Secondo l’ADOC

Bene solo le grandi catene, piccoli esercizi in difficoltà. Per gli acquisti si attende la fine dei saldi

Roma, 5 gennaio 2016 – Non più di 200 euro per famiglia. Questa è la somma destinata da una famiglia, in media, all’acquisto di capi a saldo, secondo una stima dell’Adoc. Spesa sostanzialmente in linea con gli anni passati, le famiglie sono oberate da tasse e spese primarie irrinunciabili e i soldi per gli extra continuano a scarseggiare.

“La spesa delle famiglie per i saldi non supererà i 200 euro, pari all’8-10% del reddito mensile, secondo le nostre stime – dichiara Roberto Tascini, Presidente dell’Adoc – la combinazione tra redditi bassi e spese primarie e irrinunciabili elevate, come quelle sostenute per alimentazione, casa, trasporti e tasse, non permette alle famiglie italiane di destinare grosse cifre alle spese extra come i saldi. Inoltre, l’avvio della stagione degli sconti subito dopo Natale, come ogni anno, limita ulteriormente la corsa agli acquisti, almeno nel periodo iniziale. Gli acquisti più ingenti si concentreranno nel periodo finale, quando gli sconti arriveranno fino al 50-60%.  Va sottolineato anche che la crescita dello shopping online è diventato un elemento frenante per i saldi. Dato che sui siti e-commerce per tutto l’anno è possibile approfittare di sconti e offerte, in media del 10-15%, i consumatori stanno preferendo sempre di più diluire la spesa per il vestiario durante l’anno. Con la conseguenze che durante il periodo dei saldi canonici le attenzioni sono riservate solo per i capi molto costosi.”

Per Adoc anche quest’anno i piccoli esercizi continueranno a soffrire gli effetti della crisi.

“I saldi sono un momento favorevole per le grandi catene commerciali, che spesso operano in franchising, ma per i piccoli esercizi, soprattutto se dislocati nelle periferie, i guadagni non sono alti – continua Tascini – ad ogni modo, dobbiamo sottolineare che continuano le “storture” di mercato. Circa il 20% degli esercizi, come di consueto, cerca di essere più furbo degli altri e ha “anticipato” il periodo dei saldi, lanciando promozioni dirette ai propri clienti o camuffando gli sconti con liquidazioni e svendite. Inoltre, a pochi giorni dall’avvio, ci stanno arrivando le prime segnalazioni di prezzi falsamente ribassati e di una confusione tra capi in saldo e nuove collezioni. Questi sgradevoli trucchetti minano pesantemente la fiducia dei consumatori verso i commercianti, penalizzando fortemente gli esercenti onesti, che puntano sulla qualità dei prodotti e sulla bontà delle offerte”.

 

DECALOGO SALDI

Conservate lo scontrino

I capi in saldo si possono sostituire. In base al D.Lgs. n. 24/2002 il negoziante è obbligato a sostituire l’articolo difettoso, anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Inoltre il consumatore può denunciare “al venditore il difetto di conformità entro il termine di due mesi dalla data in cui ha scoperto il difetto”.

Occhio ai fondi di magazzino

La merce posta in vendita sotto la voce “Saldo” deve essere l’avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. Alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei più svariati articoli. E’ improbabile, per non dire impossibile, che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni tipo di prodotto, di tutte le taglie e colori.

Girate

Non fermatevi mai al primo negozio che propone sconti ma confrontate i prezzi con quelli esposti in altri esercizi. Eviterete di mangiarvi le mani. A volte basta qualche giro in più per evitare l’acquisto sbagliato o per trovare prezzi più bassi.

Occhio ai super sconti

Se l’esercizio pratica sconti superiori al 50%, spesso nasconde merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi. Un commerciante non può avere, infatti, ricarichi così alti e dovrebbe vendere sottocosto. È un fenomeno “a rischio” soprattutto i primi e gli ultimi giorni di saldo.

Fiducia

Servitevi presso negozi di cui vi fidate o acquistate merce della quale conoscete già il prezzo o la qualità in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’acquisto.

Consigli per gli acquisti

Cercate di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio, in modo da essere meno influenzabili dal negoziante. Correrete meno il rischio di tornare a casa colmi di cose, magari anche a buon prezzo, ma delle quali non avevate alcun bisogno e che non userete mai. Pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualità. Diffidate dei marchi molto simili a quelli noti.

