Vi ricordate le file interminabili a piazzale Ostiense per rettificare una fatturazione, oppure per chiedere spiegazioni di un conguaglio di oltre due anni arretrato, oppure per contestare una morosità non derivante da un vostro comportamento, costretti a perdere giorni di lavoro, perchè i call center della municipalizzata romana erano nel limbo più assoluto tra inefficienza e inesistenza?

Questo è quello che hanno denunciato i consumatori romani da almeno 3 anni a questa parte, raccogliendo, anche se solo con qualche intezione speculativa, il sostegno della massima assise comunale capitolina.
Questi enormi disagi, in cui spesso si celavano spartizioni correntizie, assalti finanziari e lotte intestine, spesso derivavano da mancati adempimenti del distributore romano e della holding energetica, semplici ma quanto mai catastrofici mancati servizi all’utenza, come la rilevazione dei consumi(con o senza contatori teleletti), l’acquisizione delle autoletture, oppure la mancata fatturazione, tutto sempre in onore del consumo stimato, sempre ottimo per gli anticipi di cassa.

Dopo due anni e mezzo di indagine e disservizi per migliai di utenti, che ancora persistono, secondo le segnalazioni dei consumatori, l’AEEG non sanziona ACEA, anzi, accetta degli impegni che consistono in 20 € di indennizzo se hai subito questi disservizi per oltre un anno e mezzo, e 40 € per quelli oltre tre anni.

Ma sopratutto accetta l’impegno unilaterale dell’Azienda romana, che non lo farà più!Promesse di un’azienda capofila in FederUtility(lobby dei gestori), organizzazione che ha recentemente dichiarato di sostenere l’AEEG sui provvedimenti sul servizio idrico.

Peccato che ogni giorno presso gli sportelli energia delle associazioni continuano ad arrivare segnalazioni circa i comportamenti sconvolgenti di ACEA, che a quanto pare, continua  a fatturare in consumo stimato, non accogliendo nemmeno le autoletture degli utenti che si era impegnata ad accogliere.

Ricordiamo la vicenda:
con deliberazione 462/2012/S/EEL, l’Autorità ha avviato, nei confronti di ACEA Energia S.p.A. , un procedimento per accertare violazioni in materia di fatturazione dei consumi e di standard generali di qualità commerciale della vendita di energia elettrica ed irrogare le relative sanzioni amministrative pecuniarie.

In particolare, con la deliberazione di cui precedente l’Autorità ha contestato ad ACEA Energia:
–  il mancato rispetto dello standard generale previsto dall’art. 14, comma 2, del TIQV, per due semestri consecutivi (il secondo semestre del 2011 e il primo del 2012), in quanto la percentuale di risposte a richieste scritte di informazioni inviate entro il termine di 30 giorni, così come la percentuale di risposte motivate a richieste scritte di rettifica di fatturazione inviate entro il termine di 40 giorni sono risultate entrambe inferiori al prescritto standard del 95%;
–  il mancato rispetto della prescritta periodicità di fatturazione per 64.743 clienti serviti in maggior tutela;
–  l’emissione di documenti di fatturazione basati su consumi stimati, pur avendo a disposizione i dati di misura effettivi comunicati dal distributore;
-la non corretta “gestione” delle autoletture;
La proposta presentata da ACEA Energia reca due impegni;
-il primo impegno consiste nella eliminazione, dalla bolletta relativa ai POD non trattati orari appartenenti al servizio di maggior tutela, della “coda di fatturazione”, cioè dell’addebito di quei consumi stimati (da parte del venditore) riferiti al periodo compreso fra la data di rilevazione del dato di misura effettivo da parte del distributore e la data di emissione della bolletta al cliente finale; in assenza del dato effettivo, la bolletta farà riferimento al dato più recente fra la stima dei consumi comunicata dal distributore e l’autolettura del cliente, rinunciando anche in questo caso alla “coda di fatturazione”.

-il secondo impegno consiste nel pagamento di un indennizzo a favore della clientela del servizio di maggior tutela interessata dal mancato rispetto della prescritta periodicità di fatturazione (utenze qualificate dalla società in “blocco di fatturazione”) alla data del 31 dicembre 2012;
In particolare la società propone di modulare l’importo dell’indennizzo in funzione della durata del disservizio subito dal cliente, così procedendo al pagamento di 20 euro per disservizio compreso fra uno e nove cicli di fatturazione, 30 euro per disservizio compreso fra dieci e quindici cicli di fatturazione e 40 euro per disservizio oltre i quindici cicli di fatturazione.

I consumatori che si sentono lesi da questo provvedimento, posso presentare le proprie osservazioni scritte in merito agli impegni proposti entro e non oltre il 28 dicembre sul sito internet dell’Autorità al seguente link.
Per come si è sviluppata questa questa vicenda, ci chiediamo: perchè l’AEEG vuole mettere a rischio il suo ruolo e la sua istituzionalità per dare retta alle trombe di Cola di Rienzo?

@Doctorspinone