Roma si sa, si porta dietro il problema delle buche da decenni. Cure palliative sono state propinate negli anni senza riuscire a risolvere il problema alla radice, ma tamponando qua e là veri e propri crateri grazie ai quali, le macchine normali danneggiano le sospensioni, i centauri spesso, cadono proprio dentro.

Ma la Sindaca ha annunciato che da febbraio inizieranno i lavori completi. Finora sono state rattoppate 400 buche in varie zone della Capitale, ma a causa della pioggia si sono nuovamente espanse con i disguidi suddetti per i cittadini romani.

Certo meglio di niente, la task force del Campidoglio antibuche, momentaneamente ce la facciamo andar bene, ma è palese che ci sia bisogno di interventi strutturali che consentano ai cittadini di non incorrere in un incidente, magari mentre si va a lavoro. Senza poi considerare che ogni buca è, o dovrebbe essere segnalata da un mini cantiere per la sicurezza, ma non sempre questo avviene.

Alcuni cittadini volontari hanno costituito l’Associazione “Tappami”, nata per riparare le strade. Intervengono su segnalazioni dei cittadini o dei vigili e riparano le buche in tutte le zone della città, utilizzando un bitume più costoso di quello utilizzato dal Comune. Sostengono che, oltre ad offrire un servizio utile per il cittadino, l’idea è nata per provocare, nel senso che se si vuole, si può intervenire tempestivamente, questo il messaggio rivolto all’Amministrazione.

Il bitume utilizzato dall’Associazione “Tappami” è “particolare”: resistente all’acqua, si può utilizzare sotto la pioggia, è più costoso rispetto agli altri, ma più resistente.

Il costo? Venti euro per venticinque chili, sborsati di tasca propria, ma come ci pare sensato che sia, i cittadini non sono disposti a risparmiare sulla propria sicurezza.

Ci chiediamo se con i 20 milioni annui spesi per risarcire i cittadini incidentati, non si possa acquistare un bel po’ di questo bitume speciale e risolvere in modo permanente, o quasi, il problema.