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I grandi nomi dell’olio hanno un prodotto falso

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Finto olio extravergine, Konsumer: “Presentati nove esposti all’AGCM”

Il Test fa analizzare 20 bottiglie, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ne declassa 9

Scoppia la bomba del finto olio extravergine. Dalle anticipazioni dell’inchiesta de il Test (in edicola il 23 maggio) ben nove bottiglie sulle venti analizzate sono state declassate dal Comitato di assaggio a semplici “oli di oliva vergine”: «Li abbiamo fatto analizzare dal laboratorio chimico di Roma dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli – spiega il Direttore del mensile Riccardo Quintili – perché è il più affidabile in Italia ed è in grado di sciogliere ogni dubbio». E non ci sono dubbi che Santa Sabina, Pietro Coricelli selezione, Cirio 100% Italiano, Carapelli il Frantolio, Prima Donna Lidl, De Cecco classico, Bertolli Gentile, Carrefour classico, Sasso classico abbiano riscontrato difetti nel panel test che ne ha decretato la “bocciatura”,declassandoli da extravergini alla categoria di “oli di oliva vergini” (i produttori mettono in dubbio i metodi seguiti da il Test e rivendicano, dopo aver replicato le analisi, la conformità dei loro oli, n.d.r.). Sono stati invece promossi Monini Gran Fruttato e Monini classico, Farchioni, Conad classico, Antica Badia Eurospin, Sagra classico, Costo d’oro Extra, San Giorgio, Carapelli oro verde italiano, Coop e Colavita 100% italiano.

Preso atto dell’esito delle analisi dell’Agenzia delle Dogane, Konsumer Italia ha deciso di presentare 9 esposti all’AGCM – Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato: «Uno per ogni singola etichetta di olio bocciata dal panel e risultata non rispondente ai criteri organolettici – dichiara il Presidente di Konsumer Fabrizio Premuti – Ci riserviamo azioni collettive nei confronti dei produttori». L’indagine nasce dalla volontà di «tutelare i consumatori verificando cosa finisce sui nostri scaffali – prosegue Quintili − nell’annus horribilis che si è abbattuto sugli ulivi italiani e spagnoli: la campagna 2014/’15, segnata dalla mosca olearia e dal maltempo, ha visto la produzione dimezzarsi con evidenti ripercussioni anche sulla qualità dell’olio; un prodotto che continua ad avere il triste primato di frodi, alterazioni e sequestri.Nei negozi gli oli vergini non si trovano più e in automatico si considerano tutti extravergini, ma non è così: servono più controlli, regole rigide e un cambio di mentalità da parte dei consumatori che devono dubitare se il prezzo è troppo basso».

Sulla stessa linea il Presidente del Consorzio Produttori Olivicoli del Lazio, Erino Cipriani: «I controlli sono insufficienti, noi produttori ci scontriamo con prezzi del mercato agricolo talmente bassi che siamo messi fuori gioco. L’olio extravergine deve corrispondere a determinati requisiti organolettici, tra cui un’acidità inferiore o uguale allo 0,8% (0,8 grammi per ogni 100 grammi di prodotto) e la presenza di un alto numero di polifenoli: è facile, ad esempio, far rientrare sotto lo 0,8% un olio con bassi polifenoli». Facendo una media nazionale del costo di produzionedi una bottiglia non si scende sotto i «5 euro al litro per un vero extravergine di qualità – riprende il Presidente – per cui al dettaglio costerà almeno 8 euro, per arrivare anche a 9/9,50 (a seconda della regione di provenienza e delle proprietà distintive)». Offerte a parte, se costa meno «è evidente che ci siano sofisticazioni e frodi: si spaccia per 100% italiano l’olio proveniente da Spagna, Grecia e addirittura Tunisia. Bisogna rendere obbligatori i controlli dell’assaggio al panel test per tutti gli oli affinché siano classificati come extravergini, ad oggi invece vengono eseguiti solo per gli oli DOP».

Konsumer Italia invita tutti i consumatori a controllare sempre le etichette al momento dell’acquisto delle bottiglie, diffidando dei prezzi troppo bassi e tenendo conto delle miscele di oli diversi. Konsumer continuerà a mantenere alta la guardia, considerando anche che “a livello mondiale mancano 600mila tonnellate di olio – scrive il Test – per cui sono facilmente immaginabili speculazioni sui prezzi, con conseguente rischio frodi e contraffazioni”.

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Il Fatto Quotidiano: sostegno alla natalità, chi lo ha visto ?

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OGGI SUL IL #FATTOQUOTIDIANO

Sul #fattoquotidiano del 17 giugno 2019 l’approfondimento di Patrizia De Rubertis sul FONDO NATALITA’ del Governo Giallo/Verde

#Gardaland con auto blu ? Tutto è da mulino bianco.

