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Salute

Il 17 e 18 marzo sciopero dei medici. Il motivo?

Sciopero dei medici 17/18 marzo, quali le vere cause?

Codici: Potrebbe essere solo una questione di soldi?

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Lo sciopero nasce  una protesta contro i tagli delle prestazioni erogate ai pazienti e alla totale indifferenza, da parte del Governo, ai problemi della Sanità pubblica a tutto vantaggio di quella privata (Allo sciopero aderiranno medici, dirigenti sanitari, dipendenti e convenzionati, pediatri, specialisti ambulatoriali e veterinari, ma anche medici privati che condividono la protesta).

I sindacati dicono che non è uno sciopero per tutelare gli interessi economici della categoria, ma la salute pubblica, questo concetto è tutto da verificare e ponendo che alcune richieste degli scioperanti potrebbero anche avere delle basi corrette, bisogna fare però un’analisi accurata.

Quanti medici svolgono funzioni di  personale dirigente e quindi non sono operativi? Già utilizzando gli stessi come dottori e non in posizioni “da scrivania” ci sarebbe un bel recupero di personale.

I medici si lamentano dei turni massacranti? Bene! Vorremmo verificare la pianta organica di ogni ospedale per sapere di quanti medici dispone la struttura e di quanti effettivamente poi siano sul posto … chi in malattia, chi in missione in qualche parte del mondo, chi ad un convegno, chi in vacanza … a tutto discapito ovviamente di coloro che sono presenti e sui quali vanno a gravare appunto i turni massacranti … possiamo citare il caso recentissimo verificatosi all’ospedale Cardarelli di Campobasso (dove è scattata anche un’indagine)  in cui si è verificata la contemporanea assenza per malattia di 5 medici del pronto soccorso!

Passiamo alle prescrizioni… se fosse applicato il principio di appropriatezza, ( e non di prevenzione eccessiva, come impone il ddl #SalvaMedici contro il quale ci battiamo senza sosta) magari prescrivendo una lastra per un dolore alla spalla piuttosto che tac e risonanze, si eviterebbero anche tante spese ai cittadini che finiscono regolarmente per rivolgersi a prestazioni ‘intramoenia’ (ove i medici a fronte di un pagamento da parte del paziente erogano prestazioni nelle strutture ospedaliere o cliniche private) a fronte delle lunghissime liste di attesa prenotando al CUP, (Mediamente il medico che agisce in ‘intramoenia’ devolve alla struttura ospedaliera per l’utilizzo dei locali, dei servizi di segreteria, delle apparecchiature e di quant’altro sia necessario allo svolgimento della prestazione circa il 6,5% del suo fatturato: nel 2010 ad esempio i medici ospedalieri italiani hanno fatturato circa 1,13 miliardi di euro, devolvendo alle ASL circa 74 milioni, fonte wikipedia.)

“Queste vie di mezzo devono cessare, le strutture devono essere o pubbliche o private” commenta Giacomelli del Codici ”la metodica ‘intramoenia’ crea un giogo di vasi comunicanti ed a farne le spese è il paziente, costretto a ricorrervi perché le liste di attesa per le  strutture pubbliche attraverso il CUP hanno tempi lunghissimi!”

I medici in parlamento sono l’8% e sono 17 alla camera e 26 in senato, e guarda caso sono tutti nelle commissioni sanità, questo significa che su ogni testo di legge in materia decidono i medici e stranamente al di la dello schieramento sono quasi sempre concordi. (fonte http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=14048)

“Chiediamo alla Lorenzin (visto che pare abbia deciso di avere più dialogo con le associazioni) di ascoltare le nostre proposte sulla sanità, di rispondere alle domande nostre e dei cittadini e di fermare questo sciopero che causerà tanti disagi a milioni di Italiani.” Conclude Giacomelli

Per fermare il #SalvaMedici cliccate QUI

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Salute

Come ridurre la nostra produzione di plastica? N°1: Comprare solo detersivi alla mescita

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Tra le bombe ambientali, quella della plastica in mare o nei terreni è tra le più diffuse.
Una bottiglia impiega 1000 anni a degradarsi.


Eppure basterebbe poco, come usare meno prodotti o acquistare detersivi alla mescita.
Partiamo con il nostro decalogo settimanale su come ridurre la produzione personale di plastica.

Punto 1 Comprare solo detersivi alla mescita.

Acquistare detersivi è semplice, provate a evitare il contenitore di plastica e portarne uno da casa da riempire di detersivo ‘alla spina’.
Noi da qualche tempo ci serviamo da #cristina, il suo banco è dentro il mercato di #viacatania70.

Ha prodotti sfusi sia per l’igiene della casa che della persona e ricordatevi che anche l’autoproduzione è un ottimo modo di risparmiare e avere rispetto per l’ambiente.

Non potete immaginare quanto risparmiamo e quanto durano i prodotti.
La stessa quantità di detersivo per i piatti ad esempio (1 LT) ci costa solo 1,30€ e ci dura almeno 3 mesi.

Inoltre i prodotti sono al 99% biodegradabili e li produce il marito in un piccolo laboratorio fuori Roma Capitale .

In questo modo abbiamo totalmente eliminato le multinazionali e la GDO dalla nostra spesa.

