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Guarda dove metti i piedi! Prima campagna comportamentale italiana per la sicurezza dipendenti è di E.ON

La campagna di comunicazione “Guarda dove metti i piedi!”, promossa
dall’Azienda nel 2013, ha contribuito alla sensibilizzazione dei dipendenti nei
confronti della sicurezza.

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La campagna di comunicazione “Guarda dove metti i piedi!”, promossa da E.ON nel 2013 per la sensibilizzazione dei dipendenti sulla sicurezza, ha vinto il 1° Premio nella categoria Comunicazione Interna dell’International Events and Relational Strategies GrandPrix 2014.
L’International Events & Relational Strategies, giunto alla 21esima edizione, in collaborazione con Assorel, è tra i più autorevoli riconoscimenti del settore dedicato alle tecniche più innovative ed efficaci in ambito marketing e PR.

Il riconoscimento è stato consegnato ieri, in occasione della cerimonia organizzata presso i Magazzini Generali di Milano, ad E.ON e al team dell’agenzia Cabiria BrandUniverse, che ha curato l’ideazione e la realizzazione della campagna.
httpv://www.youtube.com/watch?v=BNP1eCN4dmQ&list=UU0egiJlZ3BQQeDo6w2DE0oQ
Anche grazie a questa campagna E.ON ha ottenuto importanti risultati nel corso degli anni in Italia. La performance sulla sicurezza è infatti notevolmente migliorata: dal 2010 a oggi il TRIF (Total Recordable Incidents Frequency, ovvero il numero di infortuni verificatosi per ogni milione di ore lavorate) è stato ridotto del 44% circa.
Anche la frequenza degli infortuni negli impianti E.ON è diminuita: in alcune centrali non si registrano incidenti da oltre un anno.
Attraverso attività formative e di comunicazione E.ON infatti è costantemente impegnata nella diffusione di una cultura condivisa della sicurezza, promuovendo presso il proprio personale la prevenzione e i comportamenti che contribuiscono a evitare infortuni e incidenti, e facendo crescere la consapevolezza dell’importanza del
contributo di ciascuno per la sicurezza di tutti.

La campagna “Guarda dove metti i piedi!” ha inteso sensibilizzare in modo coinvolgente i dipendenti sul pericolo di scivolamenti, inciampi e cadute, riportandone l’attenzione sull’importanza di evitare sempre i comportamenti a rischio.
E.ON ha voluto realizzare una campagna che risultasse ugualmente efficace in due ambienti di lavoro molto diversi come gli uffici e le centrali. Si è scelto quindi di concentrare gli sforzi in spazi di aggregazione comuni a tutte le sedi dell’azienda quali le scale, i servizi igienici e le aree di ristoro, divulgando il concept e i messaggi chiave attraverso diversi mezzi e strumenti quali ad esempio sagome adesive apposte su muri e pavimenti per segnalare possibili rischi, un concorso sulla sicurezza promosso attraverso le tovagliette della mensa e simpatici gadget.
Proprio in virtù dell’esigenza di coinvolgere maggiormente i dipendenti, è stato anche girato e prodotto un video in forma di breve telegiornale, in cui i ruoli di conduttori e inviati sono stati impersonati da bambini scelti tra i figli dei dipendenti. Attraverso le rubriche, ciascuna dedicata ad approfondire un argomento relativo alla sicurezza, è stato dato spazio a tutte le sedi e le centrali. Il filmato, realizzato dalla casa di produzione iDivision, è stato distribuito ai dipendenti attraverso vari canali di comunicazione interna.

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Via libera della Camera alla videoserveglianza nella Asili

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Una ottima notizia per il Codacons il via libera dell’Aula alla procedura d’urgenza per l’esame della proposta di legge sulla videosorveglianza negli asili nido e nelle strutture socio-assistenziali per anziani e disabili.

“Da più di dieci anni ci battiamo affinché vengano introdotte telecamere negli asili e nelle scuole, e presso le strutture sanitarie, perché si tratta dell’unica misura realmente utile per combattere violenza e maltrattamenti a danno dei più deboli – afferma il presidente Carlo Rienzi – In Italia sono infatti aumentati a dismisura i casi di bambini malmenati dalle maestre o di disabili e anziani abusati presso cliniche e strutture sanitarie, casi portati all’attenzione pubblica solo grazie ai sistemi di videosorveglianza installati per ordine della magistratura”.

“Invitiamo Governo e Parlamento a non cedere alle pressioni della lobby dei sindacati che, specie nel settore scolastico, si sono schierati contro la presenza delle telecamere, che al contrario potrebbero tutelare anche gli insegnanti contro episodi di bullismo” – conclude Rienzi.

