Auto e motoveicoli ultraventennali di particolare interesse storico e collezionistico da quest’anno non godranno più dell’esenzione dal pagamento del bollo, ma verranno assoggettati alla normale tassa automobilistica regionale di possesso. A stabilirlo è la Legge di stabilità per il 2015 (che all’art.1 comma 666 ha disposto modifiche dell’art. 63 della legge 342/2000), mentre restano vigenti le agevolazioni per i veicoli ultratrentennali (per cui è dovuta una tassa di circolazione forfettaria di Euro 28,40 per gli autoveicoli, e di Euro 11,36 per i motoveicoli, solo se posti in circolazione su strade e aree pubbliche). «Il provvedimento del Governo – dichiara Riccardo Matesic, Caposettore Konsumer a due ruote − oltre che inutile rischia di rivelarsi controproducente, con intere collezioni di moto storiche messe a rischio: più che l’anzianità del veicolo, si dovrebbe adottare il parametro dell’unicità, della rarità e dell’originalità». Fino al 31/12/2014, per i veicoli immatricolati da più di venti anni (non adibiti ad uso professionale o utilizzati nell’esercizio di attività di impresa, arti o professioni) non si pagava la tassa automobilistica se in possesso dell’attestato di storicità rilasciato dall’ASI (Auto-Moto Club Storico Italiano), e per i motoveicoli anche dalla FMI (Federazione Motociclistica Italiana). Il prossimo 2 febbraio invece scatterà la prima scadenza del bollo, ma nel caso delle moto storiche regna ancora il caos. «A pochi giorni dalla scadenza – ci spiega Riccardo Matesic − sono 14 le regioni che hanno risposto alla FMI per spiegare a che tipo di tassa saranno assoggettati i veicoli d’interesse storico di età compresa fra i 20 e i 30 anni. Molte regioni, infatti, essendo il bollo un’imposta regionale, avevano già bypassato la legge nazionale con un proprio ordinamento che prevedeva il pagamento di una tassa di circolazione forfettaria (da pagare quindi solo se si usa la moto), in sostituzione della tassa di proprietà». I seguenti Enti locali hanno comunicato alla FMI di aver mantenuto questa possibilità: Provincia di Bolzano, Emilia Romagna, Lombardia, Toscana (con tassa di proprietà) e, probabilmente, il Veneto (per cui manca ancora l’ufficialità). Tornano invece alla tassa di possesso proporzionale alla potenza Abruzzo, Calabria, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Provincia di Trento, Umbria e Valle d’Aosta. Dubbi ci sono sulla Basilicata, che sembra intenzionata a calcolare gli importi in funzione della cilindrata. Su Friuli Venezia Giulia, Sardegna e Sicilia, per le quali il tributo è di tipo erariale, l’Agenzia delle Entrate non si è ancora espressa, ma tutto lascia pensare che le tre regioni applicheranno la legge di Stabilità. Nulla si sa invece di Campania e Piemonte. «La FMI sottolinea come la situazione possa ancora mutare – conclude Matesic − avendo tuttora in corso contatti con i vari assessorati regionali. Consigliamo ai motociclisti di attendere qualche giorno prima di pagare la tassa e di verificare presso gli uffici della propria regione di appartenenza la prassi corretta».