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I diamanti venduti da Intesa San Paolo

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Diamanti Diamond Private Investment (Dpi) e Intesa Sanpaolo: ecco cosa avviene nelle agenzie!
Firenze, 20 marzo 2017. Riguardo la storia dei “diamanti d’oro” di Intesa Sanpaolo (1) abbiamo ricevuto una testimonianza da parte di un cliente su cosa sta avvenendo nelle agenzie del Gruppo.
“Ho avuto la malaugurata idea di acquistare due diamanti da 0.5 carati cadauno al prezzo di circa 16.000 euro, e tramite i recenti eventi ho scoperto che il mio gioielliere me li avrebbe venduti, incastonati su anelli, alla metà del prezzo.
Quando sono tornato nell’agenzia Intesa Sanpaolo mi hanno ampiamente rassicurato che avrei potuto restituire i diamanti e mi hanno procurato un incontro col venditore della Diamond Private Investment (Dpi).
Durante questo incontro il funzionario Diamond Private Investment ha cercato di stordirmi con un fiume di parole sui diamanti da collezione, sulle Ferrari, sui vini da 600 euro a bottiglia, e via dicendo. Magicamente poi i diamanti avevano già maturato un aumento, cui di lì a pochi giorni ne sarebbe scattato un secondo, ma io sempre più deciso ho detto loro che volevo riavere i miei soldi.
Dopo alcune settimane da Intesa Sanpaolo mi hanno invitato a scrivere una raccomandata a Diamond Private Investment in cui avrei dovuto spiegare che dopo l’esplosione della vicenda avevo cambiato idea e che volevo rendere i diamanti senza spese di commissione. Cosa che ho fatto, allegando il parere del gioielliere.
A distanza di mesi, ogni settimana mi rassicurano che si tratta solo di stabilire la data del reso ma di non preoccuparmi che anche la direzione (regionale?) della banca ha approvato il reso senza commissioni”.
Il nostro lettore ha fatto benissimo a resistere senza farsi abbindolare dalle panzane raccontate dal venditore Diamond Private Investment, e fa altrettanto bene ad insistere per restituire i diamanti a fronte del rimborso integrale delle assurde cifre pagate.
Cogliamo l’occasione per evidenziare come ancora una volta la realtà sia ben diversa dai comunicati-stampa.
Poche settimane fa Diamond Private Investiment aveva annunciato l’apertura di “un tavolo di confronto per sviluppare progetti a favore dei consumatori” per creare “un codice etico nella presentazione al mercato”. Un tavolo cui alcune associazioni di consumatori, come al solito, si erano precipitate ad aderire. (2)
L’etica, come al solito, appare solo nei comunicati mentre la realtà è quella che il nostro lettore ci ha raccontato: i diamanti Diamond Private Investment sarebbero ottimi investimenti, il loro valore sarebbe già aumentato e lo sarebbe stato di nuovo di lì a pochi giorni!
Ecco la vera etica della Diamond Private Investment e di Intesa Sanpaolo!
Ribadiamo quindi l’invito a tutti i clienti Intesa Sanpaolo, ma non solo, incappati nell’acquisto di diamanti a prezzo doppio ed anche triplo rispetto a quello di mercato a non cadere in una nuova trappola e contattare Aduc per essere assistiti nei confronti della Diamond Private Investment (Dpi) ed anche della Intermarket Diamond Business (Idb) assieme alle banche che ne hanno collocato i prodotti.
Anna D’Antuono, legale, consulente Aduc
COMUNICATO STAMPA DELL’ADUC
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Liti europee, sai che puoi risolvere senza andare in tribunale?

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Il progetto SCAN è un progetto di ricerca, coordinato dall’Università Federico II di Napoli, di cui Adiconsum è partner. Il progetto rientra nel programma di Giustizia dell’Unione europea 2014-2020 che vuole rendere valido ed efficace per tutti il Procedimento europeo per le controversie di modesta entità (small claims).

In particolare, Adiconsum contribuisce attivamente alla diffusione dell’indagine sullo stato di implementazione del Procedimento rivolta a consumatori, imprenditori, giudici, avvocati e rappresentanti delle associazioni dei consumatori, alle azioni di formazione sul procedimento da parte delle associazioni consumatori e all’attività di promozione e diffusione dello stesso procedimento e di tutti i risultati del progetto.

Ricordiamo che la procedura è stata istituita dall’Unione europea nel 2009.