✔️Ecco il pezzo di oggi su il Fattoquotidiano della super Patrizia De Rubertis in cui esortiamo il #governo a darsi una sveglia⏰

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Consumatori

Mercato Unico delle Comunicazioni: entrano in vigore i massimali tariffari per le chiamate internazionali nell’UE

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Dal 15 maggio il costo massimo delle chiamate internazionali all’interno dell’UE sarà di 19 centesimi + Iva al minuto e di 6 centesimi + Iva il costo massimo per l’invio di un messaggio di testo.

Dopo l’abolizione delle tariffe di roaming, l’UE effettua un ulteriore passo nella creazione di un mercato unico digitale mediante la riforma delle norme in materia di telecomunicazioni a livello UE e fissa i massimali tariffari per le chiamate internazionali. Si pone, in tal modo, fine ai costi eccessivi delle chiamate transfrontaliere sostenuti dai consumatori sia nel proprio paese che all’estero e alle grandi differenze di prezzo esistenti tra gli Stati membri. Una chiamata all’interno dell’Unione europea da rete fissa o mobile costava circa il triplo rispetto a quella nazionale (ma poteva arrivare a costare anche dieci volte di più), e il doppio se si trattava di un sms.

Le nuove tariffe che interesseranno i soli consumatori finali e che, al momento, non troveranno applicazione in Norvegia, Islanda e Liechtenstein, rappresentano una concreta risposta alle crescenti esigenze di connettività degli europei e una efficace azione atta rafforzare la competitività dell’UE.

Si tratta di una delle prime norme in materia di telecomunicazioni a trovare applicazione dal Dicembre 2018, data di entrata in vigore del Regolamento BEREC, che istituisce l’Organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche (BEREC) e l’Agenzia di sostegno al BEREC (Ufficio BEREC), e del Codice delle comunicazioni elettroniche europee volto a fornire un quadro normativo armonizzato per la disciplina delle reti di comunicazione elettronica e dei servizi di comunicazione elettronica.

Il nuovo Codice delle comunicazioni elettroniche (Direttiva (UE) 2018/1972), che dovrà essere recepito dagli Stati Membri entro la fine del 2020, porterà benefici e maggiore protezione ai consumatori sia che usino i tradizionali mezzi di comunicazione (telefonate e sms) che le App VoIP come WhatsApp o Skype, ecc.). Le nuove norme assicureranno:

  • accesso a internet a banda larga come servizio universale in modo che tutti i consumatori, compresi quelli economicamente vulnerabili, abbiano la possibilità di accedere a internet con una qualità accettabile e a prezzi accessibili;
  • informazioni maggiori e più trasparenti anche per poter comparare le differenti offerte;
  • più diritti in caso di risoluzione del contratto e quando si sottoscrivono contratti a pacchetto(per esempio tariffa con sms e chiamate incluse);
  • risarcimenti in caso di ritardi ingiustificati quando si cambia operatore
  • maggiore sicurezza per i servizi di comunicazione digitale(comprese le app online).

Al fine di garantire un approccio normativo comune e contribuire alla coerente attuazione delle nuove disposizioni, il BEREC ha pubblicato lo scorso 11 marzo delle linee guida complementari cui dovranno fare riferimento le Autorità di regolazione nazionali e ha pubblicato un video per spiegare la portata delle nuove regole in materia di roaming e chiamate internazionali all’interno dell’UE.

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Energia: L’ARERA precisa: lo stop ai maxi conguagli vale anche per le componenti fisse.

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12 Giugno 2019

Federconsumatori: Vigileremo affinché le compagnie rispettino questa indicazione.

Esprimiamo grande apprezzamento per il pronunciamento dell’ARERA che specifica lo stop ai maxi conguagli introdotto con la Legge di Stabilità del 2018, provvedimento che vieta ai fornitori di acqua, luce e gas di pretendere conguagli per consumi avvenuti più di due anni prima, vale per tutte le componenti della bolletta, quelle variabili e quelle fisse.

In molti casi Enel Energia, come segnala Confartigianato, ha richiesto il pagamento delle quote legate alla potenza, sostenendo che la prescrizione si applichi solo alle quote relative ai consumi.

Un importante chiarimento, quello fornito dall’Autorità, che ristabilisce equità di fronte alle pretese illegittime delle compagnie, che troppo spesso sfruttano cavilli e mancate specifiche all’interno delle normative per riscuotere costi impropri. Sarà nostra cura vigilare affinché le compagnie si attengano a tale indicazione dell’ARERA.

Invitiamo tutti i cittadini che dovessero essere incorsi in tali richieste illegittime delle società fornitrici di energia a contattare i nostri sportelli per attivare le tutele del caso.

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