Rete Consumatori Italia: invitiamo il Parlamento alla riflessione e ad un approfondimento tecnico

 

19 gennaio 2017. Oggi pomeriggio Rete Consumatori Italia (Assoutenti, Casa del Consumatore e Codici), verrà audita nell’ambito dell’ esame del disegno di legge n. 2629 (in riferimento al decreto-legge n. 237 del 2016), con il quale il Governo chiede l’autorizzazione alle Camere per poter disporre di 20 miliardi per salvare le banche.

Sul provvedimento proposto (discrezionalità del Governo), la Rete crede di poter sintetizzare lo scopo del provvedimento nella possibilità di erogare risorse finanziarie pubbliche agli istituti bancari ritenuti in stato di crisi sostanzialmente a discrezione del Governo, salve le limitazioni che saranno poste dalla Commissione europea.

Quindi, il presente provvedimento finisce per trasformarsi in un una mera autorizzazione al Governo italiano alla distribuzione di 20 miliardi (che diviene un debito certo) e a farne ciò che riterrà più opportuno; secondo una prima valutazione ci sembra una richiesta irrituale ed irrispettosa delle prerogative del Parlamento. Inoltre vi sarà l’emissione di nuovo debito pubblico. A fronte di tale nuovo debito si prevede l’emissione di nuovi titoli che lo compensino nella contabilità pubblica; nulla si dice dell’andamento futuro dei corsi di tali titoli. È di assoluta evidenza che se il Pil non riparte non vi sarà nessuna tonificazione del mercato azionario ed obbligazionario; né è pensabile, in queste condizioni di economia reale asfittica, attendersi una tonificazione del rendimento dell’attività bancaria.

Quindi mentre il debito è di importo certo, il valore degli attivi a “compensazione” è incerto.

Il costo di tale “aiuto” (cioè della garanzia) addebitato alle banche è attualmente imprecisabile, anche da questo punto di vista i loro bilanci futuri saranno aggravati da importi che oggi non si possono valutare.

Senza considerare gli effetti sui depositi e la sfiducia dei correntisti, la sfiducia che i risparmiatori hanno maturato in queste anni di sconsiderata legiferazione bancaria è ormai a livelli massimi, mai raggiunti prima. I titoli azionari ed obbligazionari bancari sono all’apice dei sospetti del pubblico retail e lo stesso deposito in conto corrente viene vissuto con sofferenza ed incertezza. Inoltre la crescita della disaffezione verso il mercato mobiliare è divenuta incontrollabile. In questo senso, assieme ad ogni altra misura emergenziale o strutturale, va immediatamente abolita la norma sul bail in rassicurando esplicitamente che non sarà mai più introdotta anche solo in maniera surrettizia o indiretta.

Infine è necessario che si apra una pagina nuova nella legislazione creditizia: se si vuole che i cittadini capiscano e confidino nelle politiche economiche e finanziarie scelte dal governo è necessario che i provvedimenti siano semplici da comprendere; la reazione più immediata e più difficile da estirpare,che un provvedimento del genere susciterà, è di sospetto e certamente non di consenso.

Perciò alla luce delle considerazioni suddette, invitiamo questo Parlamento alla riflessione, anzi ad un approfondimento tecnico, che lo ponga in condizione di fare delle scelte non frettolose e deresponsabilizzanti, ma serie, ponderate ed efficaci.