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Il Ghiaccio Artico sta morendo

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fonte:visionari.org

Il report del NOAA ha analizzato gli ultimi trend climatici dell’Artico, valutandone il suo stato di salute in relazione al cambiamento climatico.

L’Artico “non sembra ritornare alla normalità: l’estensione della regione congelata, costante durante gli ultimi decenni, è ora cambiata,” si legge sulla scheda di relazione artica annuale dell’Amministrazione nazionale oceanica e atmosferica (NOAANational Oceanic and Atmospheric Administration).

Il report 2017 copre principalmente il periodo tra ottobre 2016 e settembre 2017. NOAA rilascia la sua scheda di resoconto ogni dicembre per riassumere l’anno delle latitudini nordiche. La scheda illustra gli sviluppi dell’anno, nel contesto delle tendenze a lungo termine osservate nella regione. Dopo che l’estate artica — relativamente fresca nel contesto degli ultimi decenni — non è riuscita a produrre ghiaccio marino stabile o altri indicatori positivi di un ecosistema sano, gli autori del report card di quest’anno suggeriscono che la regione abbia raggiunto una “nuova normalità” di ghiaccio marino sottile e debole.

Anche gli anni freddi sono ormai difficilmente in grado di riportare l’Artico al suo salutare status quo; la regione è troppo danneggiata per tornare a ciò che prima era considerato normale, hanno scritto.

“Le ricostruzioni del clima artico, che si estendono su milioni di anni, indicano che la grandezza e il ritmo del declino registrato nel 21° secolo è senza precedenti, almeno per quanto riguarda gli ultimi 1.500 anni (ma probabilmente anche di più), se si considera il rapporto mare-ghiaccio e il riscaldamento degli oceani,” hanno scritto.

Per comprendere il clima artico in profondità, bisogna comprenderne i quattro elementi chiave: aria, acqua, terra e ghiaccio.

Ecco cosa è successo a ciascuno di quei pezzi dell’Artico tra ottobre 2016 e settembre 2017.

Aria

La scheda dello scorso anno 2015–2016 aveva mostrato che l’anno era stato di gran lunga il più caldo dall’inizio delle misurazioni, ovvero dal 1900. Il periodo 2016–2017 è stato significativamente più fresco — ma comunque il secondo anno più caldo dal 1900.

La maggior parte di quel calore è stato concentrato ad inizio anno, portando a caldi autunno e inverno artici.

La primavera e l’estate 2017, invece, erano anormalmente fresche per l’era moderna. L’estate, in particolare, non è stata al passo con le tendenze recenti, con temperature paragonabili a quelle precedenti all’estremo riscaldamento dell’Artico scatenato negli anni ’90, hanno scritto gli autori del rapporto. L’unico eccezionale clima estivo dell’estate artica si è verificato in Alaska e nel Canada nordoccidentale, dove luglio è stato il più caldo dall’inizio delle misurazioni.

Acqua

La luce solare contribuisce al riscaldamento dell’oceano artico. La temperatura dell’acqua varia ogni estate con la quantità di luce solare che penetra sia l’atmosfera che la copertura di ghiaccio per colpire la superficie del mare, hanno scritto gli autori del rapporto.

Ciò significa che quando c’è meno ghiaccio e meno copertura nuvolosa, l’oceano settentrionale si riscalda più velocemente.

I ricercatori artici fanno le loro misurazioni più significative della temperatura sulla superficie del mare in agosto, dopo la fine di un’intera estate di riscaldamento, ma prima che settembre abbassi le temperature.

In alcune aree, agosto 2017 è stato quasi più fresco di 3°C di agosto 2016. Ma le temperature della superficie marina del 2017 hanno aderito ad una tendenza a lungo termine di riscaldamento: agosto 2017 era più caldo di 3°C di agosto 2012, hanno scritto gli autori. Questo è importante, perché il 2012 ha visto il minimo estivo più basso mai registrato nell’Artico e, in assenza di riscaldamento a lungo termine, le temperature sott’acqua avrebbero dovuto essere più alte.

Secondo la relazione, il riscaldamento a lungo termine ha sostenuto una fioritura di vite nelle acque dell’Artico, in quanto le creature che vanno dalle alghe ai grandi pesci predatori si spostano in acque che un tempo erano troppo fredde per loro.