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Ferrovie: Federconsumatori esposto a Trenitalia sui tempi di percorrenza delle tratte regionali

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La “traccia orario” è il tempo assegnato ad un treno per percorrere una certa relazione.

Il tempo impiegato dovrebbe ricavarsi dalla formula t=S/v; dalla quale risulta evidente come il tempo necessario è in rapporto sia allo spazio da percorrere, sia alla velocità.

In realtà in ferrovia non bastano questi elementi per determinare la “traccia orario”, se ne aggiungono alcuni (spesso motivati), e altri di cui nessuno capisce la motivazione.

Solo Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana sono in grado di capire perché per percorrere la relazione Pescara-Montesilvano con treni regionali (ma ci sono centinaia di casi analoghi in Italia) a volte bastano 4 minuti altre volte ne occorrono 17. Eppure, nel caso considerato, i treni viaggiano a velocità simile, non ci sono fermate intermedie e la distanza tra le stazioni è sempre la stessa; ma i tempi assegnati ai treni per percorrere la stessa distanza sono diversissimi.

Un problema che non va sottovalutato, dal momento che ogni minuto di percorrenza di un treno costa alla collettività circa 10 euro.Questo vuol dire che, se al treno Montesilvano-Pescara si assegnano 13 minuti più del dovuto, la comunità pagherà in più 130 euro al giorno; quasi 50.000 euro ogni anno, solo per quel treno! (E questo vale per tutte le altre tratte interessate!

Se il risultato dei vari algoritmi utilizzati per calcolare il prezzo dei servizi da pagare conserva l’apparenza della neutralità, la traccia oraria è chiaramente determinata dagli interessi delle Ferrovie, senza che nessuno possa eccepire alcunché.

Eppure dalle tracce orario dipendono: 1) i costi sostenuti dalle regioni per pagare i corrispettivi a Trenitalia per l’offerta del servizio regionale; 2) la possibilità di applicare o meno le sanzioni a Trenitalia in caso di ritardo; 3) la qualità del servizio ferroviario regionale ;4) la concreta possibilità di apertura del mercato ferroviario.

Per evidenziare un abuso di posizione dominante da parte delle Ferrovie italiane nel mercato ferroviario, la Federconsumatori ha presentato un esposto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Lo stesso esposto è stato inviato all’Autorità di Regolazione dei Trasporti e, per conoscenza, anche al Ministro dei Trasporti (con due precedenti esposti della nostra Associazione al Garante, sono state comminate due diverse sanzioni: la prima da un milione di euro nel 2014, la seconda da cinque milioni di euro nel 2017).

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Paghereste un caffè l’80% in più della media? La polemica su Starbucks a Milano

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Starbucks, il colosso del caffè americano sbarca in Italia con il primo mega store a Milano: per il nostro Paese si tratta di una piccola rivoluzione culturale che da una parte, sicuramente, amplia la concorrenza tra bar e caffeterie, dall’altra suscita qualche perplessità sui costi, davvero molto alti. Pagare un caffè espresso 1,80 è davvero esagerato, senza contare i 3,50 euro del caffè americano, per poi salire di prezzo per caffè più sofisticati: è l’80% in più rispetto alla media milanese!

Secondo gli ultimi dati ufficiali disponibili dell’Osservatorio prezzi e tariffe del ministero dello Sviluppo economico, infatti, che utilizza i prezzi ufficiali rilevati dagli Uffici comunali di statistica nell’ambito della rilevazione mensile dell’Istat, in media il caffè espresso a Milano costa 1 euro, 1,10 euro la quotazione massima. Da Starbucks, quindi, si paga l’espresso, mediamente, 80 centesimi più rispetto al resto della città, 70 centesimi di differenza considerando i bar più cari. Considerato che per molti il caffè al bar è un’abitudine giornaliera irrinunciabile, diventa quasi un lusso!

Ma quanto costa, invece, il caffè fatto in casa? In generale utilizzando 7 grammi di miscela,  il caffè casalingo costa mediamente 12 centesimi, quindi andare da Starbucks ci costa il 2471% in più della tazzina di caffè home made.

Non tutti sanno però che il costo del caffè di casa dipende anche dallo strumento utilizzato: una tazzina di caffè con la tradizionale moka costa infatti circa 0,12 centesimi, mentre con la macchinetta a capsule 0,41 centesimi; per sapere qual è la macchinetta per il caffè più adatta alle diverse esigenze e confrontare i prezzi del caffè fatto con moka, macchinetta automatica, a capsule o a cialde, leggi la nostra indagine Quanto ci costa un caffè espresso fatto in casa

Autore: Unione Nazionale Consumatori

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