Negozi e vetrine

Ricordate che sulla merce è obbligatorio il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto “in modo chiaro e ben leggibile” (Dlg n. 114/98). Controllate che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla “nuova”. Diffidate delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce.

Prova dei capi

Non c’è l’obbligo. E’ rimesso alla discrezionalità del negoziante. Il consiglio è di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati.

Pagamenti

Nei negozi che espongono in vetrina l’adesivo della carta di credito (o bancomat), il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi. Ricordiamo inoltre che gli esercenti sono obbligati ad accettare pagamenti con il bancomat anche per cifre inferiori ai 30 euro.

Online

Con la direttiva europea 83/2011, recepita dal decreto legislativo n.21 del 21 febbraio 2014, sono state introdotte molte novità per i contratti a distanza, stipulati via internet e comunque fuori dai locali commerciali: dall’ampliamento della durata del diritto di ripensamento ai tempi stretti per ottenere il rimborso di quanto pagato.

Secondo Codacons:
Domani partono ufficialmente i saldi invernali in tutta Italia. In realtà – spiega il Codacons – gli sconti sono già partiti da giorni in tutti i negozi, a dimostrazione di come la legge sui saldi sia ampiamente superata e obsoleta.
Le vendite non faranno registrare l’andamento positivo segnato a Natale,  quando i consumi delle famiglie sono saliti del 3%, e si manterranno stabili rispetto allo scorso anno,  con una spesa media pari a 184 euro a famiglia.
Quasi una famiglia su due (il 45%) approfitterà degli sconti ma – avvisa il Codacons – occorre prestare massima attenzione,  perché il rischio di incappare in fregature è assai elevato.
“Speriamo che questo sia l’ultimo anno di saldi, perché l’attuale normativa non aiuta né il commercio, né i consumatori – afferma il Presidente Carlo Rienzi – Gli sconti vanno liberalizzati lasciando agli esercenti la piena libertà di scegliere quando e come scontare la propria merce,  moltiplicando così le occasioni di acquisto e incentivando gli acquisti”.
Infine, come ogni anno il Codacons diffonde il decalogo con i 10 consigli d’oro per evitare fregature durante i saldi e fare acquisti in tutta sicurezza:
1)    Conservare sempre lo scontrino: non è vero che i capi in svendita non si possono cambiare. Il negoziante è obbligato a sostituire l’articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se il cambio non è possibile, ad esempio perché il prodotto è finito, avete diritto alla restituzione dei soldi (non ad un buono). Si hanno due mesi di tempo, non 7 o 8 giorni, per denunciare il difetto.
 2)    Le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce posta in vendita sotto la voce “Saldo” deve essere l’avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. Stare alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei più svariati articoli. È improbabile, per non dire impossibile, che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni tipo di prodotto, di tutte le taglie e colori.
 3)    Girare. Nei giorni che precedono i saldi andare nei negozi a cercare quello che interessa, segnandone il prezzo; si può così verificare l’effettività dello sconto praticato ed andare a colpo sicuro, evitando inutili code. Non fermarsi mai al primo negozio che propone sconti ma confrontare i prezzi con quelli esposti in altri esercizi.
4)    Consigli per gli acquisti. Cercare di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: così si è meno influenzabili dal negoziante e si corre meno il rischio di tornare a casa colmi di cose, magari anche a buon prezzo, ma delle quali non si aveva alcun bisogno. Valutare la bontà dell’articolo guardando l’etichetta che descrive la composizione del capo d’abbigliamento (le fibre naturali ad esempio costano di più delle sintetiche). Pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualità. Diffidare dei marchi molto simili a quelli noti.
5)    Diffidare degli sconti superiori al 50%, spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi (si gonfia il prezzo vecchio così da aumentare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’acquisto). Un commerciante, salvo nell’Alta moda, non può avere, infatti, ricarichi così alti e dovrebbe vendere sottocosto.
 6)    Servirsi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistare merce della quale si conosce gia’ il prezzo o la qualita’ in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’acquisto.
7)    Negozi e vetrine. Non acquistare nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile. Controllare che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla “nuova”. Diffidare delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce.
8)    Prova dei capi: non c’è l’obbligo. È rimesso alla discrezionalita’ del negoziante. Il consiglio è di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati.
9)    Pagamenti. Nei negozi che espongono in vetrina l’adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi.
10)    Fregature. Se pensate di avere preso una fregatura rivolgetevi al Codacons, oppure chiamate i vigili urbani.