Il tuo contributo è importante. Per rispondere al Questionario, clicca qui

Per saperne di più sul progetto SCAN, clicca qui

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DAZN multa da 500 mila euro per pubblicità ingannevole

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da una segnalazione anche di Luigi Gabriele del mese di luglio 2018

Pubblicità e informazioni ingannevoli sul pacchetto Calcio 2018/19: sanzione per 500mila euro a DAZN
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha chiuso l’istruttoria relativa al servizio DAZN, avviata nel mese di agosto 2018 nei confronti di Perform Investment Limited e Perform Media Services S.r.l., accertando due pratiche commerciali scorrette e irrogando alle società sanzioni per complessivi 500mila euro.

L’Autorità ha rilevato che le due società, in violazione dell’art. 21 del Codice del Consumo, hanno utilizzato, nell’attività promozionale dell’offerta del servizio streaming DAZN per la visione in diretta delle partite serie A e serie B nella stagione 2018/19, messaggi pubblicitari attraverso cui veniva enfatizzata la possibilità di fruizione del servizio “quando vuoi, dove vuoi”, senza fare alcun riferimento alle limitazioni tecniche che avrebbero potuto, invece, renderla complicata  o addirittura impedirla, come hanno dimostrato le difficoltà incontrate in concreto dai consumatori all’inizio della stagione.

L’Autorità ha, inoltre, accertato che le due società, sempre in violazione dell’art. 21 del Codice del Consumo, hanno adottato, sul sito web di DAZN, una modalità ingannevole di adesione al servizio. Infatti, al consumatore veniva prospettata la possibilità, registrandosi al sito, di fruire di un mese di prova gratuito, con la precisazione che la registrazione non avrebbe implicato la sottoscrizione di un contratto di abbonamento. In realtà, la creazione dell’account determinava, di fatto, la conclusione del contratto del servizio DAZN, che, in assenza di disdetta, avrebbe comportato, dopo il primo mese, l’inizio dell’addebito sistematico dei costi mensili.

25 marzo 2019

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Sciopero del trasporto aereo. Cosa fare per tutelarsi

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Oggi 25 marzo, giornata calda per chi deve viaggiare in aereo. È, infatti, stato indetto uno sciopero ed è prevista la cancellazione di alcuni voli. Ricordiamo, quindi in breve, i diritti dei passeggeri del trasporto aereo in caso di cancellazione dei voli così come stabilito dal Regolamento n. 261/2004

Se il tuo volo è stato cancellato hai diritto:

  • a scegliere se chiedere il rimborso del prezzo del biglietto (entro 7 gg) oppure la riprotezione su un volo alternativo, in condizioni di trasporto comparabili, e verso la destinazione finale non appena possibile o ad una data successiva di tuo gradimento (ma, in quest’ultimo caso, a seconda del numero di posti disponibili)
  • a ricevere assistenza, cioè a pasti e bevande in relazione alla durata dell’attesa; sistemazione in albergo in caso di pernottamento; trasferimento dall’aeroporto al luogo di sistemazione A/R; due telefonate o messaggi via telex, fax o posta elettronica.

IMPORTANTE: LA COMPENSAZIONE PECUNIARIA NON SEMPRE È DOVUTA!!!

È esclusa nel caso in cui la cancellazione sia stata determinata per il verificarsi di circostanze eccezionali, come ad esempio avverse condizioni metereologiche e scioperi. Vero è che, la Corte di giustizia europea ha recentemente stabilito che lo sciopero non sempre esonera la compagnia aerea dal corrispondere la compensazione. Secondo la Corte, infatti, c’è sciopero e sciopero e l’erogazione della compensazione pecuniaria va valutata caso per caso. In particolare, per la sua erogazione, due sono le condizioni che devono presentarsi: che l’evento riguardi l’ordinario esercizio dell’attività della compagnia e che rientri nel suo ambito di controllo.

Inoltre, la compensazione pecuniaria non è, comunque, dovuta se:

  • il passeggero viene preavvertito della cancellazione almeno 2 settimane prima della data di partenza del volo
  • il preavviso avviene in un lasso di tempo compreso tra 2 settimane e 7 giorni e la compagnia offre un volo alternativo, il cui orario di partenza non può superare, però, le 2 ore di anticipo rispetto all’orario del volo cancellato e le 4 ore in caso di ritorno
  • il preavviso arriva in un tempo inferiore a 7 giorni e la compagnia offre un volo alternativo in cui l’orario di partenza è solo di 1 ora in anticipo rispetto all’orario di partenza previsto per il volo cancellato e l’arrivo non è superiore alle 2 ore.

In caso di info e assistenza, se il volo è operato da una compagnia italiana, contatta le sedi territoriali Adiconsum, se il volo è operato da una compagnia con sede in uno dei Paesi dell’Unione europea, contatta il Centro Europeo Consumatori Italia.

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