Lo sciopero nasce  una protesta contro i tagli delle prestazioni erogate ai pazienti e alla totale indifferenza, da parte del Governo, ai problemi della Sanità pubblica a tutto vantaggio di quella privata (Allo sciopero aderiranno medici, dirigenti sanitari, dipendenti e convenzionati, pediatri, specialisti ambulatoriali e veterinari, ma anche medici privati che condividono la protesta).

I sindacati dicono che non è uno sciopero per tutelare gli interessi economici della categoria, ma la salute pubblica, questo concetto è tutto da verificare e ponendo che alcune richieste degli scioperanti potrebbero anche avere delle basi corrette, bisogna fare però un’analisi accurata.

Quanti medici svolgono funzioni di  personale dirigente e quindi non sono operativi? Già utilizzando gli stessi come dottori e non in posizioni “da scrivania” ci sarebbe un bel recupero di personale.

I medici si lamentano dei turni massacranti? Bene! Vorremmo verificare la pianta organica di ogni ospedale per sapere di quanti medici dispone la struttura e di quanti effettivamente poi siano sul posto … chi in malattia, chi in missione in qualche parte del mondo, chi ad un convegno, chi in vacanza … a tutto discapito ovviamente di coloro che sono presenti e sui quali vanno a gravare appunto i turni massacranti … possiamo citare il caso recentissimo verificatosi all’ospedale Cardarelli di Campobasso (dove è scattata anche un’indagine)  in cui si è verificata la contemporanea assenza per malattia di 5 medici del pronto soccorso!

Passiamo alle prescrizioni… se fosse applicato il principio di appropriatezza, ( e non di prevenzione eccessiva, come impone il ddl #SalvaMedici contro il quale ci battiamo senza sosta) magari prescrivendo una lastra per un dolore alla spalla piuttosto che tac e risonanze, si eviterebbero anche tante spese ai cittadini che finiscono regolarmente per rivolgersi a prestazioni ‘intramoenia’ (ove i medici a fronte di un pagamento da parte del paziente erogano prestazioni nelle strutture ospedaliere o cliniche private) a fronte delle lunghissime liste di attesa prenotando al CUP, (Mediamente il medico che agisce in ‘intramoenia’ devolve alla struttura ospedaliera per l’utilizzo dei locali, dei servizi di segreteria, delle apparecchiature e di quant’altro sia necessario allo svolgimento della prestazione circa il 6,5% del suo fatturato: nel 2010 ad esempio i medici ospedalieri italiani hanno fatturato circa 1,13 miliardi di euro, devolvendo alle ASL circa 74 milioni, fonte wikipedia.)

“Queste vie di mezzo devono cessare, le strutture devono essere o pubbliche o private” commenta Giacomelli del Codici ”la metodica ‘intramoenia’ crea un giogo di vasi comunicanti ed a farne le spese è il paziente, costretto a ricorrervi perché le liste di attesa per le  strutture pubbliche attraverso il CUP hanno tempi lunghissimi!”

I medici in parlamento sono l’8% e sono 17 alla camera e 26 in senato, e guarda caso sono tutti nelle commissioni sanità, questo significa che su ogni testo di legge in materia decidono i medici e stranamente al di la dello schieramento sono quasi sempre concordi. (fonte http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=14048)

“Chiediamo alla Lorenzin (visto che pare abbia deciso di avere più dialogo con le associazioni) di ascoltare le nostre proposte sulla sanità, di rispondere alle domande nostre e dei cittadini e di fermare questo sciopero che causerà tanti disagi a milioni di Italiani.” Conclude Giacomelli

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