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Di cosa parliamo quando citiamo la storia dei “vitelli gonfiati”? La vicenda è preoccupante quanto ancora avvolta nel mistero: sembra, infatti, che alcuni animali siano stati gonfiati con farmaci illegali non sottoposti a controlli. Le sostanze venivano somministrate ad animali sani per accrescerne la massa muscolare e la loro carne, potenzialmente, potrebbe essere finita sulle nostre tavole.

L’indagine delle Forze dell’Ordine iniziano tre anni fa e sfociano in un’operazione  che ha visto sequestrare più di 17 mila confezioni di farmaci veterinari.

A spiegare la vicenda ai microfoni di Spazioconsumatori.tv ci pensa il comandante Giuseppe Giova del Corpo Forestale dello Stato, che informa che per legge le registrazioni vanno fatte presso gli allevatori che hanno animali che usano i farmaci, ma il Corpo Forestale ha scoperto alcuni casi in cui che le registrazioni di legge sono state effettuate direttamente presso i grossisti. Il Corpo Forestale ha quindi  sequestrato sei registri di trattamento che di regola dovrebbero rimanere nell’allevamento. Sono stati sequestrati anche timbri veterinari e documenti veterinari precompilati.

Insomma, questi farmaci venivano somministrati ai vitelli che arrivavano sulle nostre tavole? “Venivano dati a nero agli allevatori compiacenti e quindi eludendo i controlli  nel momento dei controlli dell’animale destinato al consumo – continua il Comandante – Perché un animale perché possa essere destinato al consumo  deve avere determinate caratteristiche che garantisco che l’animale è sano.  In questa situazione noi non sappiamo le condizioni con cui l’animale arrivava al consumo, proprio  perché eludeva i controlli”.

Insomma, questi animali potrebbero essere capitati sulle tavole dei consumatori, perche i farmaci erano somministrati in nero.

Ricapitolando: farmaci veterinari che hanno eluso i controlli previsti per legge sono stati somministrati ad animali di cui non si conoscono le condizioni e che presumibilmente sono stati destinati al consumo. È scontato chiedersi:  se a qualche sfortunato consumatore fosse capitato di mangiarla? Questo può aver provocato danni alla salute?

 A queste domande per ora nessuno può rispondere, l’unica cosa che però può fare il consumatore è controllare la serietà dell’azienda e dell’allevatore. Infine attenzione ai prezzi, diffidare dalle offerte estemporanee fatte da soggetti non meglio identificati

Il servizio completo “Il mistero dei vitelli gonfiati” è disponibile cliccando qui oppure sul sito www.spazioconsumatori.tv.

Roma 8 gennaio 2014