-2500 watt)

Pro:

  • Economico
  • Occupa poco spazio
  • Utile per stirature rapide
  • Si scalda velocemente

Contro:

  • Serbatoio limitato

Caratteristiche importanti da valutare

  • La pressione del vapore, espressa in bar (sotto 3bar la pressione è bassa, i modelli migliori più aggiornati vanno dai 4,5 bar in su)
  • Grammi di vapore/minuto (per avere prestazioni decenti questo valore deve essere almeno pari a 70g/min; i top di gamma arrivano tranquillamente a 200g/minuto)
  • Vapore verticale (funzione optional)

Consumi: dipendono da molti fattori; una maggiore potenza in termini di watt comporta un maggiore consumo energetico, ma allo stesso tempo, consente al ferro di scaldarsi più velocemente.

Con caldaia

Prezzo: varia in base alle prestazioni da 50 fino a 300 euro

Potenza massima: 700 -2400 watt 

Pro:

  • ideale per lunghe sessioni di stiratura
  • diverse fasce di prezzo
  • esistono modelli che promettono un risparmio energetico del 20/30%

Contro:

  • Molto voluminoso

Caratteristiche importanti da valutare

  • Presenza di un sistema anticalcare adeguatoRisparmio energetico (alcuni modelli assicurano risparmi maggiori rispetto ad altri sistemi)

Da viaggio

Prezzo: dai 13 ai 40 euro

Potenza massima: 700 -1000 watt

Pro:

  • Facile da trasportare
  • Economico

Contro:

Bassa temperatura

Caratteristiche importanti da valutare

  • Varianti mini
  • Varianti con manico pieghevole

Senza filo

Prezzo: 40 /120 euro

Potenza: 1800 – 2400 watt

Pro:

  • Niente fili
  • Poco ingombrante

Contro:

  • Più costoso di un ferro a vapore (a parità di prezzo le performance del ferro a vapore sono migliori)
  • Non adatto per lunghe sessioni di stiratura

Caratteristiche importanti da valutare

  • Vedi ferro da stiro a vapore

 

Verticale

Prezzo: 30/150 euro (alcuni modelli possono arrivare a 910 euro)

Potenza: 700- 1800 watt

Pro:

  • Pratici da usare
  • Prezzi che variano
  • Stiratura molto veloce

Contro:

  • Poco precisi

Caratteristiche importanti da valutare

  • Modello ferro da stiro verticale
  • Modello stiratrice verticale

Altri modelli:

Tavola da stiro con ferro incorporato; Pressa da stiro; macchina per stirare

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Consumatori

Aspirapolvere o scopa elettrica? Fatti consigliare da un fisico (Valerio Rossi Albertini) e un consumerista(Luigi Gabriele)

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Unomattina

St 2018/19 Aspirapolvere o scopa elettrica? – 18/09/2018

Come eliminare la polvere domestica? In studio Luigi Gabriele, esperto consumi, e Valerio Rossi Albertini, fisico CNR.

Riguarda il video:

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