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Gli scienziati affermano che siamo sull’orlo di una rivoluzione nel settore del riciclo dell’anidride carbonica

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Fonte: visionari.org

Gli scienziati affermano che siamo sull’orlo di una rivoluzione nel settore del riciclo dell’anidride carbonica.

Nuove tecniche per il riciclo della CO2 si stanno sviluppando con l’obiettivo della sua cattura e conversione in idrocarburi riutilizzabili con costi energetici quasi nulli.

Nel giro di pochi anni potremo catturare l’anidride carbonica emessa dalle centrali elettriche e riciclarla in combustibile. (Credit: VICTOR LAUER/SHUTTERSTOCK)

Ogni anno, miliardi di tonnellate cubiche di anidride carbonica (CO2) che rilasciamo nell’atmosfera si aggiungono alla crescente minaccia del cambiamento climatico. Ma cosa succederebbe se potessimo semplicemente riciclare tutto lo scarto di CO2 e trasformarlo in qualcosa di utile?

Con l’aggiunta di elettricità, acqua e una varietà di catalizzatori, gli scienziati possono ridurre la CO2 in molecole corte come il monossido di carbonio e metano, che possono poi combinare per formare combustibiliidrocarburici più complessi come il butano. Ora, i ricercatori pensano chepotremmo essere sull’orlo di una rivoluzione che ricicla e cattura CO2 dalle centrali elettriche — e forse anche direttamente dall’atmosfera — e lo converte in questi combustibili su scala globaleriferiscono su Joule.

La rivista Science ha incontrato uno degli autori dello studio, lo scienziato dei materiali e studente laureato Phil De Luna dell’Università di Toronto, in Canada, per intervistarlo riguardo al funzionamento del riciclo di CO2 e al futuro di queste tecnologie. Questa intervista è stata adattata per renderla più chiara e dettagliata.

D: Perché riciclare CO2?

R: Il mondo sviluppato emette CO2 in modo quasi futile da molto tempo, e c’è molto che si può fare. Ma potrei immaginare un giorno in cui l’intero mix energetico sarà alimentato da fonti di energia rinnovabili, e tutti gli idrocarburi, i prodotti del consumo di plastica, i combustibili necessari per lo stoccaggio di energia a lungo termine e per il riscaldamento delle abitazioni in inverno, tutto questo potrebbe essere derivato dalla conversione di CO2 in energia. E poi, se tutto ciò dovesse accadere, la CO2 diventerebbe un modo per immagazzinare energia rinnovabile, in forma chimica, per lunghi periodi di tempo, in modo stabile. E questo è il tipo di obiettivo: avere la CO2 come vettore di energia piuttosto che come semplice spreco o emissione.

D: Da dove è nata l’idea?

R: L’idea nasce dalla fotosintesi artificiale: la natura è stata in grado di prendere luce, CO2 e acqua e creare cibo, noi stiamo progettando dispositivi in grado di assorbire CO2, energie rinnovabili e acqua, e ridurli in prodotti a più alto valore aggiunto.

D: Come fa questa tecnologia a convertire il CO2 in carburante?

R: È come una cella a combustibile inversa. C’è un catodo e un anodo; nell’anodo, l’acqua è divisa in protoni e ossigeno gassoso, e nel catodo, la CO2 è elettrochimicamente ridotta ad altre sostanze chimiche a valore aggiunto, come il monossido di carbonio, il metano, l’etilene. Così si generano i protoni e gli elettroni dalla CO2 (dall’acqua e dall’elettricità), e li si riduce elettrochimicamente.

D: Sembra che da questo processo si possano ricavare molte molecole. Come decidereste quali produrre?

R: Abbiamo adottato un approccio economico e abbiamo esaminato tutti i combustibili idrocarburici che potenzialmente si possono produrre con la CO2. Anche se molecole con più atomi di carbonio sono più dense di energia, ci vuole più energia per ridurle. Quindi, per la tecnologia attuale ha più senso utilizzare molecole con meno atomi di carbonio come l’etilene o il monossido di carbonio, e poi modificare tali molecole utilizzando altri processi.

D: Questa tecnologia è ora pronta per l’uso?

R: L’aumento di scala e i progressi che si sono verificati negli ultimi due anni sono davvero incredibili. In termini di quanto siamo vicini all’impatto industriale — è davvero una questione di 5–10 anni.

D: Quali altri metodi potrebbero essere utilizzati in futuro per riciclare il CO2?

R: Nella fotocatalisi la forza motrice è la luce solare piuttosto che l’elettricità. I sistemi bioibridi combinano qualcosa come l’elettrocatalisi o la fotocatalisi con enzimi o microbi che possono modificare i prodotti della conversione di CO2 in prodotti chimici più fini. Con l’impiego di nano-macchine molecolari si potrebbero realizzare fabbriche su scala molecolare in grado di assorbire CO2, rompere i legami e riorganizzare gli atomi su tutta la scala atomica. È un’idea molto lontana e ottimistica, ma … un giorno potrebbe essere una possibilità.

D: Cosa pensa che deciderà quale tecnologia vincerà alla fine?

R: In fin dei conti sarà sempre il mercato a decidere, dove la tecnologia può ottenere una sponsorizzazione industriale sufficiente e l’accettazione da parte dell’industria. Questo è quello che vincerà, quello che sarà implementato su scala, e quello che sarà competitivo. Queste grandi società energetiche stanno cercando modi per diversificare i loro portafogli e le loro tecnologie. E questa idea … si adatta perfettamente alle esigenze umane, ed evita che le scommesse diventino irrealizabili.


Tradotto in Italiano. Articolo originale: Science


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Liti europee, sai che puoi risolvere senza andare in tribunale?

