Codici: Paesi dell’Ue tutti contrari ma al momento del voto non c’è

mai una maggioranza!

Il Glifosato, il  potente diserbante utilizzato diffusamente in tutta l’agricoltura italiana ed europea , vede l’inizio del suo utilizzo negli anni ’70, per la ragione che coniugava bassa tossicità e ‘diserbamento’ profondo dei terreni .

In un rapporto ISPRA relativo agli anni 2011 e 2012 ed elaborato sulla base di dati provenienti dalle Agenzie Regionali per la Protezione dell’Ambiente (ARPA) e delle corrispondenti agenzie provinciali (APPA), il glifosato viene definito come uno degli erbicidi più utilizzati nell’agricoltura italiana. Secondo dati parziali dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente del Veneto (ARPAV), ad esempio, si sa che nel 2007, nella sola provincia di Treviso sono stati impiegati 55.000 chilogrammi di Glifosato e 8.000 chilogrammi di Ammonio-Glufosinato.(fonte wiki) In seguito sono state individuate delle tossicità del prodotto ed anche un potenziale cancerogeno, motivo per il quale si sta disquisendo da parecchio tempo in Commissione Europea per togliere il prodotto dall’utilizzo abituale. Sulla carta sono tutti concordi ma all’atto pratico pare che sia sempre molto difficile esprimere una maggioranza e quindi le decisioni sono per l’ennesima volta rinviate.

“Ci rincuora che si siano già espressi votando contro, Italia, Francia e Olanda e che l’Italia punti ad un futuro ‘glifosate zero’ “ commenta Matteo Pennacchia del settore agroalimentare del Codici  “ma come per gli ogm  i troppi interessi correlati fanno si che a parole siano tutti d’accordo, ma la realizzazione dei fatti sia sempre differente”.