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Consumatori

I nuovi obblighi dell’amministratore di condomino

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Affermare, semplicemente, che dopo l’entrata in vigore della legge n. 220/2012 l’amministratore di condominio deve avere una polizza assicurativa altrimenti non può assumere incarichi, è sbagliato come lo sarebbe affermare che si può chiedere la revoca giudiziale dell’amministratore se non ha presentato il rendiconto entro due mesi dalla chiusura della gestione.
Le norme dettate dal codice civile e comunque le disposizioni legislative, infatti, non impongono all’amministratore condominiale di stipulare una polizza per poter assumere incarichi. Solamente un’eccezione a quest’affermazione: una diversa richiesta da parte dell’assemblea condominiale. L’art. 1129, secondo comma, c.c. recita:
L’assemblea può subordinare la nomina dell’amministratore alla presentazione ai condomini di una polizza individuale di assicurazione per la responsabilità civile per gli atti compiuti nell’esercizio del mandato.
Tale facoltà pone, giuridicamente parlando, una condizione sospensiva alla validità del contratto di mandato, che si andrà a stipulare tra amministratore e condominio o, al più, una parte integrante della proposta raffigurata dalla delibera di nomina.
Si converrà, allora, che l’affermazione che senza polizza non si può svolgere l’attività di amministratore condominiale è fuorviante, o meglio scorretta ed ingannevole. Chi afferma ciò dice una cosa falsa.
Non mancano siti di promozione di polizze assicurative che contengono questa indicazione; rispetto a tale comportamento sarebbe utile un intervento diretto dell’Autorità Garante della concorrenza e del mercato. Portiamo solamente tre esempi; non ce ne vogliano gli altri scorretti non citati, man mano che ci giungono le segnalazioni le terremo in considerazione:
http://www.facile.it/assicurazioni-rc-professionale/amministratore-condominio.html

Amministratore Condominiale


http://www.fiaip.it/servizi/polizze-assicurative/altre-polizze/rc-amministratori-di-condominio/
Si parla addirittura di Albi! Ogni commento è superfluo.
Chiariti questi aspetti, è comunque utile evidenziare che la mancanza di obbligo non vuol significare automaticamente assenza di valide motivazioni per sottoscrivere una polizza assicurativa. Al contrario: il contratto di assicurazione per la responsabilità civile professionale dell’amministratore di condominio è uno strumento di garanzia e serietà in primis per lo stesso amministratore e non secondariamente anche un chiaro segno di rispetto del cliente, vale a dire del condomino.
Ricordiamo che ai sensi dell’art. 1882 c.c.
L’assicurazione è il contratto col quale l’assicuratore, verso pagamento di un premio, si obbliga a rivalere l’assicurato, entro i limiti convenuti, del danno ad esso prodotto da un sinistro, ovvero a pagare un capitale o una rendita al verificarsi di un evento attinente alla vita umana.
Per sinistro bisogna intendere l’evento che corrisponde al rischio assicurato che può riguardare anche fatti connessi all’esercizio della propria attività professionale.
Sul mercato sono presenti molte polizze riguardanti la responsabilità civile professionale degli amministratori condominiali: la ricerca di quella giusta non può prescindere dalla valutazione del rischio che s’intende coprire e dalle condizioni offerte dell’assicuratore rispetto ai propri obbiettivi; sconsigliamo di scegliere quelle presentate come obbligatorie, in ragione di una scorrettezza di fondo di quell’operato commerciale.
In questo contesto è bene che chi inizia l’attività di amministratore condominiale si premunisca di una polizza adeguata al volume di affari attuale, adeguandola con il variare di questo e prediligendo almeno per l’inizio quelle di durata annuale.
Per i condòmini che non intendano subordinare la nomina alla stipula di una polizza individuale, ma che comunque vogliono incaricare un amministratore assicurato, è utile domandare informazioni al professionista sulla sua eventuale polizza professionale. In questo contesto, quindi, è consigliabile che l’amministratore inserisca nel proprio preventivo gli estremi utili a fornire tutte le necessarie informazioni sulla propria polizza, pur non essendovi alcun obbligo in tal senso.

Alessandro Gallucci, legale Aduc

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Consumatori

Addio alle monetine da 1 e 2 centesimi

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Dal 1° gennaio 2019, la Zecca dello Stato sospenderà la produzione delle monetine da 1 e 2 centesimi, che non hanno mai riscosso grande simpatia da parte dei consumatori.

È bene precisare che si tratta di una sospensione contenuta nella legge di Bilancio 2018 (Legge 97/2017) del precedente Governo, dovuta agli eccessivi costi di produzione, gestione e distribuzione. La scorsa Legge di Bilancio prevede, inoltre, di arrotondare i prezzi al multiplo di 5 più vicino, per eccesso o per difetto.

Ma quanti di voi si aspettando che si arrotondi per difetto? Ai posteri l’ardua sentenza

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Consumatori

Smartphone, quali rischi per la salute?

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Una campagna informativa da realizzarsi entro il 16 luglio 2019 sui modi corretti di utilizzo dei telefoni cellulari e cordless. È quanto prevede una sentenza del Tar del Lazio che obbliga i ministeri dell’Ambiente, della Salute e dell’Istruzione a informare i cittadini sui rischi di un uso improprio di questi dispositivi, “nonostante ad oggi le conoscenze scientifiche non dimostrino alcun nesso di causalità tra esposizione a radiofrequenze e patologie tumorali”. I giudici amministrativi hanno così accolto parzialmente il ricorso dell’Associazione per la prevenzione e la lotta all’elettrosmog che aveva contestato l’immobilismo sul tema da parte dei dicasteri, ciascuno per il proprio ambito di competenza.