Terra

I dati sulla terra artica non sono aggiornati al minuto come quelli su ghiaccio, aria e mare. Ma ecco cosa sanno i ricercatori, e cosa hanno scritto nel rapporto di quest’anno:

Il permafrost — l’antico strato di terra bagnata e ghiacciata nelle latitudini settentrionali — si sta riscaldando e ammorbidendo. Nell’estate 2016, il permafrost a 20 metri sotto la superficie ha raggiunto le temperature più calde dal 1978. In tutto l’Artico, il terreno è diventato molliccio mentre strati sempre più spessi di fanghiglia si formavano sotto la terra.

Allo stesso tempo, nel 2015 e nel 2016, dopo un periodo di declino durato diversi anni, nell’Artico si è registrato un picco di “verde” — aree che sembrano verdi in vista satellitare a causa delle piante. Un segnale positivo sulla terraferma è stato un manto nevoso superiore alla media nell’Artico asiatico, misurato dai satelliti — il secondo più alto mai visto. È stata la prima “anomalia positiva” dai rapporti sulla neve dal 2005.

Ghiaccio

L’ultimo e più importante elemento dell’Artico, l’asse attorno al quale ruotano tutti gli altri elementi, è il ghiaccio marino. Quando il ghiaccio marino è esteso e sano, mantiene gli oceani al riparo dal riscaldamento e riflette la luce solare nello spazio, proteggendo l’intero pianeta dal riscaldamento.

Il ghiaccio marino artico pulsa ogni anno, crescendo ogni inverno per raddoppiare o triplicare la sua estensione dell’estate precedente, hanno scritto gli autori. Negli ultimi decenni, tuttavia, si è registrato un generale declino.

Per anni gli scienziati hanno avvertito che stava arrivando la prima estate completamente priva di ghiaccio nell’Artico. Ora, è la posizione ufficiale di NOAA che l’Artico non mostri segni di un ritorno allo stato ghiacciato in cui generalmente si trova tutto l’anno.

L’inverno 2016–2017 ha visto la più bassa estensione massima di mare ghiacciato nei record satellitari, iniziati nel 1979 — il terzo anno consecutivo di registrazione bassa. Il picco di estensione è stato raggiunto il 7 marzo 2017, con 14,2 milioni di chilometri quadrati — 8% in meno rispetto alla media 1981–2010.

Il ghiaccio marino ha poi iniziato a ridursi cinque giorni prima della media 1981–2010, raggiungendo il suo minimo estivo il 13 settembre, con 4,6 milioni di km quadrati. Tale misura era leggermente superiore al minimo del 2016 e inferiore del 25% alla media 1981–2010.

“Le 10 estensioni più basse registrate in settembre,” hanno scritto gli autori della report card, “si sono verificate negli ultimi 11 anni.”

Hanno calcolato che su ogni mese le estensioni di ghiaccio marino stanno diminuendo ad un tasso di circa il 13,2% per decennio.

Il ghiaccio che rimane è anche più sottile, più giovane e meno stabile rispetto al passato. Già negli anni ‘80, in inverno, solo il 55% dello strato di ghiaccio più esterno risaliva allo stesso anno, e il 16% del ghiaccio era rimasto attaccato per più di quattro anni. Nel 2017, un intero 79% del massimo invernale era costituito da ghiaccio appena formatosi e solo lo 0,9% del massimo aveva più di quattro anni.

Quando il ghiaccio non invecchia, non ha tempo di diventare denso. Quella tendenza di diradamento a lungo termine indebolisce il ghiaccio, rendendone più difficile la stabilizzazione e la crescita durante gli anni più freddi, con implicazioni a lungo termine per la salute dell’Artico e, a sua volta, del’intero pianeta, hanno detto i ricercatori.


Tradotto in Italiano. Articolo originale: LiveScience


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Bonus bollette, la maggioranza ritira gli emendamenti sull’automatismo – L’appello ai presidenti delle Camere

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Rendere automatico il bonus sociale luce gas e acqua non comporta oneri per il bilancio dello Stato, mentre sosterrebbe in maniera concreta i 6 milioni di italiani in povertà assoluta.

Appello di Adiconsum a Governo e Parlamento
per l’introduzione del bonus automatico nella Legge di bilancio 

5 dicembre 2018 – I dati sulla povertà nel nostro Paese sono allarmanti: la povertà assoluta riguarda quasi 6 milioni di cittadini, con un 30% della popolazione a rischio esclusione sociale, di cui il 12,1%, cioè 1 milione e 208 mila, sono minori. Non passano inosservati anche i dati sulla povertà energetica, con il 16,1% della popolazione che non può permettersi di riscaldare adeguatamente la propria abitazione.