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Il progetto SCAN è un progetto di ricerca, coordinato dall’Università Federico II di Napoli, di cui Adiconsum è partner. Il progetto rientra nel programma di Giustizia dell’Unione europea 2014-2020 che vuole rendere valido ed efficace per tutti il Procedimento europeo per le controversie di modesta entità (small claims).

In particolare, Adiconsum contribuisce attivamente alla diffusione dell’indagine sullo stato di implementazione del Procedimento rivolta a consumatori, imprenditori, giudici, avvocati e rappresentanti delle associazioni dei consumatori, alle azioni di formazione sul procedimento da parte delle associazioni consumatori e all’attività di promozione e diffusione dello stesso procedimento e di tutti i risultati del progetto.

Ricordiamo che la procedura è stata istituita dall’Unione europea nel 2009.

Il tuo contributo è importante. Per rispondere al Questionario, clicca qui

Per saperne di più sul progetto SCAN, clicca qui

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DAZN multa da 500 mila euro per pubblicità ingannevole

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da una segnalazione anche di Luigi Gabriele del mese di luglio 2018

Pubblicità e informazioni ingannevoli sul pacchetto Calcio 2018/19: sanzione per 500mila euro a DAZN
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha chiuso l’istruttoria relativa al servizio DAZN, avviata nel mese di agosto 2018 nei confronti di Perform Investment Limited e Perform Media Services S.r.l., accertando due pratiche commerciali scorrette e irrogando alle società sanzioni per complessivi 500mila euro.

L’Autorità ha rilevato che le due società, in violazione dell’art. 21 del Codice del Consumo, hanno utilizzato, nell’attività promozionale dell’offerta del servizio streaming DAZN per la visione in diretta delle partite serie A e serie B nella stagione 2018/19, messaggi pubblicitari attraverso cui veniva enfatizzata la possibilità di fruizione del servizio “quando vuoi, dove vuoi”, senza fare alcun riferimento alle limitazioni tecniche che avrebbero potuto, invece, renderla complicata  o addirittura impedirla, come hanno dimostrato le difficoltà incontrate in concreto dai consumatori all’inizio della stagione.

L’Autorità ha, inoltre, accertato che le due società, sempre in violazione dell’art. 21 del Codice del Consumo, hanno adottato, sul sito web di DAZN, una modalità ingannevole di adesione al servizio. Infatti, al consumatore veniva prospettata la possibilità, registrandosi al sito, di fruire di un mese di prova gratuito, con la precisazione che la registrazione non avrebbe implicato la sottoscrizione di un contratto di abbonamento. In realtà, la creazione dell’account determinava, di fatto, la conclusione del contratto del servizio DAZN, che, in assenza di disdetta, avrebbe comportato, dopo il primo mese, l’inizio dell’addebito sistematico dei costi mensili.

25 marzo 2019

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Sciopero del trasporto aereo. Cosa fare per tutelarsi

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Oggi 25 marzo, giornata calda per chi deve viaggiare in aereo. È, infatti, stato indetto uno sciopero ed è prevista la cancellazione di alcuni voli. Ricordiamo, quindi in breve, i diritti dei passeggeri del trasporto aereo in caso di cancellazione dei voli così come stabilito dal Regolamento n. 261/2004

Se il tuo volo è stato cancellato hai diritto:

  • a scegliere se chiedere il rimborso del prezzo del biglietto (entro 7 gg) oppure la riprotezione su un volo alternativo, in condizioni di trasporto comparabili, e verso la destinazione finale non appena possibile o ad una data successiva di tuo gradimento (ma, in quest’ultimo caso, a seconda del numero di posti disponibili)
  • a ricevere assistenza, cioè a pasti e bevande in relazione alla durata dell’attesa; sistemazione in albergo in caso di pernottamento; trasferimento dall’aeroporto al luogo di sistemazione A/R; due telefonate o messaggi via telex, fax o posta elettronica.

IMPORTANTE: LA COMPENSAZIONE PECUNIARIA NON SEMPRE È DOVUTA!!!

È esclusa nel caso in cui la cancellazione sia stata determinata per il verificarsi di circostanze eccezionali, come ad esempio avverse condizioni metereologiche e scioperi. Vero è che, la Corte di giustizia europea ha recentemente stabilito che lo sciopero non sempre esonera la compagnia aerea dal corrispondere la compensazione. Secondo la Corte, infatti, c’è sciopero e sciopero e l’erogazione della compensazione pecuniaria va valutata caso per caso. In particolare, per la sua erogazione, due sono le condizioni che devono presentarsi: che l’evento riguardi l’ordinario esercizio dell’attività della compagnia e che rientri nel suo ambito di controllo.

Inoltre, la compensazione pecuniaria non è, comunque, dovuta se:

  • il passeggero viene preavvertito della cancellazione almeno 2 settimane prima della data di partenza del volo
  • il preavviso avviene in un lasso di tempo compreso tra 2 settimane e 7 giorni e la compagnia offre un volo alternativo, il cui orario di partenza non può superare, però, le 2 ore di anticipo rispetto all’orario del volo cancellato e le 4 ore in caso di ritorno
  • il preavviso arriva in un tempo inferiore a 7 giorni e la compagnia offre un volo alternativo in cui l’orario di partenza è solo di 1 ora in anticipo rispetto all’orario di partenza previsto per il volo cancellato e l’arrivo non è superiore alle 2 ore.

In caso di info e assistenza, se il volo è operato da una compagnia italiana, contatta le sedi territoriali Adiconsum, se il volo è operato da una compagnia con sede in uno dei Paesi dell’Unione europea, contatta il Centro Europeo Consumatori Italia.

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