Gli obiettivi della campagna informativa

La campagna d’educazione e informazione ambientale, si legge nella sentenza del Tar del Lazio, sarà “rivolta all’intera popolazione” e avrà come oggetto “l’individuazione delle corrette modalità d’uso degli apparecchi di telefonia mobile (dunque, come detto, telefoni cellulari e cordless) e l’informazione dei rischi per la salute e per l’ambiente connessi a un uso improprio di tali apparecchi”. Nel predisporre la campagna i ministeri dell’Ambiente, della Salute e dell’Istruzione dovranno avvalersi “dei mezzi di comunicazione più idonei ad assicurare una diffusione capillare delle informazioni in essa contenute”. Particolare attenzione deve essere rivolta soprattutto ai bambini, considerato che utilizzano lo smartphone in età sempre più precoce. Far capire ai genitori che una sovraesposizione dei loro figli a questi dispositivi fin da quando sono piccoli potrebbe nuocere alla loro salute e al loro regolare sviluppo, è uno dei compiti che si deve prefiggere la campagna.

Ma è vero che l’uso eccessivo di smartphone fa male alla salute?

Al netto della sentenza del Tar del Lazio, ad oggi non esistono prove scientifiche che dimostrino che un utilizzo oltre il dovuto degli smartphone sia connesso direttamente a un maggior rischio di contrarre tumori. In questo campo le ricerche delle massime organizzazioni sanitarie nazionali e internazionali, comprese quelle portate avanti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, sono ancora in corso. Detto ciò, in Italia la questione è attenzionata dal Ministero della Salute almeno dal 2012, anno in cui il dicastero aveva confermato che non vi erano certezze sulla presenza di un nesso di causalità tra esposizione a radiofrequenze e patologie tumorali, specificando però che un collegamento non potesse essere del tutto escluso motivo per cui ci sarebbe stata continua sorveglianza sul tema. La campagna informativa che adesso viene imposta ai tre ministeri dal Tar del Lazio è un provvedimento che va pertanto interpretato in quella direzione.

Smartphone, qualche consiglio per usarlo correttamente

Ci sono alcuni semplici consigli da seguire per usare in modo corretto lo smartphone ogni giorno, evitando inutili utilizzi eccessivi di questo dispositivo. Quando si acquista uno smartphone è consigliabile scegliere dispositivi con un basso Tas (in inglese Sar), la sigla che indica il livello delle emissioni elettromagnetiche. Se si è a casa o in ufficio meglio usare il telefono fisso in quanto in ambienti chiusi il cellulare aumenta la potenza di emissione. Utilizzare sempre l’auricolare o il vivavoce per limitare gli effetti delle onde elettromagnetiche del dispositivo sul cervello. Se non si hanno degli auricolari a portata di mano, è bene evitare chiamate lunghe e, se necessario, alternare un orecchio con l’altro durante la conversazione. Le chiamate vanno effettuate solo c’è pieno campo, altrimenti il cellulare aumenta la sua potenza di emissione per riuscire a garantire la chiamata. Quando si dorme lo smartphone non va né tenuto né caricato vicino al letto. Mentre di giorno va tenuto il più possibile lontano dal proprio corpo: dunque non in tasca, ma sul tavolo se si è a casa o in ufficio, oppure nello zaino o in borsa se si è in movimento. Ci sono poi dei luoghi specifici in cui è sempre meglio spegnere il cellulare, come quando si è in ospedale o di fronte a persone con pacemaker e apparecchi acustici: in questo modo le onde del dispositivo non potranno interferire con le apparecchiature elettromedicali. Le donne in gravidanza sono molto più ricettive all’elettromagnetismo, motivo per cui è bene che evitino l’uso eccessivo degli smartphone. Capitolo a parte meritano, infine, i bambini. A scuola, come noto, l’utilizzo dello smartphone è vietato per legge. Se viene concesso ai più piccoli l’utilizzo del telefonino quando non sono a casa, i genitori devono attivare i filtri di sicurezza dedicati e raccomandare loro di usarlo solo per le chiamate di emergenza.

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Consumatori

Annullate cartelle e multe sotto i 1.000 euro: come verificare se l’Agenzia delle Entrate Riscossione te le ha cancellate?

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Fonte: ADICONSUM

Cartelle/multe pagate dopo il 24 ottobre 2018

Tali somme andranno:

  • ai debiti eventualmente inclusi nella definizione agevolata prima del versamento
  • ai debiti scaduti o in scadenza.

In assenza di debiti, le somme versate saranno rimborsate.

Cartelle e multe che non prevedono l’annullamento automatico

La “pace fiscale” no n si applica alle seguenti tipologie di debiti:

  • debiti relativi alle risorse proprie tradizionali dell’UE e all’IVA sui prodotti di importazione
  • debiti derivanti dal recupero degli aiuti di Stato considerati illegittimi dall’UE o da condanne pronunciate dalla Corte dei Conti
  • multe, ammende e sanzioni pecuniarie elevate a seguito di sentenze penali di condanna.

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