Se volete dare il vostro contributo, potete iniziare a leggere il decalogo dei 16 modi per risparmiare plastica di tuttogreen.it

#GUERRALLAPLASTICA.
In questo momento un”isola grande come 3 volte la spagna sta galleggiando solo nel #pacifico si chiama: Great Pacific Garbage Patch, un vero e proprio oceano di plastica!
 
Il mondo, forse sembra aver dichiarato “Guerra alla #plastica” ? #battaglia che vede i #consumatori sia soldati che vittime.
Come fare? Punto 1: Riduciamo il nostro consumo di plastica.
 
Oggi a Tg2 lavori in corso, rubrica del Tg2, abbiamo approfondito il tema con collegamento da #londra e #dalluniversitadibari, con Corepla e Confcommercio-Imprese per l’Italia
Luigi Gabriele e Codici Associazione Consumatori
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Salute

Latte in povere contaminato, Codacons chiede chiarezza la ministero

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Le rassicurazioni del Ministero della salute circa il fatto che in Italia non sia stato commercializzato latte in polvere contaminato da salmonella non ci convincono, e le dichiarazioni del dicastero ci appaiono del tutto inaffidabili. Lo afferma il Codacons in merito allo scandalo Lactalis e alla nota diramata dal Ministero della salute secondo cui non vi sarebbero lotti incriminati spediti verso il nostro Paese.

Già lo scorso agosto, in pieno allarme Fipronil, il Ministero si affrettò a rassicurare i cittadini affermando che “non risultano distribuiti al consumo uova o derivati (ovoprodotti) contaminate da fipronil sul territorio nazionale”. Peccato che appena poche ore dopo questo annuncio l’Unione Europea smentì il Ministro Lorenzin inserendo l’Italia nella lista dei paesi che avevano ricevuto uova dalle aziende coinvolte nello scandalo Fipronil, e una serie di sequestri compiuti nel nostro paese accertò la presenza di ingenti quantitativi di uova contaminate.

“Considerati i gravi precedenti, le dichiarazioni del Ministero non appaiono sufficienti a rassicurare i consumatori italiani – spiega il presidente Carlo Rienzi – Per questo chiediamo alle autorità europee di svolgere controlli serrati e diramare una nota ufficiale per escludere l’Italia dai paesi che hanno ricevuto lotti di latte in polvere contaminato da salmonella”.

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Malasanità, 400 i morti imputati ad errori personali e carenze strutturali

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Sono anni che Codici lotta al fianco dei consumatori contro la malasanità e, purtroppo, questa “battaglia” sembra ancora davvero troppo lontana dall’essere vinta. Come riportato infatti dal “Termometro della salute” di Eurispes ed Empam, sotto l’egida dell’Osservatorio su Salute, Previdenza e Legalità, sono diversi i dati riguardanti il nostro Paese a generare preoccupazione.

L’Italia continua a spendere meno della media europea per mantenere il proprio sistema sanitario (14,1% del proprio Pil), che continua ad essere danneggiato da precariato, insufficienza degli organici, ed invecchiamento del personale sanitario. Basti pensare che entro il 2023 si prevede il pensionamento di quasi 22mila medici, che saranno sostituiti da non più di 6mila nuovi ingressi.

Le cifre più sconcertanti sono però, ancora una volta, quelle che riguardano la malasanità: i dati presentati dalla Commissione Parlamentare di Inchiesta sugli errori in campo sanitario parlano di 570 denunce rilevate in 4 anni (più precisamente dall’aprile 2009 al dicembre 2012). Un numero spaventoso, reso ancora più grave dal fatto che fra queste, 400 sono relative a casi che hanno portato alla morte del paziente, o per disfunzioni/carenze strutturali, o per errore imputato al personale medico e/o sanitario.

Oltre la metà dei decessi di cui sopra (precisamente 232, ovvero il 58%) si è verificata in regioni del Sud ed Isole: Molise, Campania, Puglia, Sicilia, Sardegna e Basilicata. Un dato che evidenzia quanto siano gravi le discrepanze territoriali rispetto ad un Nord che presenta molte meno criticità. Su 570 casi di presunti errori monitorati, 117 si sono verificati in Sicilia e 107 in Campania.

Un altro aspetto particolarmente degno di attenzione è quello relativo all’evasione fiscale, soprattutto se riferita ad esenzioni indebite del pagamento del ticket: a tal proposito solo nel 2016 quasi 900 soggetti hanno beneficiato di prestazioni farmaceutiche tramite false autocertificazioni, evitando di pagare più di 800mila euro. Oltre la metà delle esenzioni di cui sopra si concentra in appena cinque regioni: al primo posto il Veneto (123), seguito da Calabria (101), Puglia (100), Lazio (91) e Piemonte (87).

Stiamo parlando di azioni che non solo sono inaccettabili, ma che sono semplicemente criminali.

Se avete dei reclami da fare non esitate a ricorrere a Codici: l’Associazione vi metterà a disposizione avvocati con esperienza consolidata, fornendovi servizi specializzati a costi accessibili, abbattendo i tempi di risoluzione ed aumentando sensibilmente le vostre possibilità di vittoria.

Per ulteriori informazioni o richiedere come potersi iscrivere all’Associazione, si può contattare lo sportello legale al numero 06.5571996, scrivere una mail all’indirizzo segreteria.sportello@codici.org, oppure recarsi presso la sede di Roma di Via Giuseppe Belluzzo, 1 (00149), aperta tutti i giorni dalle ore 09:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 17:00.

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