Le cronache parlano di un importante calo nelle somme recuperate da Equitalia tramite la riscossione. Le motivazioni si individuano nella crisi economica, ma anche, secondo la Corte dei Conti, nel susseguirsi di novità normative che hanno indebolito l’azione di riscossione coattiva dei tributi.
Le novità, secondo i magistrati contabili, sono infatti i limiti emanati per tutelare i cittadini nell’attuale periodo di disagio economico. Stiamo parlando dell’ampliamento delle possibilità di rateizzazione e della soglia del debito oltre la quale la società di riscossione può iscrivere l’ipoteca o procedere all’espropriazione immobiliare. Si riferiscono anche all’impossibilità di pignorare l’abitazione principale del contribuente moroso e ai limiti alle procedure esecutive nei confronti dei beni strumentali delle imprese (fonte Il Messaggero).

Ma invece di puntare il dito sulle limitazioni della riscossione che sono state giustamente poste in essere in conseguenza del reale e dilagante disagio di cittadini e imprese, il discorso dovrebbe concentrarsi sulle motivazioni che, secondo il Codici, spiegano in maniera adeguata il crollo di 3 miliardi per le riscossioni degli ultimi 3 anni, cioè il fatto che Equitalia ha raschiato il barile. Il fatto è, secondo l’Associazione, che i cittadini non hanno più soldi per pagare Equitalia, per questo motivo la riscossione cala, non per i limiti normativi imposti negli ultimi anni all’Agenzia di riscossione.

I cittadini, infatti, lamentano continuamente un disagio economico sempre più consistente e i metodi di riscossione a volte troppo aggressivi di Equitalia non hanno fatto altro che peggiorare una situazione già di per sé molto grave. Attraverso la riscossione anche dei crediti prescritti, o l’applicazione di tassi di interesse eccessivamente alti, la nota agenzia di riscossione, negli anni, ha accumulato molto malcontento da parte degli utenti.
Si ricordi che le attività e le modalità di riscossione crediti da parte di Equitalia e delle Agenzie di riscossione tributi incidono in maniera importante sulle crescenti difficoltà economiche della società: con il sistema di interessi applicato, sia in termini di aggio che in termini di anatocismo esercitato, risulta impossibile per il cittadino sanare la propria posizione debitoria. Quest’ultimo, così, si vede pignorare la casa dove vive, o fermare la macchina con cui lavora, facendo venir meno la possibilità di creare un reddito.
Tali fenomeni sono contrari ai principi costituzionali che garantiscono il diritto alla casa e al lavoro ( Artt. 1,2,3 e 47 Costituzione Italiana). Per questi motivo il Codici si è sempre battuto per una riscossione più attenta alle esigenze dei cittadini, anche promuovendo una Petizione Popolare Nazionale presentata al Parlamento e al Governo Italiano.