Roma 27 novembre 2014 – Dall’alto dei suoi 34 miliardi di fatturato annuo, la società Gestore dei servizi energetici (nota soprattutto con la sigla GSE) è fra le spa aventi come socio unico il ministero dell’Economia

Più ricche e potenti in Italia secondo la stima Mediobanca.

Bel risultato. Peccato che non si possa dire lo stesso sulla sua gestione nel settore energetico. Negli anni, GSE ha confermato la fama di carrozzone alimentato dalle clientele politiche. Senza peraltro dare un contributo positivo ai consumatori.

Solo per ricordare, la nostra Associazione ha sottolineato i casi in cui GSE ha dato prova di sé creando non pochi problemi come per esempio sui conti energia (vedi lo scandalo eolico) oppure sui guadagni facili con le fonti rinnovabili accaparrati dai grandi gruppi e i ritardi subiti dai semplici investitori e consumatori che hanno avanzato richieste mai evase.

“Mentre secondo noi la funzione di Acquirente Unico andrebbe rafforzata perché ha un’utilità di tutela – commentano Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale CODICI, e Luigi Gabriele, Responsabile Affari Istituzionali – il GSE andrebbe chiuso e buttata la chiave. Quello che ci viene spontaneo chiedere è se non sia il ruolo del GSE a distorcere dallo scopo primario dell’efficienza energetica”.