Non possiamo rimanere indifferenti ed inermi di fronte a questi dati – dichiara Carlo De Masi, Presidente di Adiconsum nazionale – Più volte abbiamo denunciato la farraginosità, la scarsa conoscenza e l’insufficiente estensione dell’unica misura di sostegno a favore dei poveri energetici, il bonus sociale luce  e gas.

Ecco perché – continua De Masi – abbiamo inviato una lettera ai presidenti di Camera e Senato e al Ministro dell’Economia, chiedendo il loro autorevole intervento per l’introduzione nel DEF delle misure necessarie a rendere automatico il bonus sociale per luce, gas e acqua.

Un automatismo – conclude De Masi – che non peserebbe sulle casse dello Stato, in quanto i bonus sono prevalentemente a carico degli utenti di luce, gas e idrico e non gravano sulla fiscalità generale. Ci auguriamo che il nostro appello venga accolto.

 
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Salta il taglio dell’iva sui pannolini. Protesta il CODACONS

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Ancora una marcia indietro da parte del Governo che danneggia i cittadini in special modo le fasce più deboli della popolazione. Lo afferma il Codacons, commentando lo stop al taglio dell’Iva per pannolini e assorbenti, con la commissione Bilancio della Camera che ha bocciato un emendamento a prima firma Francesco Boccia (Pd) che portava l’aliquota dell’Iva al 5% per “latte in polvere e liquido per neonati, prodotti alimentari per l’infanzia, pannolini, assorbenti”.

“Si tratta di una promessa non mantenuta, e di un grave dietrofront su un provvedimento che avrebbe realmente sostenuto milioni di famiglie, aiutando i ceti meno abbienti – spiega il presidente Carlo Rienzi – La manovra del Governo appare oramai sempre più schizofrenica: regala fondi a pioggia per scuole musicali, accademie, apicoltura o archivi storici, abbassa l’Iva su Spa, centri benessere e massaggi al 10%, ma dimentica di aiutare chi ha davvero bisogno di aiuto e di sostenere gli enti meritevoli di tutela. Ed è gravissimo che dopo le promesse fatte da governo e opposizione non si sia ancora approvato l’emendamento per esonerare dal contributo unificato le associazioni che svolgono attività sociale e che attraverso le loro cause difendono i diritti di milioni di cittadini”.

Per tale motivo il Codacons, dopo la lettera inviata al Presidente della Repubblica, rivolge oggi un appello ai Senatori di tutti gli schieramenti politici, affinché intervengano per ridare equità alla manovra e sanare le discriminazioni a danno dei cittadini deboli e delle Onlus, e non approvino misure prive della necessaria copertura finanziaria.

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Spesa al mercato: come risparmiare e fare buoni affari

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ADICONSUM AVVERTE

L’acquisto di frutta e verdura ha un certo peso sull’economia familiare: secondo i dati Istat, nel corso del 2017, gli italiani hanno speso mensilmente circa 63 euro di frutta e 43 di verdura.

In realtà, parte di quello che paghiamo per questi prodotti non viene neanche utilizzato: stiamo parlando di tutti quei package (buste, confezioni e altro) che, oltre a inquinare l’ambiente, finiscono per pesare significativamente sul prezzo finale del prodotto.

Tra l’altro, i package ci vincolano a dover comprare quantitativi specifici, con il rischio che parte del prodotto si rovini o vada definitivamente a male.

Una possibile soluzione? Comprare prodotti sfusi al mercato! Anche in questo caso, però, è necessario prestare attenzione e conoscere qualche trucco per fare buoni affari.

 

Consigli per gli acquisti

Per tagliare i costi, e sufficiente seguire poche regole:

  • Compra prodotti di stagione
  • Ricorda che più la filiera di trasporto è breve, più i costi ambientali e materiali diminuiscono; per questo è preferibile scegliere banchi che indichino il luogo di produzione
  • Compra frutta e verdura con meno scarto possibile (meno si butta, meglio è!)
  • È preferibile rivolgersi a un coltivatore affiliato a una grande organizzazione
  • Presentati a ridosso dell’orario di chiusura per trovare offerte last minute
  • Compra quello che ti serve nelle giuste quantità
  • Con delle buone materie prime puoi realizzare prodotti casalinghi (marmellate, salamoie, etc.), assicurati, però, di rispettare le norme igieniche.

 

Come riconoscere un buon prodotto

  • Cerca etichette che indichino la provenienza del prodotto
  • I colori di frutta e verdura devono essere vivi
  • Ricorda di lavare bene frutta e verdura: al mercato c’è spesso la cattiva abitudine di toccarla senza usare i guanti
  • Se compri prodotti in salamoia sfusi, assicurati che siano completamente sommersi dal liquido.
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